Autostrade per l’Italia, incertezza e quella quota del «Silk Road Fund» cinese

revoca concessioni autostrade
La possibile revoca delle concessioni ad Aspi (Autostrade per l'Italia) apre un nuovo scenario per il governo. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

La possibile revoca delle concessioni ad Aspi (Autostrade per l’Italia) apre un nuovo scenario per il governo. Conte riferisce: «O Aspi accetta le condizioni che il governo le ha già sottoposto o ci sarà la revoca». Intendendo cosi che i Benetton dovranno adeguarsi ad un nuovo piano con il governo.

La gestione della rete autostradale italiana è difatti in mano per l’88% ad Atlantia, la società controllata dalla famiglia Benetton. Ma il governo italiano deve tener conto anche degli azionisti di minoranza dato che fra i soci figurano la Allianz tedesca e la Silk Road fund cinese. La famiglia Benetton difatti spartì la cessione della quota del 7% ad Allianz e del 5% a Silk Road Fund.

Germania e Cina sono ora preoccupati per il futuro di Aspi. La questione è stata portata difatti sul tavolo dell’incontro fra il premier Conte e la cancelliera Merkel. Mentre il Silk road fund ha direttamente convocato a Pechino l’ambasciatore italiano, Luca Ferrari, per chiedere spiegazioni.

Riguardo alla probabile revoca ai Benetton, fortemente auspicata dai pentastellati, Di Maio scrive su Facebook: «Abbiamo sempre detto che bisognava togliere ai Benetton la gestione di autostrade. E questo nuovo governo, oggi, sta lavorando per raggiungere quest’altro obiettivo. È un bene che il presidente Conte stia curando il dossier con tanta attenzione, abbiamo massima fiducia nelle sue parole», secondo il Corriere della Sera.