Zaino in spalla alla scoperta del Guatemala

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Zaino in spalla alla scoperta del Guatemala
Per quanto paurose possano apparire, le tarantole non sono creature pericolose. (Immagine: Pixabay tramite Dominio Pubblico Pubblico)

Sebbene adori il Centro America, devo condividerlo con le tarantole, la mia più grande paura! Se viaggiando zaino in spalla per il Guatemala ti dovessi trovare di notte nella foresta tropicale, stai pur certo che le cose assumeranno una parvenza pelosa.

Il fascino di viaggiare zaino in spalla

Per quanto preparati, viaggiare zaino in spalla in paesi stranieri può portare a vivere esperienze negative, paure e disagi. I motivi possono esseri molteplici, incomprensioni culturali, dispute con i compagni di viaggio o fobie: certo è che non può sempre essere tutto salsa e mojitos.

Zaino in spalla alla scoperta del Guatemala
Viaggiare zaino in spalla attraverso il centro America è favoloso, ma non è tutto salsa e mojitos (Immagine:  Pixabay /CCO Public Domain))

Quando le cose si mettono male, potrebbe essere necessario attingere alla propria creatività e persino usare alcune strategie mentali. Ciò significa aprirsi all’inaspettato, vivere avventure genuine e crescere come persona: ecco perché viaggiare con il solo zaino sulle spalle è così meraviglioso. Ho ripetuto molte volte la mia storia sulle tarantole. Il suo effetto è dovuto sia al fatto che amici e familiari conoscono bene la mia “paranoia aracnofobica”, sia al luogo da cui prende vita, Semuc Champey. È semplicemente l’attrazione naturale più bella del Guatemala.


Zaino in spalla alla scoperta del Guatemala
Osservando dall’alto la meravigliosa Semuc Champey, una serie di piscine naturali di acqua turchese. (Immagine: TravelingShapy via Compfight cc)

Anche senza zaino in spalla fuggire!

Sapevo che in questo paese di foreste pluviali e nuvole, avrei dovuto affrontare la mia paura dei ragni. In effetti l’unico modo di evitarla era di alloggiare in alberghi di lusso lontani dalle foreste; ma questo non è il mio stile, né quello di mio marito. Viaggiavamo con un budget limitato e godevamo dell’aspetto sociale di alloggiare nella sistemazione più economica, così rustica com’era.

Ho iniziato il mio viaggio evitando tutti i possibili incontri con creature a 8 zampe. Studiavo la guida Lonely Planet per decifrare le descrizioni delle sistemazioni. Mi rivolgevo ad ogni direttore di hotel con la stessa frase: “Tarantula Aqui?”. Pensavo perfino di acquistare una zanzariera, sebbene il mio zaino stesse già per scoppiare.

Le tarantole vivono nella foresta pluviale, ma amano anche il rifugio umano, asciutto e caldo. (Immagine:  Pixabay /CCO Public Domain)

“Dai”, mi sono detta,” sei un australiana, sei abituata ai grandi ragni”. Tuttavia nella mia mente le tarantole apparivano come un piccolo mammifero furioso, troppo grosso per essere classificato come ragno!

Invece quando ci si imbatte in un posto come Semac Champey, negli altopiani del Guatemala, si è disposti a rischiare tutte le paure. Incredibili la meraviglia e la pura magia che questo paradiso trasmette! Volevo rimanere e far vibrare lo spirito di questo luogo spaventato nella mia anima.

Escono soprattutto di notte

Una volta calata l’oscurità, tuttavia, il posto ha perso il suo fascino e prendevano vita le mie peggiori paure. Innanzitutto un compagno di viaggio ha trovato una grande tarantola nera sul suo letto e poi, a cena, il direttore dell’hotel si è avvicinato a noi con una di esse tra le mani come un “gringo”.

Vuoi toccare? Io passo, grazie. (Immagine: savageblackout via Compfight cc)

Più tardi quella notte io e mio marito ci siamo ritirati nella stanza, ma abbiamo scoperto che il generatore veniva spento ogni notte. Quindi niente luce. “Basta andare a dormire e non pensare a loro”, è stato il suo consiglio. Dormire? Ho avuto la sensazione che non avremmo dormito poi così tanto!

Alle 11 di sera, accompagnandomi per trovare un bagno, mio marito ha trovato la torcia con le batterie scariche che stava cominciando a spegnersi. Vestita e accesa la torcia nella stanza, nonostante egli mi dicesse che più le cercavo e più le avrei trovate, non riuscivo a fermarmi. Avevo bisogno di essere rassicurata che la nostra stanza fosse priva di ragni.

Nell’angolo sopra il mio letto c’era un grosso nodo rotondo nel legno. Avvicinandomi con la torcia tremolante, ho visto che era in realtà un oggetto mobile, anzi 8 oggetti mobili.

Le tarantole escono di notte e si ritirano nelle loro tane durante le ore diurne. (Immagine: dadblunders via Compfight cc)

Usciti velocemente dalla stanza non sapevamo dove andare. La nostra unica fonte di luce stava per esaurirsi. Non pareva esserci un posto sicuro dalle tarantole, tranne il fiume. Non avevo idea di cosa avrei fatto o di dove sarei andata fino al mattino. Più tardi mio marito mi ha confessato di aver individuato altri ragni, ma è stato abbastanza saggio da non indicarmelo.

Amache salvavita

Così quest’uomo, il mio eroe, mi ha condotta tranquillamente in una radura dove fortunatamente siamo inciampati su due amache. Mi ha detto che sarei stata al sicuro lì perché le tarantole sono troppo goffe per camminare su corde così sottili. Sapevo che non era vero, ma non lo richiamai per la bugia: era l’unico pensiero che mi mantenesse sana di mente in quella situazione terrificante.

Zaino in spalla alla scoperta del Guatemala
Un’amaca è un posto sicuro? Bé, nel mio caso ha funzionato! (Immagine: bortescristian via Compfight cc))

Regole per sopravvivere alla città delle tarantole

1 Dormire su un’amaca per limitare il contatto con esse; preferiscono capanne calde e riparate e spruzzare le sue corde con spray per insetti o qualsiasi cosa poco attraente per i ragni, che possono avvertirla attraverso le loro zampe.
    2 Cercare di non parlare troppo dei ragni con i compagni di viaggio, poiché alimenta solo la paura.
    3 Non ucciderle. NON va bene uccidere la fauna selvatica nativa da turista e in più crea karma cattivo il fatto di togliere la vita ad una creatura vivente che non ha intenzione di fare del male.
    4 Spruzzare uno spray personale sulla pelle esposta; l’odore potrebbe impedire a un ragno di camminare sulle persone. La barriera extra farà sentire un po’ più tranquilli.

Con il senno di poi, sono felice di aver deciso di rischiare di dormire tra le tarantole, sperimentando così questo luogo magico. Dopotutto, avrei potuto alloggiare in un hotel di un villaggio vicino, ma non mi sembrava la scelta giusta data la disponibilità di sistemazioni decenti proprio sulla riva del fiume.

Articolo scritto da Chani Blue.

Articolo in inglese: http://www.visiontimes.com/2015/12/02/surviving-tarantulas-in-guatamala-a-backpackers-tale.html