Sezione Aurea: un mistero indecifrabile

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In ogni angolo della natura l’universo sembra sussurrarci un codice, un codice unico e armonicamente estetico: il Numero d’Oro, la Divina Proporzione. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Il giornale che si legge quotidianamente, lo schermo del proprio computer, la carta di credito, i petali di un fiore, le foglie degli alberi, l’edificio dall’altra parte della strada – tutto è governato da un principio, una proporzione, un valore armonico. L’universo sembra suggerire un codice a ogni angolo della natura, un codice unico e armonicamente estetico: la “sezione aurea”, detta anche la proporzione divina.

Dietro al caos apparente che sembra regnare nell’universo, in cui ogni evento e misure seguono un destino incerto, esiste tuttavia un ordine nascosto. Dai tempi di Pitagora, la chiave di questo mistero – che ha intrigato tanti matematici e studiosi dei più disparati rami della conoscenza – non è mai stata pienamente compresa.

Sezione Aurea e piramidi

Un esperimento ha dimostrato che tra gli esempi di diverse figure rettangolari, i soggetti interrogati erano d’accordo su quale fosse la più armonica. Questa figura si forma quando la misura del lato maggiore rispetto a quello minore equivale a 1.618 – il numero matematicamente conosciuto come “d’oro” o “aureo”. Questa proporzione rettangolare è presente in migliaia di strutture architettoniche in tutto il mondo, così come nelle scatole di fiammiferi, biglietti da visita, libri, e altri centinaia di oggetti d’uso quotidiano. Semplicemente le persone lo trovano piacevole. La Grande Piramide di Giza e la Piramide di Cheope, il consiglio delle Nazioni Unite a New York e la Cattedrale di Notre Dame, tutte contengono all’interno delle loro forme questa proporzione. Infatti, anche il “Partenone” Greco sembra essere proprio un inno a questa regola.

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La Grande Piramide di Giza e la Piramide di Cheope, il Consiglio delle Nazioni Unite a New York e la Cattedrale di Notre Dame, tutte contengono questa proporzione aurea. (Immagine:pixabay CC0 1.0)

Rinascimento

Per secoli, l’assoluta espressione della bellezza artistica e della saggezza umana (escluse le mode contemporanee) non si è mai discostata da questa regola. Numerosi artisti del Rinascimento hanno incorporato la sezione aurea nei loro lavori. Anche Leonardo da Vinci ha usato questa proporzione nei ben noti capolavori come “L’ultima cena” e “L’uomo Vitruviano”.

Questo codice enigmatico è presente anche nel campo della musica. Il compositore Messicano Silvestre Revueltas l’ha usata per organizzare parti della composizione conosciuta come “Alcancìas”. I compositori Bela Bartok e Olivier Messiaen hanno utilizzato la sequenza di Fibonacci (che contiene la proporzione divina) in alcuni dei loro lavori per determinare per quanto tempo dovessero mantenere la lunghezza delle note.

Se l’architettura, le arti visive, la musica e altre invenzioni sono unicamente uno sforzo umano, alcuni potrebbero affermare che la sezione aurea è un’opinione collettiva negli esseri umani. Comunque questo ancora non spiega perché senza sosta questa speciale proporzione è presente in un infinito numero di entità organiche e inorganiche del mondo naturale.

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Numerosi artisti del Rinascimento hanno incorporato la regola aurea nei loro lavori, tra cui anche Leonardo da Vinci.  (Immagine: cesar bojorquez via flickr CC BY 2.0 )

Sezione aurea e PHI

Dai rettangoli della spirale dorata (che sorgono dall’unione di molti punti vicini), gli esempi si possono trovare ovunque. Ad esempio nel corno di pecora, nei cristalli minerali, in un vortice, un tornado, nelle impronte digitali, nei petali di rosa, nei “pattern” concentrici di cavolfiore e girasole, uccelli, insetti, pesci, la via Lattea e altre galassie come la nostra vicina M51… o il guscio di una chiocciola. Una perfetta e bellissima chiocciola come il Nautilo è praticamente un esempio perfetto di sezione aurea. Molti alberi rivelano la regola nello spessore dei propri rami, dai più bassi ai più alti.

L’estetica del corpo umano nasconde al suo interno il “phi” (il numero aureo). Il quoziente risultante dalla lunghezza dalla testa ai piedi e quella dall’ombelico ai piedi rivela nei nostri corpi un valore perfetto e armonico di 1.618. Possiamo vedere un uguale risultato nella differenza tra la lunghezza dell’intera testa e quella dagli occhi al mento, o tra quella del naso al mento e quella delle labbra al mento. Più la faccia si avvicina a queste proporzioni, più armonica apparirà. Fino a prova contraria, sembra che i nostri gusti siano in qualche modo predeterminati.

Il numero phi, come il suo cugino pgreco (la misura tra la circonferenza e il diametro del cerchio), è di straordinaria complessità. Nei tempi moderni, è stato calcolato che abbia più di un trilione di decimali, ma comunque continua ad andare avanti.

Partenone

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Molte delle proporzioni del Partenone esibiscono la regola aurea. (Immagine:pixabay CC0 1.0)

La causa nascosta dietro questo enigma, che sembra governare armonia e bellezza, è qualcosa che ha incantato gli scienziati per secoli e continua ad essere un mistero anche oggi.

Com’è possibile che una spirale fissa sia un fattore comune in migliaia di organismi biologici, essendosi ipoteticamente evoluti in una maniera completamente imprevedibile e diversa? Potrebbe in qualche modo essere in relazione con il DNA, formato da un cerchio completo da due eliche a spirale, le cui sezioni hanno tra loro una relazione che non è altro che quella del “phi”?

Visto che questo sembra essere un codice comune a tutte le forme di vita – la nota alla quale l’universo sta vibrando – non è un caso che la proporzione divina a noi sembra armonica, che apparteniamo a questo universo.

Articolo in inglese:
http://www.visiontimes.com/2017/09/26/the-divine-proportion-an-indecipherable-code.html