Armi biologiche: un disertore espone il programma cinese

Si suppone che la nazione cinese stia sviluppando attivamente armi biologiche. Ciò rappresenta una minaccia per la sicurezza globale.
test armi biologiche
Un secondo disertore ha fornito maggiori informazioni sul programma di armi biologiche della Cina. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Un disertore dell’Esercito di Liberazione del Popolo Cinese ha recentemente fornito alle agenzie di intelligence americane informazioni sui programmi di armi biologiche del PCC. Si ritiene che la nazione asiatica stia sviluppando attivamente armi biologiche. Ciò rappresenta una minaccia per la sicurezza globale.

Cina e armi biologiche

«Il disertore è fuggito dalla Cina e si è recato in Europa, dove è sotto la protezione di un servizio di sicurezza governativo europeo… Secondo lui l’intelligence cinese è penetrata nel governo degli Stati Uniti ed è quindi diffidente nel cooperare con la CIA e altre agenzie di spionaggio occidentali», secondo il Washington Times. Tuttavia, la persona ha fornito delle informazioni sulle armi biologiche cinesi agli Stati Uniti.

Recentemente, un ricercatore cinese, il dottor Yusen Zhou, è morto in circostanze misteriose. Zhou era il caposquadra del Laboratorio Statale di Patogeni e Biosicurezza. Tale laboratorio si trova nell’Istituto di Microbiologia ed Epidemiologia di Pechino, che ha legami con l’esercito. Egli era specializzato in malattie infettive emergenti. Si suppone che Zhou abbia avuto contatti con il recente disertore. Inoltre, esiste l’ipotesi che il governo abbia arrestato segretamente diverse persone che avevano legami di parentela con il disertore.

Questa è la seconda volta negli ultimi mesi che un disertore cinese espone i legami del PCC con esperimenti biologici e armi biologiche. In precedenza, la virologa cinese Yan Li-meng è fuggita dalla Cina negli Stati Uniti. Ha rilasciato diverse interviste accusando il governo cinese di aver prodotto la pandemia COVID-19. Secondo la virologa, l’Istituto di virologia di Wuhan ha sviluppato il COVID-19, a partire da due ceppi di virus conservati in un laboratorio dell’Esercito di Liberazione del popolo cinese. Yan afferma che il regime comunista ha fatto diversi tentativi di catturarla. Se non fosse arrivata negli Stati Uniti, Yan avrebbe potuto essere messa a tacere o essere uccisa come gli altri scienziati presi di mira.

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La Cina ritiene che le guerre future potrebbero comportare attacchi di natura genetica. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Armi biologiche mirate alle minoranze etniche

A maggio, un alto funzionario statunitense ha rivelato che la Cina stava lavorando allo sviluppo di armi biologiche. Parlava di armi che possono essere indirizzate alle persone in base alla loro etnia. Ha espresso la preoccupazione che Pechino possa condurre esperimenti biologici sulle minoranze etniche. La Cina ha persino ammesso tale possibilità. Nel 2017, una pubblicazione rilasciata dall’esercito cinese ha classificato la biologia come un nuovo dominio bellico. Suggerisce anche che le guerre future potrebbero comportare attacchi di natura genetica.

Nel 1972, i leader di più di 180 nazioni hanno istituito la convenzione sulle armi biologiche. Questa vieta lo sviluppo di tali armi. Tuttavia, si teme seriamente che diversi paesi non rispettino le restrizioni. Si ritiene che almeno 6 nazioni siano attualmente impegnate in programmi di armi biologiche: Cina, Russia, Iran, Corea del Nord, Iraq e Libia. Nel 2015, l’intelligence statunitense ha classificato l’editing dei geni come una potenziale arma di distruzione di massa. Il fatto che si possano creare virus che colpiscono solo specifiche razze o etnie rende tali armi ancora più spaventose.

Progetto comune Cina-Pakistan

A luglio, il giornalista australiano Anthony Klan, ha affermato in un rapporto che la Cina aveva stipulato un accordo segreto di tre anni con il Pakistan. Il fine era di potenziare le sue abilità in caso di una guerra biologica. Diversi progetti di ricerca di questo tipo saranno condotti nell’ambito dell’accordo, compresi gli esperimenti sull’antrace. L’Istituto Cinese di Virologia di Wuhan ha stipulato questo accordo con l’Organizzazione per la Scienza e la Tecnologia della Difesa del Pakistan.

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La Cina ha proposto di testare un vaccino COVID-19 sui cittadini pakistani. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

La parte cinese sta fornendo tutto il supporto materiale, finanziario e scientifico per il progetto. A quanto pare Pechino vuole trasformare il Pakistan in un polo di ricerca biochimica pericolosa per evitare potenziali incidenti sul proprio territorio. Una proposta nell’ambito del progetto è stata quella di testare un vaccino COVID-19 sui cittadini pakistani.

Tradotto da: Ilona Golebiewska

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/10/07/a-chinese-defector-exposes-beijings-bioweapons-program.html