ACLU: «Molte cose potrebbero andare storte» con i passaporti vaccinali

I numerosi sistemi di passaporti vaccinali che sono stati implementati, utilizzano una tecnologia proprietaria e centralizzata. l'ACLU desidererebbe invece il lancio di un passaporto vaccinale decentralizzato e open source.
passaporti vaccinali
Immagine del passaporto per il vaccino da COVID-19. L'amministrazione Biden ha affermato senza mezzi termini che intende far si che le credenziali del vaccino diventino una parte quotidiana della nostra vita quotidiana. Il movimento di sinistra American Civil Liberties Union ha espresso le sue preoccupazioni sul fatto che un passaporto vaccinale completamente digitale aumenterebbe la disuguaglianza ed entrerebbe in vigore solo molto tempo dopo la fine della pandemia. (Immagine: Marco Verch Professional Photographer via Flickr CC BY 2.0 )

Si sta registrando una spinta significativa a creare e richiedere ai cittadini di dimostrare il loro stato di salute mediante i cosiddetti «passaporti vaccinali» o «credenziali vaccinali». Alcuni temono che l’installazione di una misura digitale per combattere la pandemia di SARS-CoV-2 porterà a una variazione del sistema di credito sociale della Cina comunista. Oppure arriverà a creare dislivelli nella società.

Un articolo del 28 marzo sul Washington Post contiene una presentazione del documento ricevuto dagli addetti ai lavori. È intitolato COVID-19 Vaccine Credentials Discussion ed è stato presentato dall’Office of the National Coordinator for Health Information Technology Nelle osservazioni introduttive il coordinatore nazionale Micky Tripathi ha aperto dicendo che il suo dipartimento è stato incaricato dal Dipartimento della salute e dei servizi umani per il «coordinamento e l’allineamento delle attività riguardanti le credenziali sui vaccini tra le agenzie HHS» e rappresenta «una prospettiva di HHS unificata con altre entità federali, iniziative del settore privato e organizzazioni internazionali».

Nella sua presentazione Tripathi ha definito la «prova dello stato di salute individuale correlato al COVID» come «una componente importante della risposta alla pandemia» perché «rafforza la fiducia del pubblico per accelerare il ritorno alle normali attività quotidiane». Non ha tentato di nascondere il fatto che i controlli sulle credenziali del vaccino diventino di dominio pubblico. Ha affermato infatti senza mezzi termini nella sua presentazione: «Man mano che una parte sempre maggiore della popolazione viene vaccinata, la prova dell’immunizzazione diventerà probabilmente una delle principali, se non la principale, forma di convalida dello stato di salute».

Ha anche affermato che «i risultati dei test rimarranno un meccanismo importante in molte circostanze, ad esempio per le persone invalide o non disposte a vaccinarsi».

Tripathi ha aggiunto che la politica e l’infrastruttura delle credenziali del vaccino non sono necessarie solo per i viaggiatori internazionali che desiderano entrare e rientrare negli Stati Uniti. Lo sarebbero anche per «l’accesso a strutture pubbliche e private negli Stati Uniti». L’intenzione di richiedere la prova dell’avvenuta vaccinazione nella vita quotidiana dei cittadini statunitensi non è stata messa in dubbio quando nella sua presentazione si è utilizzata la frase «Casi d’uso per le attività quotidiane piuttosto che solamente per i controlli internazionali di ingresso al Paese».

È stato anche notato nella presentazione che, indipendentemente dalla politica federale, il settore privato sta rendendo i passaporti dei vaccini uno standard nelle politiche aziendali. «Le tendenze attuali suggeriscono tuttavia che le credenziali del vaccino potrebbero comunque diventare un requisito de facto imposto dal mercato per il ritorno dell’individuo alle attività quotidiane».

