Elezioni presidenziali Bielorussia, UE: «Non riconosciamo esito elezioni»

elezioni bielorussia
Elezioni presidenziali in Bielorussia 2020.(Immagine: YouTube / Screenshot )

Alexandre Lukaschenko ha ottenuto il suo sesto mandato consecutivo, vincendo nuovamente le elezioni. Dopo la diffusione dei primi exit poll, nella capitale Minsk sono scoppiati violenti scontri, decine di persone sono state ferite e un uomo è morto durante le proteste.

La tensione è continuata a salire. I governi di Mosca e Pechino sono stati i primi ad esprimere la loro soddisfazione per il risultato ottenuto alle elezioni presidenziali Bielorusse. Alexandre Lukaschenco è in carica dal 1994.


L’Unione Europea ha invitato alla calma, opponendosi alla violenza. Mentre valuta sanzioni anche nei confronti del PCC, ha chiesto che in Bielorussia sia tutelata la libertà di espressione.


David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, intervenendo al Consiglio europeo straordinario ha evocato l’ipotesi delle sanzioni contro il regime del Partito Comunista Cinese, sostenuto in modo deciso da Alexander Lukashenko. Egli sembra intenzionato a usare la forza contro le crescenti proteste di piazza dopo le elezioni – giudicate irregolari – che lo hanno eletto per la sesta volta alla guida del Paese.

Lukashenko ha mosso le truppe ai confini con Polonia e Paesi baltici, mentre da Mosca Putin sostiene il dittatore. Sassoli ha aggiunto: «Siamo profondamente preoccupati per la violazione dei diritti umani e crediamo che l’unica via da seguire sia quella del dialogo con tutti gli attori nazionali e internazionali per trovare una soluzione pacifica» come sottolinea Repubblica.


Sassoli ha concluso: «L’adozione di misure sanzionatorie è un importante strumento a disposizione dell’Unione europea e il Parlamento invita il Consiglio a farvi ricorso al più presto per accertare e punire le gravi violazioni dei diritti umani, considerando anche l’opportunità di intervenire congelando il patrimonio di coloro che stanno abusando del loro potere e violando le libertà fondamentali dei cittadini».