Scienza e Anima, interessante equazione

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Un esperimento scientifico molto precoce condotto per verificare l’esistenza dell’anima è il lavoro svolto da Duncan MacDougall nel 1901. (Immagine: wikimedia / CC0 1.0

La scienza ha rivelato da tempo le meraviglie dell’atomo e della fisica quantistica. Grazie a ciò molte persone si sono chieste se effettivamente esista l’anima. Ovvero, se una visione completamente materialistica dell’universo, in fondo, sia sbagliata.

21 grammi e Elettro-fotoni

Uno dei primi esperimenti scientifici per verificare l’esistenza dell’anima fu condotto da Duncan MacDougall nel 1901. Nello specifico egli aveva pesato le persone prima e pochi momenti dopo la morte. Trovò che il loro corpo pesava 21 grammi in meno, una volta morto. Egli ipotizzò che la cosa perduta doveva essere un qualcosa di simile all’anima. Tuttavia, la scienza moderna ha spiegato questo fenomeno. Lo attribuisce infatti alla perdita di peso e a fattori fisiologici, come ad esempio il sudore.

Una figura interessante nelle ricerche moderne sull’anima è il fisico russo Konstantin Korotkov. Egli ha usato a lungo la fotografia “Kirlian” nei suoi studi sulla natura dell’anima. In effetti ha modificato quello strumento a immagini bioelettriche creando una versione avanzata chiamata “elettrofotonica”. Secondo lo studioso, con esso è possibile fotografare l’anima umana e le aure. Sfortunatamente però, molte persone hanno denigrato il suo lavoro definendolo una frode. Tuttavia, Korotkov ha affermato che attualmente più di 300 medici stanno usando il suo metodo per analizzare la salute dei pazienti.

Scienza e Anima: la fisica quantistica

Se c’è una branca della scienza che ha scatenato immenso interesse e speculazione sull’esistenza delle anime in questo secolo, è la fisica quantistica. Ci sono molti fisici che credono che il mondo sia solo una parte di un’immagine più grande. Quindi quando una persona muore, la sua anima lascia il mondo materiale, per divenire parte di altri piani di esistenza sconosciuti.

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Se c’è una branca della scienza che ha scatenato immenso interesse e speculazione sull’esistenza delle anime in questo secolo, è la fisica quantistica.  (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Stando alla teoria quantistica sulla consapevolezza, l’anima umana risiede in piccoli microtubi collocati all’interno del cervello. Proposta dal Dr. Stuart Hameroff degli U.S.A. e Sir Roger Penrose dall’Inghilterra, la teoria afferma che le informazioni all’interno dei microtubi si dissolvano nell’universo nel momento della morte. Se una persona del genere dovesse ritornare in vita, le informazioni quantiche tornerebbero indietro al loro posto. Tuttavia, se la persona non ritorna, le informazioni resterebbero nell’universo, all’infinito.

Ci sono anche altri studiosi che affermano che l’anima ha delle proprietà. Questo, proprio come ogni altra sostanza. Tuttavia queste non sono ancora state mai osservate.

“I nostri pensieri, volontà, coscienza e i nostri sentimenti mostrano proprietà che possono essere definite “spirituali”. Ma nessuna correlazione diretta con le fondamentali forze delle scienze naturali, come gravità, forze elettromagnetiche eccetera, può essere trovata nel mondo spirituale”, ha dichiarato in un’intervista all’Express il Dr. Christian Hellwig. Egli è professore al Max Planck Institute per la Chimica Biofisica a Göttingen, in Germania.

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Ci sono anche scienziati che affermano che l’anima abbia proprietà proprio come ogni altra sostanza, nonostante non sia stato mai osservata l’interazione con altre sostanze. (Immagine: pixabay CC0 1.0)

Egli prosegue dicendo che le proprietà spirituali hanno caratteristiche simili ai fenomeni inspiegabili dei mondi quantistici.

Il Problema della moralità

La teoria quantistica divide la visione del mondo in una parte “superiore” e una “inferiore”. Nella prima la matematica classica può essere utilizzata per spiegare i fenomeni fisici. Nella seconda nessuna delle correnti matematiche attuali sembrano essere applicabili. Nemmeno altri tipi di conoscenza. Perciò molti fisici quantistici hanno teorizzato che è nella parte “inferiore” che esistono le possibilità per l’esistenza dell’anima.

La visione quantistica dell’esistenza dell’anima risolve anche un altro grande problema – quello della moralità. La visione del mondo prevalentemente “fisica” ha spesso portato le persone a trovare scuse per sé stessi e per il loro comportamento immorale. Con ciò infatti si sostengono tesi infantili. Si ricercano le cause dei problemi nei geni familiari o nell’ educazione ricevuta. Quando invece anche la scienza accetta la possibilità dell’esistenza dell’anima, le cose cambiano. Questo significa infatti l’idea che azioni immorali possano avere su di essa effetti a lungo termine. Di conseguenza ciò potrebbe confermare e indicare alla società la struttura morale di cui ha disperatamente bisogno.

Scienza e vecchie convenzioni

La scienza continua a mostrarci nuove spiegazioni ai fenomeni più complicati. Tuttavia ciò che ostacola le sperimentazioni moderne è il rifiuto di investigare oltre le convenzioni stabilite. Questo approccio scientifico è, in realtà, alquanto antiscientifico. Dobbiamo esaminare oltre quello che è stato già definito. Non dovremmo aver paura quando i teoremi si dimostrano sbagliati o da migliorare. Tornando a guardare con occhi nuovi, potremmo scoprire un campo di conoscenze completamente sconosciuto. Potremmo rendere quindi la scienza di nuovo eccitante.

Potrebbe essere vero che a queste “intrusioni” non saranno dati premi o riconoscimenti dal mondo della ricerca moderna. Esso è guidato prevalentemente infatti da interessi economici. Ma sicuramente possono essere un punto di partenza per un viaggio coraggioso di rivoluzione delle scoperte scientifiche. Cambiamenti radicali riporteranno un senso di avventura in quella che una volta era la scienza – la ricerca della verità.

Articolo in inglese:
http://www.visiontimes.com/2018/08/06/the-interesting-equation-between-science-and-the-soul.html