Accordo di pace siglato tra Armenia e Azerbaigian

Questa guerra è costata la vita a oltre cinquemila persone, un genocidio cui si unisce la cancellazione culturale e come se in quella regione non ci fosse mai esistita la popolazione della più antica nazione cristiana.
Dopo circa un mese di conflitti iniziati lo scorso settembre nel Nagorno Karabach per il controllo dell'area, il presidente Putin annunciando l'accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, ha sancito la cessazione dei conflitti militari avvenuti nella regione caucasica. (Immagine: Wikimedia / CC0 2.0 )

Dopo circa un mese di conflitti iniziati lo scorso settembre nel Nagorno Karabach per il controllo dell’area, il presidente Putin annunciando l’accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, ha sancito la cessazione dei conflitti militari avvenuti nella regione caucasica. La dichiarazione è stata siglata dal presidente azero Alliyev, il primo ministro armeno Pashinyan e il Presidente russo.

Si è conclusa con una «dolorosa decisione», ha dichiarato il premier armeno Nikol Pashinian. Ad accelerare la decisione del cessate-il- fuoco è stato l’abbattimento di un elicottero russo sul suolo armeno da parte dell’artiglieria azera, avvenuto nei giorni scorsi.

Effettivamente la guerra scoppiata nel Caucaso è costata la vita a oltre cinquemila persone, un genocidio cui si unisce la cancellazione culturale. Come se in quella regione non fosse mai esistita la popolazione della più antica nazione cristiana. Di conseguenza da qui è scaturita la decisione di far cessare tutte le ostilità nell’area.

Tuttavia, in Armenia stanno scoppiando in questi giorni proteste di massa che etichettano l’accordo come un tradimento e chiedono le dimissioni del primo ministro Pashinyan. Se così dovesse essere, il Cremlino otterrà un doppio guadagno da questo accordo.

Scritto da: Monica Padoan