Angkor Wat: il mistero continua tra le rovine

ANGKOR WAT: IL MISTERO CONTINUA TRA LE ROVINE

Quello cambogiano di Angkor Wat è uno tra i templi più magnifici al mondo. (Immagine:pixabay/CC0 1.0)

Da sempre siamo affascinati dal passato, da quelle civiltà misteriose con le loro grandiose città, ricche di tesori mitici e arti segrete. Secoli di meraviglia hanno spinto esploratori di tutto il mondo a sondare le rovine abbandonate da queste antiche popolazioni, scenari tipici di film come Tomb Raider o Indiana Jones. Certo, non troveremo chissà quali antichi artefatti magici, ma godremo della sensazione di mistero nello scoprire una civiltà un tempo ricca e fiorente. Una delle più belle si trova in Cambogia e si chiama Angkor Wat.

Breve guida alla civiltà Angkor

Fu una gigantesca civiltà del sudest dell’Asia, conosciuta anche come impero Khmer, estesa tra l’attuale Cambogia, la Thailandia sudorientale e il nord del Vietnam. Il fiume Mekong era il luogo da dove i loro antenati credevano di provenire, nel 3 millennio a.C., costruendo le loro prime abitazioni sulle rive del Tonle Sap.

L’impero ebbe inizio nell’anno 802 a.C, quando Jayavarman II si auto nominò sovrano universale e re-dio. Tuttavia ebbe fine nel 14° secolo, quando, si suppone, la capitale venne abbandonata. Numerose costruzioni religiose furono erette durante la sua era classica, proprio come il famoso tempio di Angkor Wat.

La fusione tra i rituali pali e sanscriti diede vita ad una combinazione unica di credenze indù e buddiste, alla base della loro economia, politica e religione. Questo avvenne probabilmente grazie al ruolo della Cambogia nei collegamenti commerciali tra Cina, India e Roma.

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Il tempio di Angkor Wat fu costruito dal Re Suryavarman II, nel 12° secolo. (pixabay/CC0 1.0)

Oltre quello che era un tempo il fossato si staglia un tempio di architettura angkoriana, costruito il 12° secolo da Re Suryavarman II per professare la religione indù. Il suo antico splendore si percepisce dai lunghi colonnati che finiscono in gallerie dove sculture si allineano lungo le pareti delle torri rialzate, dai bassorilievi e da molto altro. Il suo fascino intrigante sta inoltre nelle mille domande che riecheggiano dalle sue rovine. Grand parte degli storici crede che la civiltà sia crollata dopo che il regno tailandese di Ayutthaya saccheggiò la capitale nel 1431.

Alison Kyra Carter, assistente professore di antropologia all’Università dell’Oregon, ha dedotto assieme ai suoi colleghi molte nuove supposizioni attorno Ankor Wat. La loro scoperta suggerisce che questa civiltà non sia effettivamente scomparsa, ma col passare del tempo si sia adattata e continuamente evoluta.

Scoperte e linea del tempo

In collaborazione con l’autorità APSARA che sovrintende il parco archeologico di Angkor, Carter e i suoi colleghi archeologi hanno esplorato le aree circostanti. Quelle che un tempo si credeva fossero recinti sacri o “città-tempio” erano in realtà tumuli riguardanti case di operai che lavoravano nel tempio. Tuttavia, ci sono ancora dubbi su chi abitasse questi luoghi. Una volta applicata la datazione al radiocarbonio su pezzi di carbone trovati nelle antiche residenze, i ricercatori hanno creato un ordine cronologico soddisfacente degli eventi emersi riguardo la civiltà.

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Le autorità APSARA sovraintendono il Parco Archeologico di Angkor. (Immagine: pixabay/ CC0 1.0)

Nell’XI secolo, lo spazio attorno a quello che sarebbe stato il tempio di Angkor Wat era già abitato. Quest’ ultimo fu costruito solo all’inizio del XII secolo, seguito dal sistema di griglie del laghetto. Nella datazione rimane un buco. Intorno alla fine del XII o all’inizio del XIII secolo fino alla fine del XIV o all’inizio del XV secolo, queste case furono o improvvisamente abbandonate o trasformate per altri usi. Tuttavia, rispetto alla precedente spiegazione per cui nel 14° secolo Angkor era deserta e dimenticata, i risultati mostrano che le aree circostanti furono rioccupate e utilizzate fino al 17 ° e 18 ° secolo. In particolare, il tempio di Angkor Wat non è mai stato effettivamente abbandonato. Rimangono infatti ancora molti misteri tra le antiche rovine.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/04/05/angkor-wat-mysteries-of-an-abandoned-ruin.html