Antichi romani e la virtù che porta alla grandezza

L'impero romano aveva avuto nelle fondamenta morali dei suoi cittadini il suo nucleo, dalle cui basi solide aveva potuto espandersi in Occidente. Gli antichi romani sapevano che la vera forza è nella virtù
Antichi romani
Affresco del Cavalier D'Arpino ritraente il 'Combattimento tra Orazi e Curiazi'. Roma, Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, Aula Grande detta degli 'Orazi e Curiazi'.(Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Per gli antichi romani mantenere le promesse fatte era di massimo valore. Essere integri e fedeli alla parola data, non tradire i propri amici, erano l’espressione della massima virtù.

Fermezza, costanza, tenacia, coerenza, stabilità di un comportamento e di una virtù etico-politica, insieme con gravitas, fides e pietas, hanno dato al popolo romano la sua forza e la sua fortuna.

Questi erano i prerequisiti per fondare una società in cui ci si poteva fidare l’uno dell’altro e costruire uno stato che aveva la sua stabilità nell’anteporre il rispetto reciproco al di sopra del guadagno personale e del vantaggio materiale.

Tra queste virtù la fides significava fedeltà, lealtà, fede, fiducia e reciprocità tra i cittadini, ma pure verità, l’onestà ed affidabilità. Il poter confidare sulla parola data, senza contratti nè testimoni.

Muzio Scevola

Ci sono molte storie che ricordano le virtù degli antichi romani: una delle più note è la storia di Muzio Scevola. La storia narra che durante le battaglie tra Romani ed Etruschi, Gaio Muzio Scevola era andato nell’accampamento etrusco per uccidere il loro comandate Porsenna: ma egli lo scambiò per un’altra persona, che uccise pugnalandola con la mano destra. Catturato e portato davanti proprio a Porsenna, che doveva uccidere, Gaio Muzio, senza paura, gli rivelò la verità: «che era venuto proprio per uccidere lui». Tuttavia siccome aveva sbagliato il colpo, era convinto che la sua mano doveva essere punita e la mise su un braciere finché non fu completamente carbonizzata; da allora si chiamò ‘scaevola’ che vuol dire mancino in latino. Il comandante etrusco fu così colpito dal valore, dalla sincerità e dalla rettitudine e determinazione del soldato romano, che decise di trattare con Roma piuttosto che combatterla.

Muzio Scevola, dipinto da Matthias Stomer. Messina, Museo Regionale (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Lucio Giunio Bruto

Un episodio meno noto, è la condanna a morte dei figli di Lucio Giunio Bruto, il primo console della repubblica romana insieme a Lucio Tarquinio Collatino. La storia, narrata dallo storico Tito Livio, racconta che dopo la cacciata del VII (settimo) re di Roma, Tarquinio il Superbo (509 a.C.) l’aristocrazia romana, ancora molto attratta da un tipo governo di tipo dinastico, organizzò una congiura per far tornare al potere i Tarquini. Alla congiura, tra tanti nobili, presero parte anche i figli di Bruto, Tito e Tiberio.

Sventato il colpo di stato, il primo console della Repubblica Lucio Giunio Bruto condannò e fece uccidere i congiurati per alto tradimento: tra questi c’erano i suoi stessi figli, per i quali non fece nessuna eccezione.

Giustizia di Bruto di Tommaso Laureti
L’affresco ‘Giustizia di Bruto’ di Tommaso Laureti. Roma, Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, Sala dei Capitani (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Scrisse Cicerone: «Sebbene la natura abbia destinato per tutti la morte, la virtù, che è propria della stirpe e della generazione romana, è solita respingere la crudeltà e il disonore della morte. Conservate di grazia questa virtù, Quiriti, che i vostri antenati vi hanno lasciato in eredità». 

Gli antichi romani grazie alla loro integrità morale, il senso del dovere, la fedeltà alla parola data e una grande determinazione, arrivarono a conquistare quasi tutta l’Europa, lasciandoci dei grandi esempi. Tuttavia, a detta di molti, quando essi arrivarono alla loro massima espansione (quando si passò dalla Repubblica all’Impero) i costumi morali cominciarono e degradarsi. La res publica divenne il regno di uno solo, fu data sempre meno importanza alla integrità morale, alla parsimonia, alla familia, dando sempre più spazio all’avidità, alla lussuria, alla repressione violenta del dissenso, portando col tempo alla decadenza della loro antica splendida civiltà.