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Nove dei 17 schemi di credenziali vaccinali e passaporti vaccinali identificati in una presentazione dell’Ufficio del coordinatore nazionale per le informazioni sanitarie che sostengono che i passaporti dei vaccini debbano divenire parte della vita quotidiana degli americani. (Fonte: ONC Health IT Presentation tramite: Washington Post)

ACLU esprime preoccupazioni sugli schemi delle credenziali del vaccino

Tuttavia non tutti sono entusiasti e accettano la corsa verso i sistemi di credenziali dei vaccini come le grandi aziende e l’amministrazione Biden. Il 31 marzo, in particolare, l’American Civil Liberties Union (ACLU) ha rilasciato un commento dal titolo: «C’è molto che può andare storto con i passaporti vaccinali». Qui vengono mostrate le preoccupazioni dell’organizzazione su tutti i sistemi di credenziali digitali e le loro implicazioni sulla libertà sia a breve che a lungo termine.

L’ACLU ha messo in dubbio il lancio di iniziative per la richiesta di credenziali sanitarie perché la spinta alla vaccinazione stessa ha lo scopo di raggiungere l’immunità di gregge. Questa ridurrebbe il COVID-19 al livello di tutte le altre malattie di cui non ci preoccupiamo più. E dopo che «il COVID arriverà ad assomigliare alle altre malattie pericolose per cui si registrano riacutizzazioni occasionali ma poco diffuse, come il morbillo, la necessità di un passaporto COVID apparirà molto meno urgente», sostengono.

Il gruppo per i diritti umani si preoccupa principalmente, tuttavia, della natura esclusivamente digitale dei sistemi ideati. Afferma infatti che aumenterebbe la disuguaglianza in ragione del fatto che le persone a basso reddito, i disabili, o i senzatetto di solito non posseggono un telefono. «L’opzione cartacea non dovrebbe essere un alternativa difficile o svantaggiosa; una credenziale standardizzata dovrebbe prevedere principalmente un sistema cartaceo con una componente digitale opzionale, non il contrario».

L’ACLU afferma inoltre che oltre il 40% delle persone con più di 65 anni non possiede uno smartphone.

Inoltre i numerosi sistemi di passaporti vaccinali che sono stati implementati, utilizzano una tecnologia proprietaria e centralizzata. È il caso del disgraziato Excelsior Pass del governatore di New York Andrew Cuomo. Questo utilizza una blockchain privata e proprietaria con una falsa politica sulla privacy sviluppata da IBM. l’ACLU desidererebbe invece il lancio di un passaporto vaccinale decentralizzato e open source.

«Ma data la difficoltà di creare un passaporto vaccinale digitale, potremmo assistere ad una corsa per imporre un sistema di credenziali COVID sviluppato su un’architettura che non garantisce trasparenza, privacy o controllo».

«Questo potrebbe portare a un sistema di base imperfetto che dovranno poi utlizzare le altre parti per rilasciare credenziali su di esso e per offrire di tutto, dalla verifica dell’età alle cartelle cliniche, alle licenze di caccia, agli account per lo shopping, agli abbonamenti e agli accessi al sito web», affermano.

L’ACLU sostiene inoltre di temere anche che l’esistenza stessa di sistemi di credenziali vaccinali, per sua natura, ne possa incoraggiare un uso eccessivo.

Ma ancora più importante, la questione di come vengono sviluppati i passaporti è meno critica della «questione di dove e quando alle persone può essere richiesto di fornire la prova di queste vaccinazioni», aggiungono.

«Se un sistema di passaporti rende molto facile chiedere e fornire la prova della vaccinazione, è probabile che tali richieste vengano utilizzate eccessivamente man mano che alle persone verranno richieste ad ogni occasione le proprie credenziali».

«Sebbene ci siano circostanze legittime in cui alle persone può essere richiesta la prova della vaccinazione, non vogliamo trasformarci in una società con un controllo continuo che sopravvive al pericolo di COVID ma esclude casualmente persone senza credenziali da strutture in cui l’obbligo di vaccino non è pienamente giustificato».

Tradotto da: Andrea Murgia

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2021/04/04/aclu-vaccine-credentials-biden.html