Serie: “Storia Contaminata” – Storia Cinese: una guida.

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Chen Yinke era uno dei maestri accademici cinesi. (Immagine: via The Epoch Times)

Nella serie “Storia contaminata”, Vision Times si focalizza sulle storie di persone famose della Cina intorno all’anno 1949, al tempo in cui il Partito Comunista Cinese occupò il paese dopo aver vinto la guerra civile. Prima che la Repubblica di Cina si ritirasse a Taiwan, il Presidente Chiang Kai Shek fece enormi sforzi per cercare di portare in salvo studiosi e èlite sociali. Verranno raccontate le storie di coloro che rimasero in Cina e anche di quelli che fuggirono con il Presidente Chiang.

Durante il periodo della Repubblica, in Cina continentale, mentre veniva promosso il Marxismo e il Partito Comunista Cinese (PCC) si stava sviluppando, numerosi insegnanti e studiosi accademici come Chen Yinke, Fu Sinian, e Qian Mu, avevano già ben chiaro il pericolo del Comunismo e del suo Partito. Dopo che il Partito Comunista Cinese prese il potere in Cina, le loro previsioni si avverarono completamente.

Storia cinese: Chen Yinke (陳寅恪) comprende il Marxismo

Popolare alla Tsinghua University (l’equivalente Cinese dell’Istituto di Tecnologia del Massachussets, ad esempio) come uno dei “Grandi Tre” e onorato con il titolo di “Professore dei professori”, Chen Yinke non solo padroneggiava le conoscenze tecniche, ma parlava fluentemente più di 20 lingue. Durante la seconda guerra Sino-Giapponese, disse una volta al suo studente Shi Quan: In effetti, non mi spaventa il Comunismo o il PCC. L’unica cosa che temo sono i Russi. Quando nel 1911 iniziò la rivoluzione ( che fece crollare la dinastia Qing e stabilì la Repubblica di Cina ) io ero in Svizzera. Dopo aver letto questa notizia nei giornali, andai immediatamente in biblioteca a prendere alcuni libri in prestito sulla rivoluzione. Riguardo alla rivoluzione, le cose più importanti a cui fare attenzione sono Marx e il Comunismo, cosa che era ben nota in Europa. Sono stato in molti paesi del mondo, in Europa, America e Giappone. Ma non sono mai stato in Russia. Ho visto esuli Russi in Europa e negli Stati Uniti e ho anche letto molti libri che descrivevano lo Zar e la sua polizia segreta. Sono molto lavagi e potenti. Ho una brutta sensazione a riguardo”.

Nei primi anni del 1950, Chen scrisse un poema per illustrare le sue comprensioni dei danni del Marxismo-Leninismo. Nel suo poema, egli disse: “Il Marxismo-Leninismo è una dottrina fasulla e corrosiva; il suo intento è quello di imprigionare la libertà e il pensiero degli uomini. Quando gli intellettuali fanno a gara per comprendere il Marxismo-Leninismo, vanno di loro spontanea volontà àverso la trappola del dittatore.

Dopo aver preso il potere, il PCC iniziò la trasformazione ideologica degli intellettuali nei primi anni ’50. Alcuni anni dopo, esso lanciò un movimento ancor più devastante, detta la “Campagna Anti-Destristi”. Dopo quella venne la “Rivoluzione Culturale”. Ognuna di queste colpì duramente Chen, che spirò nel 1969, dopo aver sopportato anni di brutale persecuzione.

Fu Sinian (傅斯年) credeva che il PCC fosse una banda di teppisti

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A causa della sua chiara comprensione del comunismo e del Partito Comunista, Fu Sinian non esitò a lasciare il continente e recarsi a Taiwan. (Immagine: wikimedia / CC0 1.0)

Fu Sinian era largamente conosciuto come un genio e un maestro di storia e letteratura Cinese del 20esimo secolo. Spesso veniva paragonato a Chen Yinke e il suo carattere leale e caparbio era raro tra gli intellettuali.

L’opinione che Fu Sinian ebbe dell’ Unione Sovietica e del PCC non fu mai positiva. Nel 1932, dichiarò pubblicamente che il Partito Comunista non era altro che  “una banda di teppisti”.

Egli si sentiva a disagio, vedendo che gradualmente sempre più giovani diventavano convinti estremisti di sinistra. Una volta disse: “Se fossi un ragazzo di 17 anni, sarei potuto essere stato attirato dal Partito Comunista. Ma visto che in passato ho avuto dei contatti con esso, non ne farò mai parte!”

Fu precisamente a causa della sua chiara comprensione del Comunismo e del Partito Comunista che Fu Sinian non esitò ad agire. Lasciò la Cina Continentale e divenne il Presidente dell’Università Nazionale di Taiwan. Nel dicembre 1950, morì a causa di una emorragia cerebrale improvvisa.

Chien Mu (錢穆) indicò chiaramente che il PCC è “un cadavere con ossa, carne e sangue”

Conosciuto come uno dei “Quattro più grandi Storici” della storia contemporanea Cinese, anche Chien Mu aveva una chiara comprensione del Partito Comunista. Nella primavera del 1949, mentre il PCC cercava di dissuadere molti intellettuali a restare in Cina, egli decise di andare a Hong Kong.

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Chien Mu era conosciuto come uno dei “Quattro grandi Storici” della Cina contemporanea. (Immagine via The Epoch Times)

Nel 1949, quando l’armata Comunista passò il fiume Yangtze e iniziò ad avanzare da sud, gli intellettuali si trovarono di fronte ad una scelta: restare o andarsene. Mao Zedong fece un proclama dopo aver attraversato il fiume. Dopo averlo letto, Chien Mu disse ad un amico che il nuovo dittatore non mostrava segni di generosità o tolleranza. Sospettava che egli non l’avrebbe affatto tollerato e così se ne andò.

Dopo aver lasciato il paese, Chien fondò il New Asia College a Hong Kong dove formò molti grandi studiosi e l’elite della società.

Nel suo libro Storia della Filosofia Cinese (中國思想史), Chien Mu scrisse: “Il Comunismo che in questo momento si sta espandendo in Cina sarà al massimo un cadavere con ossa, carne e sangue… Il regime è come una grande roccia che rotola giù da un’alta montagna. Più vicino sarà al collasso, più grande sarà il suo potere… Per quanto siano terrificanti le tre bandiere rosse, le Guardie Rosse e la Rivoluzione Culturale, ci saranno cose ancor più terribili che seguiranno”.

Chien Mu morì nel 1990, all’età di 96 anni.

Nonostante questi tre eruditi condividessero lo stesso giudizio in merito ai pericoli del Comunismo e del PCC, differenti scelte hanno portato a destini diversi. Dopo essere rimasto in Cina, Chen Yinke ebbe una vita miserabile.

Ciò che è interessante, è che Mao Zedong criticava pubblicamente sia Fu Sinian sia Chien Mu. Nell’agosto del 1949, nel suo articolo “Liberarsi della fantasia, prepararsi alla lotta”, Mao nominò entrambi come “i pochi” tra i quali “ sono controllati dall’imperialismo e il suo cane da riporto, il governo reazionario Cinese”. La ragione di questi attacchi è che probabilmente essi ebbero la saggezza di comprendere profondamente il PCC. È probabile che Mao li odiasse per questo motivo.

Articolo in inglese:
http://www.visiontimes.com/2018/08/28/tainted-history-taking-history-as-a-guide.html