La Cina possiede una lunga storia riguardo l’arceria. Durante la dinastia Zhou (dal 1146 al 256 A.C.) divenne infatti una delle Sei Arti Nobili. Anche filosofi come Confucio e Lao Zi sono conosciuti per essere stati abili arceri. Nel 17° secolo, durante la dinastia Ming, nei manuali si parlava di “La via dell’Arceria”.

Al tempo degli Zhou, l’aristocrazia desiderava mantenere quei rituali in cui gli arceri, accompagnati dalla musica, tiravano ad un bersaglio secondo un particolare metodo e forma. Eppure con la fine della dinastia, i rituali civili di tiro con l’arco si interruppero. Tuttavia cerimonie militari di questo tipo si protrassero durante i regni successivi. Erano utili anche come esami attraverso cui selezionare i soldati. I partecipanti dovevano dimostrare infatti la loro forza tramite archi progettati per testare il loro vigore fisico. Dovevano possedere inoltre altrettanta competenza nel tiro con l’arco da cavallo.

“Prima del periodo degli Stati Combattenti (tra il 475 e il 221 a.C.) i carri potevano trasportare un guidatore, un alabardiere e un arciere. Tuttavia le riforme del Re Wuling di Zhao nel 307 a.C. introdussero l’arceria a cavallo. Tale tipologia si rivelò infatti più efficace. La fanteria cinese di terra utilizzava invece balestre. Erano considerate più facili da usare ed essere trasportate dai soldati. Invece gli archi e le frecce si adoperavano per l’allenamento e durante le battaglie navali”, secondo la Storia dell’Arceria.

Già nel 600 a.C. i cinesi utilizzavano balestre con meccanismi a grilletto capaci di resistere a pesi elevati. Durante il 14° secolo, la loro struttura venne semplificata. Tuttavia con l’arrivo dell’età moderna l’utilizzo degli archi iniziò a diminuire. Infatti durante la dinastia Qing, l’imperatore Guang Xu portò un cambiamento significativo negli esami militari: dal 1901 l’arceria fu vietata. Alcuni decenni successivi qualcuno provò a riportarla in voga, tuttavia i tentativi risultarono fallimentari. Questo a causa della riscontrata maggior efficacia dei fucili.

Già nel 600 a.C. i cinesi utilizzavano balestre con meccanismi a grilletto capaci di resistere a pesi elevati. (Immagine: Gary Lee Todd via wikimedia CC BY-SA 3.0)

Nel 1998, un uomo cinese di nome Ju Yuan Hao ricominciò a costruire l’arco tradizionale, ispirando poi altri a fare lo stesso. Dal 2009, ogni anno appassionati hanno mantenuto il Seminario sull’ Arceria Tradizionale Cinese. L’obiettivo è quello di creare una nuova tradizione adatta ai tempi moderni.

Arceria: la tecnica

Durante il periodo della Dinastia Han (dal 206 a.C al 220 d.C) tra gli arceri circolavano all’incirca sette manuali sul tema. Invece al tempo della Dinastia Ming (dal 1368 al 1644) c’erano all’incirca 14 scuole diverse. Quasi tutte enfatizzavano qualità come la concentrazione e il focus mentale. Erano metodi per divenire esperti in tale arte.

“Come la maggior parte delle tecniche orientali per disegnare un arco, l’arceria tradizionale cinese utilizza un disegno a pollice. Tale tecnica richiede solitamente un anello per proteggere il dito da stress ripetuto. Gli anelli da pollice nell’antica Cina erano realizzati in differenti forme e materiali, corno, giada, diversi metalli e strisce di pelle”, secondo lo Storico degli Arceri.

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L’ arceria tradizionale cinese utilizza un disegno a pollice e richiede solitamente un anello per proteggere il dito dallo stress ripetuto. (Immagine: Screenshot / YouTube)

Diverse scuole di arceria cinese hanno fornito istruzioni dettagliate sul come padroneggiare l’arte. Parlano dell’altezza alla quale la freccia dev’essere tenuta, la posizione dei piedi, la tensione da applicare alla mano che sorregge l’arco e così via. Gli arceri cinesi portavano la mano che tende la corda vicino alla guancia, alla spalla anteriore o oltre il viso.