Dall’anno 2000, il sistema di trapianto di organi nella Repubblica popolare cinese (RPC) si è rapidamente esteso. (Immagine: Piron Guillaume su Unsplash)

Dall’anno 2000, il sistema di trapianto degli organi in RPC si è rapidamente esteso. Il riassunto di un nuovo rapporto offre una visione di quanto sia stata rapida tale crescita. È stato pubblicato dalla Fondazione Commemorativa delle Vittime del Comunismo su l’espianto di organi in Cina.

il rapporto è stato redatto dal ricercatore Matthew Robertson. Esso dice: “Durante il periodo dei quattro anni dal 2000 al 2004, secondo il Dottor Huang Jiefu (realizzatore principale del sistema di trapianti cinese), la Cina ha più che triplicato il numero di ospedali per trapianti”.

“Ciò risulta dalla crescita del 510% del volume di trapianti di rene, del !,820% di fegato, del 1,100% di cuore e del 2,450% di polmone, ” dice il riassunto.

PRELIEVO ORGANI IN CINA: COMUNITÀ GLOBALE SOLLECITATA AD ESAMINARE LE PROVE

Una foto dell’ex ministro cinese della sanità Huang Jiefu dopo una conferenza a Taiwan nel 2010. (Immagine: cortesia di Bi-Long Song/ Epoch Times)

Robertson è ricercatore per la fondazione e dottorando in Scienze politiche presso l’Università Australiana Nazionale. Il 10 marzo stava lanciando il suo rapporto al forum tenutosi a Washington. Il titolo è “Approvvigionamento di organi ed esecuzione stragiudiziale in Cina: rassegna delle prove”

Attraverso di esso, egli rivela come la RPC avesse creato “in soli pochi anni uno dei sistemi più grandi di trapianti d’organi al mondo”.

“A differenza degli altri paesi, tuttavia, la Cina lo ha fatto senza utilizzare come fonte di organi donatori deceduti volontari” ha scritto Robertson nel suo rapporto. Ciò ha affermato dovrebbe essere preso come “base per l’argomentazione e le prove prontamente disponibili”.

Il suo rapporto è anche “un resoconto delle varie risposte alle prove e un impegno critico verso tali risposte. Esso include anche un volume significativo di nuove prove da materiali ufficialmente pubblicati da primari cinesi”.

Investigando sulla rapida crescita dei trapianti d’organo e immediata disponibilità di organi nella RPC, tenta di rispondere alla domanda:”Qual’ è la spiegazione più plausibile riguardo la provenienza degli organi?”.

PRELIEVO ORGANI IN CINA: COMUNITÀ GLOBALE SOLLECITATA AD ESAMINARE LE PROVE

L’uccisione dei praticanti del Falun Gong imprigionati venne per la prima volta alla luce nel 2006. (Immagine:pixabay.com)

La risposta che egli ha dato è simile a quella di altri ricercatori, Ovvero che i prigionieri di coscienza erano stati uccisi su richiesta per i loro organi.

“Poiché la spiegazione ufficiale di prigionieri che in fin di vita forniscono tutti gli organi per il trapianto non è coerente con le prove conosciute, dobbiamo cercare fonti alternative,” ha scritto.

“Altre persone il cui sangue può essere analizzato e con impunità possono essere uccise su richiesta possono essere mendicanti rapiti, vagabondi e altri innocenti; firmatari in detenzione; criminali condannati e che non hanno visite di famigliari e prigionieri di coscienza”.

“Le prove indicano tutti questi gruppi quali obbiettivi, sebbene la popolazione più grande, vulnerabile e facilmente sfruttabile sono i prigionieri di coscienza, di cui in misura maggiore (fino agli anni recenti) i praticanti del Falun Gong. Una quantità simile di prove degli ultimi anni suggerisce anche come obiettivo gli uiguri”.

Il Falun Gong, conosciuto anche come Falun Dafa, è una disciplina spirituale. È basata sulla meditazione ed esercizi dai movimenti lenti. I praticanti seguono i tre principi universali di: Verità, Compassione e Tolleranza.

È nata nel Nord della Cina nei primi anni ’90. Gratuita e facile da imparare, si è rapidamente diffusa attraverso la Cina e oltre i confini. Proprio per la popolarità della pratica, il Partito Comunista iniziò a perseguitare i praticanti dal 1999.

