Asia Orientale, Neolitico: 25 Antenati Rivelano Antichi Spostamenti

Mentre la genetica degli antichi esseri umani nel sud-est asiatico, in Siberia e nell'arcipelago giapponese è stata ben studiata, finora non si sa molto sulla genetica degli umani antichi nella Cina settentrionale e meridionale. (Immagine: via pixabay / CC0 1.0 )

Secondo uno studio condotto dal team del Prof. FU Qiaomei dell’Istituto di Paleontologia dell’Accademia delle Scienze cinese, nuovi genomi rilevati nell’Asia orientale neolitica hanno svelato un pezzo mancante della preistoria umana. Lo studio, pubblicato su Science, rivela che il movimento della popolazione ha avuto un ruolo profondo nella storia genetica degli antichi asiatici orientali.

Attraverso tecniche avanzate i ricercatori hanno recuperato antico DNA. Appartiene a 25 individui risalenti a 9.500-4.200 anni fa e un individuo di 300 anni fa dell’Asia orientale, settentrionale e meridionale. Il DNA appena acquisito getta luce su un periodo importante della storia primitiva del continente: il passaggio dai cacciatori-raccoglitori alle economie agricole. Secondo un’ipotesi, durante il Neolitico il «primo strato» è stato sostituito dal «secondo strato».

Mentre la genetica degli antichi di Sud-Est asiatico, Siberia e arcipelago giapponese è stata ben studiata, finora si sa poco su quella degli antenati nel nord e nel sud della Cina. La Prof. FU e il suo team hanno scoperto che questi umani del Neolitico condividono la più stretta relazione genetica con gli attuali asiatici dell’Est. Essi appartengono a questo «secondo strato». Ovvero già 9.500 anni fa, gli antenati primari che compongono il patrimonio genetico degli asiatici dell’Est di oggi potevano essere trovati nell’Asia orientale continentale.

osso asia orientale neolitico
Un pezzo di osso di petrous proveniente da un individuo di circa 9.500 anni delle Grotte Bianche, Shandong, Cina. Questo individuo faceva parte di un gruppo di antenati settentrionali trovati lungo il Fiume Giallo e sulle steppe orientali della Siberia. (Immagine: GAO Wei) 

Gli antenati nel sud-est asiatico e nell’arcipelago giapponese presentavano grandi differenze genetiche. Invece, nella Cina continentale, le popolazioni del Neolitico presentavano già caratteristiche appartenenti agli attuali asiatici orientali. In particolare questo include i primi neolitici dell’Asia orientale meridionale risalenti a circa 8.000 anni fa. Questi, secondo l’ipotesi precedente, avrebbero dovuto essere «primi strati» dei primi asiatici. Infatti, la Prof. FU e il team hanno dimostrato che condividevano una relazione più stretta con gli attuali «secondi strati» dell’Asia orientale. Pertanto, i risultati dello studio attuale non supportano un modello di dispersione «a due strati».

Gli scienziati hanno anche scoperto che gli asiatici orientali del primo Neolitico erano maggiormente diversi tra loro nel DNA di quanto lo siano quelli attuali. Nel primo neolitico, a partire da 9.500 anni fa, in Asia orientale esisteva un’ascendenza settentrionale lungo il Fiume Giallo e fino alle steppe orientali della Siberia. Si distingueva da un’ascendenza meridionale che esisteva lungo la costa della Cina continentale meridionale e delle isole dello Stretto di Taiwan, a partire da 8.400 anni fa. Il movimento demografico potrebbe aver già iniziato ad avere un impatto sugli asiatici orientali nel tardo neolitico. Per esempio, gli asiatici meridionali del tardo Neolitico potrebbero aver condiviso un collegamento con gli asiatici settentrionali costieri. Le loro origini, dunque, potrebbero essersi estese anche a nord.

Oggi, la maggior parte delle popolazioni dell’Asia orientale non sono chiaramente separate in due gruppi distinti. Gli attuali asiatici dell’Asia orientale continentale, sia del nord che del sud, condividono un rapporto genetico più stretto con gli asiatici del Neolitico orientale settentrionale lungo il Fiume Giallo che con gli asiatici del Neolitico orientale meridionale sulla costa meridionale della Cina. Ulteriori analisi mostrano che sono quasi tutti un misto di ascendenze settentrionali e meridionali dell’Asia orientale neolitica. Tra esse, quelle settentrionali giocano un ruolo più importante. Il movimento della popolazione, in particolare dal nord lungo il Fiume Giallo verso sud, è stato una parte importante della preistoria dell’Asia orientale dopo il Neolitico.

Cranio di Qihe 2, un individuo di circa 8.400 anni fa della grotta di Qihe, Fujian, Cina. (Immagine: FAN Xuechun)

È interessante notare che gli attuali cinesi Han in tutte le province, a nord e a sud, mostrano una quantità simile di influenze nordiche e meridionali. L’ascendenza meridionale, sebbene oggi sia meno rappresentata nell’Asia orientale continentale, ha avuto un’ampia influenza su altre regioni. Gli attuali parlatori di lingue austronesiane, condividono uno stretto rapporto genetico con gli attuali abitanti dell’Asia orientale continentale. Sebbene vivano in un’ampia fascia di isole nel Sud-Est asiatico e nel Pacifico sud-occidentale, mostrano un rapporto genetico notevolmente stretto con le popolazioni neolitiche della costa meridionale della Cina.

Materiali archeologici risalenti al Neolitico Medio hanno a lungo accennato al collegamento tra gli abitanti delle isole austronesiane e le popolazioni dell’Asia orientale continentale. Ora, le relazioni genetiche scoperte dalla Prof. FU e dal suo team mostrano la prova inequivocabile che chi oggi parla le lingue austronesiane ha avuto origine da una popolazione proto-astronesiana. Essa derivava dalla Cina meridionale almeno 8.400 anni fa. La storia rivelata da questi 26 antichi esseri umani mette in evidenza il profondo impatto che il movimento e la mescolanza delle popolazioni hanno avuto sulla storia umana. Tuttavia rivela anche una continuità che risale a 9.500 anni fa.

A differenza di quanto avviene in Europa, le influenze provenienti dall’Asia centrale non hanno avuto alcun ruolo nella formazione di antenati dell’Asia orientale. La mescolanza avviene in gran parte a livello regionale tra le popolazioni del nord e del sud dell’Asia orientale. L’intera lista di antenati presenti in tutta l’Asia orientale durante il Neolitico è ancora sconosciuta. Infatti i dati a livello genomico non sono stati recuperati da molte regioni interne dell’Asia orientale continentale. Ma i collegamenti costieri tra le popolazioni antiche in Siberia, Giappone, Cina e Sud-Est asiatico suggeriscono che si rivelerà una complessa storia di contatto e commistione di popolazioni nella preistoria umana dell’Asia orientale. Questo, man mano che il DNA più antico viene recuperato e studiato.

Fornito da: Chinese Academy of Sciences [Nota: i materiali possono essere modificati per contenuto e lunghezza.]

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/06/19/new-ancient-genomic-research-reveals-information-about-human-history-in-china.html