Da persecutore a missionario: l’apostolo Paolo (parte 1)

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Il pittore a olio Nikolai Bodarevsky di origine ucraina dipinse “Prova dell’apostolo Paolo”. (Immagine: dominio pubblico)

L’apostolo Paolo trascorse la sua giovinezza nel tentativo di arrestare i seguaci di Gesù, incarcerandoli e tentando di costringerli a ribellarsi a lui. Ma un incidente lo ha cambiato, modificando completamente il suo percorso di vita. Diventò infatti un evangelista di Gesù, scrivendo gran parte del Nuovo Testamento. La sua storia mostra che, indipendentemente dagli errori che una persona ha commesso nella vita, se può mettere da parte i propri pregiudizi, idee e credenze errate, la redenzione è possibile.

Abbi cura dei vestiti del boia

Egli prese il nome di Saulo alla nascita e lo mantenne fino alla sua conversione al cristianesimo, quando iniziò a chiamarsi Paolo. Nacque come cittadino romano di origine ebraica. Paolo era leggermente più giovane di Gesù ed è nato nell’odierna Turchia nel 5 d.C.

Era un fariseo ortodosso e, da giovane, dedicò gran parte del suo tempo allo studio dell’Antico Testamento. Come la maggior parte degli ebrei in quel momento, Paolo considerava il cristianesimo emergente come un “culto eretico”. Aveva una scarsa comprensione di Gesù e della sua religione e si chiedeva come egli potesse essere Dio. Come potrebbe Dio venire al mondo da essere umano?

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Il pittore francese Claude Vignon dipinse ‘San Paolo Apostolo’, Museo d’Arte dell’Università di Harvard. (Immagine: dominio pubblico)

Dopo la morte di Gesù, i cristiani furono perseguitati e un seguace di nome Santo Stefano fu arrestato. Il governo reclutò studiosi da tutto il mondo per partecipare al dibattito contro quest’ultimo. Paolo era tra quelli chiamati a prendere parte al dibattito e convinse eloquentemente tutti che ciò che Stefano aveva predicato era una forma di male che confondeva le persone.

Quando Stefano fu trascinato fuori dalla città per essere lapidato a morte, il giovane Paolo era sulla scena, dovendosi prendere cura dei vestiti del carnefice. Vedendo Stefano ricoperto di sangue, ne era persino felice. Riteneva infatti che la sua fede verso Gesù fosse molto sciocca.

Egli ottenne riconoscimenti per i suoi successi dovuti al caso di Stefano e divenne membro della squadra di persecuzione, dove divenne presto un potente fautore della repressione dei cristiani. Paolo iniziò così a dare la caccia ai credenti, frustandoli e costringendoli a dire cose contro Gesù. Faceva persino irruzione nelle loro case, afferrandoli e mandandoli in prigione. Ma accadde un episodio che lo cambiò completamente, mutando le sue idee su Gesù e sul cristianesimo.

Nel tentativo di entrare nella città di Damasco, improvvisamente apparve una forte luce nel cielo e Paolo fu circondato da tutti i lati. Il famoso capolavoro del secolo, “La Riforma di San Paolo”, è conservato nel Museo Nazionale di Varsavia, in Polonia. (Immagine: dominio pubblico)

L’Improvvisa cecità e l’incontro con Gesù

Nel 32 d.C., a Paolo fu ordinato di fare un viaggio a Damasco per catturare i cristiani. Condusse così un piccolo gruppo di persone e, mentre si avvicinava alla città verso mezzogiorno, una forte luce del cielo lo abbagliò. In quel momento, ebbe le vertigini e cadde da cavallo. All’improvviso, perse la vista e non riuscì più a vedere.

Poi sentì una voce dirgli: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Paolo era spaventato e chiese: “Chi sei?” La voce rispose: “Io sono Gesù, colui che stai perseguitando. Alzati, dirigiti in città e ci sarà qualcuno che ti dirà cosa fare”. Paolo era scioccato e chiese:“ Gesù non è stato crocifisso ed è morto? È vero quello che dicono i credenti, Gesù è ancora vivo? È davvero sbagliato perseguitare i seguaci di Gesù?”

Proprio mentre Paolo non riusciva a vedere, il Cielo aprì il suo terzo occhio per fargli vedere Gesù. Le persone intorno a lui stavano lì, senza dire una parola, né potevano sentire alcun suono; videro solo il lampo di luce. Solo Paolo vide tale miracolo e conobbe Gesù. Facendo affidamento sui suoi compagni, proseguì per entrare a Damasco. Impotente a causa della sua cecità, non poté mangiare ne bere per tre giorni.

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Il pittore spagnolo El Greco dipinse l’immagine di San Pietro e San Paolo che reggeva una spada (che simboleggia il suo martirio), con in mano una lettera. (Immagine: dominio pubblico)

Fratello Paolo!

Nella città di Damasco, c’era un discepolo di Gesù di nome Anania. In un sogno, ricevette istruzioni da Dio: “Trova Paolo e aiutalo”. Paolo era noto tra i cristiani. Non aveva risparmiato alcuno sforzo nel perseguitarli, catturando tutti quelli che poteva e imprigionandoli. La sua missione originale a Damasco era quella di arrestarli e riportarli a Gerusalemme per punizione. Anania era tra quelli che aveva pianificato di arrestare, che quindi rischiava di essere arrestato se fosse stato trovato. Doveva perciò mettere da parte la propria sicurezza, superare la paura e obbedire alla volontà di Dio. Fu indirizzato verso una casa ebraica in una strada diritta per trovare Paolo. I parenti, gli amici e i compagni di Anania erano stati tutti perseguitati da lui, eppure quando egli lo vide, le sue prime parole furono: “Fratello Paolo!”

Anania era privo di odio e rabbia e disse a Paolo: “Fratello Paolo! Gesù mi ha mandato per dirti che puoi vedere”. Anania toccò quindi Paolo con le sue mani. Le sue parole e azioni compassionevoli lo portarono alle lacrime e immediatamente le particelle squamose nei suoi occhi caddero e riuscì di nuovo a vedere. Egli ora credeva. Riconobbe Gesù per quello che era e andò a farsi battezzare. Dio ha guarito Paolo, gli ha fatto vedere la luce e lo ha fatto rinascere. Dio cerca di salvare tutti se solo possono vedere la verità.

Tradotto da Chua BC e curato  da T. Denning

Articolo in inglese: http://www.visiontimes.com/2019/09/02/from-persecutor-to-missionary-the-apostle-paul-part-1.html