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    Avvocato cinese per i diritti umani espone torture subite dallo Stato

    Wang è stato schiaffeggiato più volte nel tentativo di fargli firmare una dichiarazione giurata in cui ammetteva di essere coinvolto in attività volte a sovvertire il governo cinese, aiutato da fondi provenienti dall'estero.

    Wang Quanzhang, un avvocato cinese per i diritti umani che è stato incarcerato nel 2015, ha sporto denuncia. È stato infatti torturato durante gli interrogatori e costretto a dichiararsi colpevole dai funzionari. È stato arrestato nel 2015 nell’ambito della repressione nazionale di Pechino contro gli attivisti per i diritti legali. Soprannominato il «giro di vite 709», in quell’occasione oltre 200 avvocati e associati sono stati arrestati. Le accuse erano di frode, sovversione dello Stato e attacco al Partito Comunista Cinese.

    La causa

    Secondo Wang, le autorità hanno presentato il caso di sovversione basandosi sull’accusa di contestazione della polizia locale di Heilongjiang per un caso di libertà civile nel 2014. Wang è stato anche accusato di aver sollecitato fondi da altri Paesi attraverso una società situata al di fuori della Cina. Inoltre, l’avvocato è stata imputata la colpa di aver rappresentato in tribunale tre casi di persone legate alla pratica di qi gong del Falun Gong. La pratica è vietata illegalmente. Wang ha negato i tre capi d’accusa, affermando che si tratta di tutte bugie.

    L’avvocato ha rivelato che è stato torturato in diverse occasioni, soprattutto il primo mese del suo arresto. Wang è stato costretto a tenere le braccia sollevate in continuazione, in alcuni giorni per oltre 15 ore. La polizia glielo ha fatto fare per umiliarlo. Il motivo è di essersi associato al Falun Gong, dato che i praticanti della disciplina tengono le mani alzate in uno dei loro esercizi.

    Wang non nutre grandi speranze verso la magistratura cinese. (Immagine: Public Domain CC 0 1.0)

    È stato tenuto in una cella di 20 metri quadrati e non gli è stato permesso muoversi durante il sonno. Wang è stato schiaffeggiato più volte nel tentativo di fargli firmare una dichiarazione giurata in cui ammetteva di essere coinvolto in attività volte a sovvertire il governo cinese, aiutato da fondi provenienti dall’estero. Il rilascio di Wang in aprile è stato di per sé un miracolo. Le autorità infatti avrebbero potuto tenerlo in prigione per un periodo più lungo. Durante uno dei suoi appelli contro la pena detentiva, un ufficiale giudiziario aveva minacciato di prolungare la pena detentiva a 8 anni.

    La denuncia

    «Ho presentato la denuncia [l’8 luglio], e il tribunale l’ha accettata… La mia causa include il periodo in cui sono stato tenuto sotto sorveglianza residenziale in un luogo designato, le torture che la polizia mi ha inflitto durante l’interrogatorio per cercare di costringermi a confessare, e gli insulti e le umiliazioni rivoltemi dai pubblici ministeri durante il periodo del processo», ha detto Wang a Radio Free Asia. Ha ammesso di non avere avuto alcuna fiducia che il sistema giudiziario cinese potesse mai accettare la sua petizione.

    Wang avverte che la situazione dei diritti umani in Cina è peggiorata dopo il «giro di vite 709». Negli ultimi anni, molti dei suoi amici sono stati arrestati. Tuttavia, Wang non crede che tali difficoltà debbano impedire alle persone di lottare per i diritti umani. Ritiene che una tale lotta sia necessaria, sebbene alla fine si finisca per pagare un pesante prezzo.

    Le aziende americane coinvolte nel lavoro forzato in Cina dovranno affrontare un’azione rigorosa. (Immagine: Screenshot / YouTube)

    Avviso alle aziende

    L’orribile storia sulle violazioni dei diritti umani in Cina è stata fonte di preoccupazione per l’amministrazione statunitense. Recentemente, il governo ha emesso un avviso che chiede alle società americane che operano in Cina di monitorare le loro attività in modo da non essere coinvolte in violazioni dei diritti umani. Oltre alle imprese, il messaggio era diretto anche alle istituzioni accademiche, agli investitori, ai fornitori di servizi, ecc.

    Il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti (DHS) prenderà severe misure contro le aziende americane che risultano coinvolte in violazioni dei diritti umani in Cina. Infatti, si dice che il DHS stia controllando le aziende e i funzionari aziendali che potrebbero aver beneficiato dell’utilizzo del lavoro forzato nella regione dello Xinjiang.

    Tradotto da: Massimiliano Volpato

    Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/07/16/chinese-human-rights-lawyer-exposes-state-backed-torture.html

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