Facebook sta diventando un cimitero digitale?

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Le nuove analisi degli accademici dell’Istituto Internet di Oxford (OII) prevedono che su Facebook, entro 50 anni, i morti potrebbero superare i vivi. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Le nuove analisi degli accademici dell’Oxford Internet Institute (OII) prevedono che, entro 50 anni, su Facebook i morti potrebbero superare i vivi; un’indicazione che avrà serie implicazioni su come tratteremo le nostre eredità digitali in futuro. Le analisi prevedono che, basandosi sui livelli di utenza del 2018, almeno 1.4 miliardi di iscritti moriranno prima del 2100.

In questo scenario, entro il 2070 i morti potrebbero superare i vivi. Se il più grande social network del mondo continua a espandersi con le cadenze attuali, tuttavia, il numero degli utenti deceduti potrebbe arrivare a 4.9 miliardi, prima della fine del secolo. Il principale autore del testo, Öhman, un candidato al dottorato dell’OII, ha dichiarato:

“Certe statistiche sollevano nuove e difficili domande su chi abbia la proprietà di tutti questi dati, su come dovrebbero essere gestiti nel migliore interesse delle famiglie e degli amici dei deceduti, e sul loro uso da parte dei futuri storici per comprendere il passato.

“A livello sociale, abbiamo appena iniziato a porci queste domande e abbiamo una lunga strada da fare. L’amministrazione delle nostre eredità digitali, alla fine, riguarderà chiunque usi i social media, dato che tutti un giorno ce ne andremo, lasciando i nostri dati dietro di noi.

“Ma la totalità dei profili degli utenti deceduti è persino maggiore della somma delle sue parti. È, o diventerà, parte del nostro patrimonio globale e digitale.”

Il co-autore David Watson, un altro studente del dottorato di ricerca presso l’OII, ha spiegato:

“Mai nella storia abbiamo trovato nello stesso posto un archivio così vasto di comportamenti umani e cultura. Avere il controllo su questo archivio, in un certo senso, significherà avere il controllo sulla nostra storia.

“È quindi importante che garantiamo che l’accesso per questi dati storici non sia limitato a un solo marchio a scopo di lucro. È anche importante assicurarsi che le generazioni future possano utilizzare la nostra eredità digitale per comprendere la loro storia”.

Le analisi rivelano due scenari potenzialmente estremi; ma sostengono che la tendenza del futuro ricadrà approssimativamente nel mezzo:

  • Il primo scenario prevede che non ci saranno nuovi utenti come nel 2018. In questo caso, la condivisione degli account di utenti morti in Asia aumenta vertiginosamente; circa il 44% del totale, entro la fine del secolo. Quasi la metà di quei profili provengono dall’India e dall’Indonesia; insieme, ammontano a meno di 279 milioni di decessi su Facebook entro il 2100.
  • Il secondo scenario prevede che Facebook continui a crescere, con la sua attuale quota del 13% globale ogni anno, fino a quando tutti i mercati raggiungeranno la saturazione. In queste condizioni, l’Africa mostrerà una quota crescente di utenti deceduti. La Nigeria, in particolare, diventa un centro rilevante in questo scenario: più del 6% del totale. Per contrasto, gli utenti occidentali rappresenteranno solo una minoranza dei fruitori; gli Stati Uniti saranno tra i principali 10.

Öhman ha spiegato:

“I risultati non dovrebbero essere interpretati come una previsione del futuro, ma come un’analisi sullo sviluppo corrente, e un’opportunità di modellare il futuro verso cui ci stiamo dirigendo.”

“Ma questo non tocca la nostra questione principale, cioè che una discussione critica sui decessi online e le loro implicazioni macroscopiche è urgente e necessaria. Facebook è un semplice esempio di ciò che attende ogni piattaforma con un’analoga connettività e portata globale”.

Watson ha aggiunto:

“Facebook dovrebbe invitare gli storici, gli archivisti, gli archeologi e gli etici a partecipare al processo di conservazione del vasto volume di dati accumulati che ci lasciamo alle spalle quando moriamo.

“Questo non riguarda solo trovare soluzioni sostenibili per il prossimo paio d’anni, ma possibilmente per i molti decenni a venire”.

Le previsioni sono basate sulle ricerche delle Nazioni Unite; esse dispongono del numero di mortalità previste e della popolazione totale di ogni paese nel mondo, distribuito per età, insieme ai dati Facebook ottenuti dalle condivisioni della compagnia Audience Insights. Mentre lo studio rileva che questo sistema di dati auto-segnalati ha molte restrizioni, rende anche accessibile la stima più completa sulle dimensioni del network e sulla sua distribuzione.

Offerto da: Università di Oxford [Nota: il materiale potrebbe essere editato per contenuti e dimensione].

Articolo in inglese: http://www.visiontimes.com/2019/05/05/is-facebook-becoming-a-digital-graveyard.htmlCommuta