Banca d’Italia: PIL giù del 9%, poi ripresa in due anni

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(Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Il prodotto interno lordo italiano potrebbe subire un contraccolpo molto duro a causa della pandemia. Le stime parlano di un -6% (Confindustria) fino a un più negativo -9% (Commissione Europea) e potrebbero volerci 2 anni per ritornare a produttività e consumi del 2019.

Secondo Banca d’Italia il prossimo anno si potrebbe poi registrare un aumento del PIL che va dal 2% al 13%, anche se viene precisato nella relazione che è «estremamente arduo» in questo momento poter fare previsioni corrette. «Lo scenario centrale» secondo l’istituto sarebbe quello di una perdita del 9% del PIL nel 2020, seguita da una ripresa del 4,8% nel 2021.

L’Italia è il paese europeo che è stato colpito più duramente dall’epidemia ed è stata la prima a mettere in atto le misure di lockdown, chiudendo di fatto quasi totalmente l’economia per circa due mesi. Solo alcune attività essenziali e alcune catene produttive hanno proceduto senza fermarsi, ma tanti altri settori sono andati in sofferenza.

Ora la situazione sta tornando lentamente alla normalità e per metà giugno anche le ultime attività ancora contingentate dovrebbero tornare operative. Preoccupa un calo dell’occupazione che secondo altre stime di Banca d’Italia potrebbe arrivare a circa -10%, recuperabile per metà l’anno prossimo.