Il Coronavirus non sta soltanto mettendo alla prova il sistema sanitario mondiale, ma sta anche facendo attivamente danni alla globalizzazione. Industrie ed esercizi commerciali in tutta la Cina sono rimasti chiusi dopo il nuovo anno lunare. Ciò ha avuto effetti su l’economia interna e sul mercato internazionale, il quale si affida al comparto manifatturiero cinese per fare da traino.

Duro colpo

Stando a Neil Shearing, il capo economista della “Capital Economics”, il prolungato stop delle fabbriche in Cina e le perdite che conseguono non saranno recuperate. Fronteggiando la scarsità di merci che vengono dalla Cina, le compagnie che fanno affidamento sulle materie prime per i propri prodotti inizieranno a cambiare le loro fonti di approvvigionamento.

«Ci saranno ancora altre conseguenze il fermo generale in Cina continua. È difficile giudicare come gli effetti del virus sull’economia saranno per i prossimi 10 giorni, figuriamoci per i prossimi 10 anni. È possibile che dovremo aggiungere la minaccia delle pandemie globali insieme alla politica e alla tecnologia, alla lista dei fattori che minacciano il futuro della globalizzazione.

Mantenere una catena produttiva di solito assorbe molta forza lavoro. Prima dell’epidemia il mondo stava già muovendosi verso un futuro con più barriere commerciali e conflitti. La guerra commerciale USA – Cina è il miglior esempio del cambiamento delle dinamiche economiche del mondo. Oggi le nazioni sono più focalizzate nell’incoraggiare le produzioni locali piuttosto che affidarsi all’importare merci da altri paesi e l’epidemia del virus potrebbe spingere ulteriormente verso questa direzione. Ciò potrebbe danneggiare il concetto stesso, in atto oggi, di un’economia aperta, libera e globale.

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L’epidemia virale potrebbe incoraggiare di più le nazioni a focalizzarsi sulle produzioni locali piuttosto che importare merci da altri paesi. (Immagine: Screenshot / YouTube)

Danni globalizzati

Secondo un sondaggio di economisti condotto da Reuters, l’economia cinese crescerebbe solo del 4.5 percento per il primo quarto del 2020, con ben il 6 percento in meno rispetto al precedente anno. Questa sarebbe la crescita più lenta dalla crisi finanziaria. L’impatto dell’epidemia sul turismo e sul sistema manifatturiero vuol dire che anche la domanda di petrolio vedrà un declino. Ecco perchè pensano che il coronavirus stia facendo danni alla globalizzazione.

«La domanda globale di petrolio è stata colpita duramente dal nuovo coronavirus (COVID 19) e dalla chiusura generale dell’economia cinese. Ci si aspetta che la domanda crolli di 435.000 barili durante il primo quarto del 2020, la prima contrazione quadrimestrale in più di 10 anni», ha affermato la International Energy Agency (IEA) nel suo ultimo rapporto mensile (World Economic Forum).

L’organizzazione internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO) ha predetto che gli introiti delle compagnie aeree nel mondo scenderanno di almeno 5 miliardi di dollari nel primo quadrimestre di quest’anno. Il Giappone si trova ad affrontare un calo dei proventi del turismo di circa 1.29 miliardi di dollari a causa di un crollo di viaggiatori provenienti dalla Cina. La Thailandia potrebbe perdere circa 1.15 miliardi di dollari e molti eventi commerciali e sportivi in Asia sono stati cancellati.

Lavoro da remoto

Gli uffici restano chiusi e le aziende si stanno organizzzndo per il lavoro da remoto. Le compagnie stanno utilizzando software come Asana, Zoom e Slack per far collegare gli impiegati a distanza da posizioni differenti e assicurarsi che il lavoro possa svolgersi normalmente.

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Le aziende stanno usando software appositi per far lavorare i dipendenti da remoto. (Immagine: via pixabay / CC0 1.0)

Alvin Foo, managing director di un’agenzia pubblicitaria a Shanghai che impiega 400 persone ha dichiarato a MorningBrew (Impact): «Per noi è una buona opportunità di testare il lavoro da casa … ovviamente non è semplice per un’azienda pubblicitaria abituata a fare molte riunioni di persona, faccia a faccia».

Il lato negativo di questa questione è che le persone lamentano di stare divenendo soggetto di crescente monitoraggio. Alcune compagnie in Cina chiedono agli impiegati di mandare un selfie ogni ora, altri vogliono che i dipendenti condividino su wechat la loro posizione geografica in tempo reale. In alcuni casi estremi, è stato chiesto di trasmettere in streaming da casa loro, per fare in modo che i supervisori si assicurino che essi effettivamente stiano lavorando.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/02/27/the-coronavirus-is-damaging-globalization.html