Maschere vietate, 14enne colpito a Hong Kong

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maschere vietate, 14enne colpito a Hong Kong
Mentre le proteste continuano a imperversare ad Hong Kong, un ragazzo di 14 anni è stato colpito da un poliziotto, secondo quanto riferito dai media locali. (Immagine: Twitter)

Ad Hong Kong le proteste continuano ad imperversare. Si ritiene che il ragazzo abbia subito una ferita alla gamba in seguito all’incidente e stia ricevendo cure mediche in ospedale. Pare essere in gravi condizioni.

Una fonte della polizia di Hong Kong ha riferito al South China Morning Post rispetto ad un ufficiale in borghese che lavora per il dipartimento delle indagini penali. Egli ha detto che intorno alle 20:00 del 4 ottobre si trovava all’interno della sua auto privata nel distretto di Yuen Long della città. In quel momento i manifestanti lo hanno individuato e hanno iniziato a rompere i finestrini della sua auto. L’ufficiale è stato quindi circondato da una folla e ha aperto il fuoco durante il caos.

Il filmato mostra i passanti che urlano e fuggono. Questo dopo che la folla ha avvertito un colpo di arma da fuoco al centro del gruppo, che si ritiene lo abbia sparato l’ufficiale. Non era chiaro se il ragazzo fosse stato colpito in quel momento. L’agente è stato quindi attaccato da attivisti che gli hanno lanciato la prima molotov. Mentre telefonava per chiedere supporto, gli attivisti ne hanno lanciato una seconda. La polizia ha detto che l’ufficiale ha aperto il fuoco per proteggere la propria vita. Lo ha fatto dopo essere stato picchiato a terra da una grande folla affrontando un serio pericolo.

I passanti forniscono il primo soccorso al ragazzo di 14 anni ferito. (Immagine: Twitter)

L’incidente segna il secondo utilizzo di armi da fuoco da parte di ufficiali nella scorsa settimana. Da marzo, quando è iniziata, essi hanno utilizzato più frequentemente gas lacrimogeni e cannoni ad acqua al fine di interrompere l’azione di protesta. Nei primi giorni un attivista è stato colpito al petto dalla polizia che ha sparato a fuoco vivo. I funzionari hanno confermato ciò e che fosse avvenuto nell’area di Tsuen Wan. L’ ultima segnalazione riporta che era in condizioni critiche al Ospedale Princess Margaret di Kwai Chung.

Divieto di maschere

L’ultimo sparo accidentale si è verificato quando il sindaco della città Carrie Lam ha invocato una legge di emergenza risalente all’era coloniale. Con esso viene vietato ai manifestanti di indossare maschere. Infatti molti di essi, a favore della democrazia, hanno indossato maschere. Questo per nascondere le loro identità e proteggersi dai gas lacrimogeni lanciati regolarmente nelle strade di tutta la città.

L’ultima mossa di Lam mira quindi a frenare la crescente violenza in città causata da manifestazioni antigovernative, che durano da quasi quattro mesi. Il divieto ha ottenuto approvazione ai sensi di una legge di emergenza dell’era coloniale nota come L’Ordinanza sui Regolamenti di Emergenza. La legge è una reliquia del dominio britannico emanata nel 1922 per reprimere lo sciopero di un marinaio. Utilizzata l’ultima volta per reprimere le rivolte nel 1967, conferisce ampi poteri al direttore generale della città per attuare le norme in caso di emergenza.

maschere vietate, 14enne colpito a Hong Kong
L’ultimo sparo accidentale si è verificato quando il sindaco della città Carrie Lam ha invocato una legge di emergenza dell’era coloniale per vietare ai manifestanti di indossare maschere. (Immagine: Studio Incendo via flickr CC BY 2.0)

Ha detto che il divieto ha preso di mira i manifestanti violenti e i rivoltosi e “sarà un efficace deterrente per il comportamento radicale”. La decisione si applica ai raduni “illegali” di persone che usano la violenza ed esonera coloro che indossano maschere per “legittimo bisogno”. Lam ha detto che sarebbe andata in legislatura più tardi per ottenere il supporto legale per la regola. Tuttavia un documento del governo che descrive in dettaglio la mossa afferma che non riguarderà solo assemblee non autorizzate o illegali. Si applicherà anche alle riunioni approvate dalla polizia.

Il segretario alla sicurezza della città, John Lee Ka-Chiu, ha dichiarato che il divieto delle maschere prevede una pena detentiva fino a un anno o una multa fino a $ 25.000 HK ($ 3.188). Ha detto che ai manifestanti sarebbe anche vietato dipingere i loro volti per nascondere la loro identità. Ha aggiunto che la polizia avrebbe il potere di chiedere a una persona di rimuovere la maschera e chi resiste può essere condannato fino a sei mesi. Secondo Lee, il divieto copre qualsiasi processione con oltre 30 persone e assemblee di oltre 50.

Gli analisti hanno avvertito che l’utilizzo dell’ordinanza per la prima volta in oltre mezzo secolo potrebbe costituire un precedente pericoloso. Gli attivisti e molti legislatori sono anche preoccupati che il divieto possa essere controproducente, poco pratico e difficile da applicare in una città piena di rabbia. Infatti decine di migliaia hanno spesso sfidato i divieti della polizia durante i raduni da portare in piazza.

Immediatamente dopo l’annuncio di Lam, migliaia di persone sono scese in piazza con aria di sfida. Avevano la faccia coperta e cantavano “Cittadini di Hong Kong, resistete”. Un manifestante ha detto ai giornalisti: “Arresteranno 100.000 persone per strada? Il governo sta cercando di intimidirci, ma in questo momento, non credo che la gente avrà paura.”