Alex Zanardi: la vita è sempre un dono

La sua vita dedicata alle corse, il suo temperamento un esempio educativo per i giovani. Nonostante le difficoltà, il sentiero della vita è sempre prezioso
Zanardi , handbike
Alex Zanardi sulla sua handbike alle paraolimpiadi. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Un uomo che lotta con coraggio e ottimismo contro un destino avverso: questa la vita di Alex Zanardi.

Biografia e primi anni

Alex, nato a Bologna figlio di una sarta e un idraulico, fin da piccolo aveva sviluppato la passione per le corse, mentre studiava per diplomarsi come geometra. La sua vita è piena di alti bassi già negli anni della giovinezza. Nel 1979 sperimenta il dolore di veder morire la sorella maggiore, per un incidente stradale.

Il suo destino sembrava già scritto. A 14 anni ha iniziato a correre con i kart, assistito e sostenuto dal padre, che gli faceva anche da meccanico. Era tanto determinato da riuscire a vincere il campionato europeo dei kart delle categoria 135c nel 1987.

L’anno successivo oltre che entrare a gareggiare nelle Formula 3 italiana, conosce Daniela, la forte e fedelissima donna che diventerà successivamente la moglie e la madre di suo figlio.

Il 1991 lo vede finalmente entrare nella Formula 1 dove guida prima la Jordan, poi negli anni successivi la Minardi e infine la Lotus. Già in questi anni sembra che il fato lo voglia mettere alla prova: mentre gira in bicicletta a Bologna viene investito da una macchina e alle prove del Gran Premio del Belgio, si schianta a 240 km orari perdendo conoscenza, ma non riportando lesioni gravi.

Alex Zanaradi nella fase della sua vita in cui correva nella CART (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Nel 1999 partecipa nella scuderia Williams alla Formula 1, ma dopo varie difficoltà e vicissitudini avverse entra nella categoria CART. È qui che si verifica a Lausitzring, il terribile incidente che troncherà insieme alla sua monoposto, anche le sue gambe, portandolo quasi alla morte per dissanguamento.

Si salva la vita per poco (16 operazioni chirurgiche e 7 arresti cardiaci) ma la passione non lo abbandona. Nel 2003 torna alle corse, avvicinandosi alle corse Turismo dove ottiene varie vittorie nonostante sia sulla sedia a rotelle. La forza di carattere e l’ottimismo lo sostengono, tanto che nel 2005 è campione italiano del Superturismo.

Paraciclismo, lo spirito non si ferma

Solo dopo un paio di anni di riabilitazione e preparazione atletica riesce a partecipare alla Maratona di New York nel 2007, al campionato italiano di ciclismo del 2010 e in seguito al campionato mondiale del 2011.

Nell’estate del 2012 si presenta ai XIV Giochi Paralimpici estivi di Londra con la handbike, dove conquista l’oro nella gara contro il tempo e su strada; ottiene anche la medaglia d’argento, nella staffetta a squadre mista H1-4. Al termine della Paraolimpiade, viene scelto come portabandiera azzurro per la cerimonia di chiusura dei Giochi e viene eletto “Atleta del mese” da un sondaggio online del Comitato Paralimpico Internazionale.

Il 2013, in Canada, vince la Coppa del mondo, e ai successivi campionati mondiali su strada di Baie-Comeau tre medaglie d’oro, confermandosi dopo la Paralimpiade nelle prove a cronometro e su strada. L’anno successivo ai mondiali statunitensi di Greenville, Zanardi trionfa nuovamente nella cronometro e nella staffetta, mentre nella gara in linea conquista la medaglia d’argento. Nel 2015, ai campionati mondiali su strada di Nottwill in Svizzera si ripete aggiudicandosi i due titoli della categoria H5, a cronometro e in linea, e la staffetta mista in terzetto con Vittorio Podestà e Luca Mazzone, da qui è un susseguirsi di vittorie e susccessi: tra il 2016 e il 2019 arriva sempre tra il primo e il secondo posto alla Coppa del mondo.

Alex Zanardi con il suo indomito sorriso (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Quest’uomo è diventato un vero idolo, nel senso più positivo del termine, perché dopo un’incidente che avrebbe sconvolto e messo al tappeto chiunque in maniera irreparabile, non ha mai smesso di sorridere di sfidarsi e prendere il meglio delle vita, sfidando senza rabbia le avversità; per questo è diventato l’orgoglio italiano per forza d’animo, perseveranza e ottimismo.

Il 19 giugno 2020 durante una staffetta di beneficenza in handbike, è rimasto coinvolto in un incidente sulla Statale 146 a Pienza, in Toscana, scontrandosi con un camion. Dopo l’intervento neurochirurgico e maxillo-facciale al policlinico le Scotte di Siena, è rimasto in gravi condizioni in terapia intensiva e con prognosi riservata. Dopo circa un mese di coma farmacologico e ulteriori tre operazioni, a luglio è stato trasferito prima a Lecco, poi a seguito di complicazioni, in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano.

Dopo altri quattro interventi alla testa e il coma, ora il nostro Alex Zanardi sta respirando da solo e continua la fisioterapia neurologica, necessaria per la rieducazione; pochi giorni fa i medici hanno parlato con ottimismo delle sua possibile ripresa. Per chi gli vuole bene e per tutti gli italiani aumentano le speranze di poterlo rivedere condurre di nuovo una vita quasi normale, dimostrando a tutti che la vita, se ben vissuta, è sempre un miracolo e un dono di cui dover fare tesoro. Grazie Alex per la tua lezione.