Può essere che lo scopo degli aiuti umanitari verso l’Italia siano legati a finalità di espansione ed egemonia. ( Immagine: CC0 Public Domain )

Per l’Italia e oramai tutto il mondo, questo è un periodo molto difficile. Il Coronavirus è in rapida diffusione e piuttosto pericoloso. Verso il nostro paese sono arrivati aiuti da parte della Cina, paese dal quale è partito il contagio (città di Wuhan) e che ha voluto dimostrare al mondo l’efficacia nei sistemi di contenimento del virus.

La prima domanda è: cos è un capitalismo di stato? Oggi la Cina si interfaccia al mondo proprio come capitalismo di stato. Per tale motivo essa intrattiene rapporti commerciali con gli altri stati. Tuttavia nel capitalismo le decisioni sono singole e volontarie, sulla base dell’incontro nel mercato tra domanda e offerta. L’intervento dello stato non è contemplato, o in minima parte. Nel socialismo invece le decisioni economiche sono pianificate attraverso metodi politici centralizzati. In poche parole, o è un capitalismo o è in sistema statale centralizzato. In realtà quello cinese è un tipo di socialismo avanzato in cui le decisioni rimangono nelle mani dello stato. Anzi, in Cina ogni cosa che accade è strettamente comandata, controllata e voluta dal potere centrale. La Cina ad oggi rimane una dittatura.

Coronavirus, media censurati

Allora la seconda domanda è: può essere che le informazioni che giungono da un sistema dittatoriale siano falsate e dirette a mantenere l’immagine di forza, invulnerabilità e potere agli occhi dei suoi cittadini e delle altre potenze?

Si sa, una dittatura non è fondata su valori quali giustizia, uguaglianza e riconoscimento dei diritti fondamentali e anche il valore di verità, di veridicità è molto labile e soggetto agli interessi del potere centrale. Anche nel caso della diffusione del coronavirus, il Partito Comunista Cinese ha gestito le informazioni proprio secondo questa logica.

Sappiamo infatti che il virus arriva dalla Cina, da Whuan. Diversi studi, come quelli del Citizen Lab di Toronto, laboratorio di ricerca su comunicazione e sicurezza globale, attestano che dal 31 dicembre 2019 la sua presenza e diffusione è stata tenuta nascosta dai social media e dalla comunità internazionale. Infatti solo il 2 marzo 2020 l’Oms ha dichiarato il Coronavirus un’emergenza sanitaria globale. La notizia è stata censurata come avviene in una qualunque dittatura, e questo ha permesso la sua diffusione negli altri paesi.

Il Citizen Lab ha sede presso la Munk School of Global Affairs dell’Università di Toronto, in Canada. È un laboratorio interdisciplinare incentrato su ricerca, sviluppo e politica strategica di alto livello. Il suo impegno giuridico interseca le tecnologie dell’informazione e della comunicazione con i diritti umani e la sicurezza globale. (Immagine: wikipedia)

La via dell’egemonia

L’ultima domanda è questa: può essere che gli aiuti dalla Cina siano propaganda, un modo per farsi ben volere dall’Italia e che il vero fine sia invece quello di espandere la propria influenza?

Una dittatura contempla l’uso della violenza, al fine di mantenere controllo e potere sulle persone. Tra l’altro non lo vuole solo mantenere, vuole anche espanderlo. Può essere quindi che lo scopo delle azioni umanitarie siano altre, più legate a finalità di espansione ed egemonia.

Infatti il 19 marzo 2019 l’Italia ha firmato con la Cina la Nuova Via della Seta, unico paese del G7 ad averlo fatto e che allo stato attuale dimostra di avere più contagi rispetto alla Cina stessa. Ora, sappiamo dalla storia che il Partito Comunista utilizza la propaganda e la trappola del debito. Con la prima si fa ben volere dagli altri stati che vuole dominare. Ecco allora gli aiuti, le mascherine e i respiratori e i medici arrivati in Italia per aiutarci. Ecco come un regime cambia volto e diventa benefattore. Con la seconda invece, la trappola del debito, il PCC presta soldi ai paesi in difficoltà economiche e in cambio chiede zone strategiche quali porti o aeroporti. Ne favorisce la dipendenza e ne oltraggia la sovranità. Questo è avvenuto nei paesi vicini e poveri, come Sri Lanka, Pakistan e Maldive. Allora speriamo solo che questa sete di potere non sia diretta anche verso l’Italia. Speriamo solo che tale atteggiamento di aiuto premuroso non richieda in cambio qualcosa di veramente dispendioso.