Stando al regime cinese, il virus del PCC potrebeb essere arrivato dall’Italia o dagli USA. (Immagine: Pixabay)

Recentemente il portavoce del Ministero degli Esteri Cinese dichiarato su twitter:

« Quando c’è stato il paziente 0 negli USA? Quante persone sono infette? Quali sono i nomi degli ospedali? Potrebbe essere stato l’esercito USA causa del contagio a Wuhan. Siate trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Gli USA ci devono una spiegazione!»

Il «Virus del PCC» è originato in Wuhan e oggi è una pandemia globale. Paesi tra cui l’America hanno dichiarato che la Cina dovrà essere ritenuta responsabile della copertura delle informazioni nei primi mesi cruciali in cui la malattia iniziava a diffondersi. Ma Pechino sembra intenzionata a sostenere ben altra narrativa.

I media statali, controllati dall’apparato governativo del Partito Comunista Cinese, hanno iniziato a diffondere notizie in cui si insinua che il «Virus del PCC» (come viene ora definito) sia potuto arrivare in Cina dagli Usa o dall’Italia, il secondo paese fino ad ora più colpito.

Il Global Times ha riportato su twitter che:

« #L’italia potrebbe aver avuto un’inspiegabile diffusione di polmonite già verso novembre e dicembre 2019, con sintomi sospetti di #COVID19, stando ai resoconti.»

Questa dichiarazione si basa su quanto detto dal medico Giuseppe Remuzzi in un’intervista alla National Public Radio (NPR). Ciò ha innescato altri media cinesi nell’insinuare che il virus era presente in Italia prima che in Cina se ne conoscesse l’esistenza.

“Questa è un affermazione o un insinuazione, del tutto strumentale a fini di propaganda interna ed esterna”, dice al Foglio il prof. Remuzzi. “Non c’è alcun dubbio, in base alla genetica, che il virus sia cinese. Lo ha descritto benissimo su Science Daniel Lucey, della Georgetown University, che ha fatto vedere tutta la strada percorsa dal virus. Le prime infezioni sono avvenute in Cina a novembre, forse anche prima. Ripeto, non ci sono dubbi che il virus sia cinese”.