Inoltre la situazione riguarda, negli anni più recenti e in tutta la regione dello Xinjiang, anche i musulmani turchi, per lo più uiguri. Infatti, più di un milione di essi sono stati rinchiusi in un vasto sistema di campi di rieducazione.

Abitanti della provincia di Sichuan che praticano gli esercizi del Falun Gong negli anni ’90. (Immagine:Minghui.org)

Il China Tribunal

L’emissione del rapporto di Robertson ha seguito la pubblicazione del giudizio finale da parte del tribunale indipendente non governativo conosciuto come China Tribunal. Questo è impegnato nell’indagare sul Trapianto Forzato di Organi in Cina.

Basato su lunghi anni di investigazione, il rapporto del tribunale è giunto a delle conclusioni. Ovvero che nei vent’anni passati fino ad oggi l’espianto forzato di organi è avvenuto “in molti luoghi della RPC”.

Il tribunale è guidato dall’avvocato veterano Geoffrey Nice. Egli ha riscontrato che:” Nella pratica a lungo termine del prelievo forzato di organi nella RPC, furono proprio i praticanti del Falun Gong a essere usati come fonte – probabilmente la fonte principale – di organi per tale finalità”

L’avvocato ha inoltre parlato in video durante il forum in cui è stato reso pubblico il rapporto di Robertson. Lo stesso Robertson è stato testimone delle udienze in tribunale tenutesi a Londra da dicembre 2018 a maggio 2019. Utilizzando statistiche forensi, alcune delle ricerche passate di Robertson hanno rivelato la falsificazione dei dati del registro dei donatori di organi cinesi.

Egli spera che il suo rapporto cambierà il modo in cui molti, nella comunità internazionale, affrontano il problema del prelievo degli organi.

In esso ha ribadito le conclusioni del China tribunal e “la scoperta di una sistematica falsificazione dei dati del registro degli organi (da parte della RPC), e che le prove e l’inferenza in questo rapporto dovrebbero portare ad un cambiamento nei termini del dibattito su questo tema”.

“Abbiamo presentato la spiegazione più plausibile riguardo le pratiche di approvvigionamento di organi in Cina, anche se saremmo sollevati se fosse presentato uno scenario più plausibile, cioè pienamente in grado di spiegare il fenomeno osservato e meno macabro di quelli presentati.

“Allo stesso tempo, se le autorità cinesi avessero avuto una spiegazione di tal genere, presumibilmente l’avrebbero già data. Alla luce di una nuova popolazione di prigionieri politici il cui sangue è analizzato e che sono altamente vulnerabili al prelievo di organi, esortiamo gli osservatori a esaminare le prove su cui si basa la nostra conclusione, considerare i nostri suggerimenti per gestire lo stato di verità delle affermazioni, riflettere sulla giustificazione etica per farlo e agire “.

Un crimine ignorato

Robertson sottolinea come il problema del prelievo di organi sia stato largamente trascurato. Ciò è avvenuto da attori importanti, quali governi, organizzazioni sanitarie internazionali e importanti gruppi per i diritti umani.

“La pratica dell’approvvigionamento di organi in Cina è stata controversa sin dall’inizio. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i principali collegi elettorali globali, comprese le associazioni mediche, le organizzazioni per i diritti umani, gli studiosi, le principali organizzazioni dei media e le pertinenti agenzie esecutive della maggior parte dei governi occidentali, non hanno dedicato risorse ad un attento esame del caso”, Ha scritto Robertson.

“Senza impegno di risorse, la posizione pubblica è inadempiente per aver accettato in maniera acritica la spiegazione ufficiale del Partito Comunista Cinese in merito alla fonte di organi”, ha affermato.

Robertson ha sottolineato inoltre che tale spiegazione è cambiata tre volte.

“Prima del 2006, la posizione ufficiale era che la fonte di organi era principalmente da donatori volontari. Dal 2006 al 2015, la Cina ha affermato che la fonte di organi era sempre fa prigionieri in fin di vita. Dopo il 2015, la Cina ha affermato che la fonte di organi è costituita esclusivamente da donatori volontari deceduti senza che fossero prigionieri.”

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/03/15/global-community-urged-to-examine-evidence-of-organ-harvesting-in-china.html