Beijing 2022: Organizzazioni dei diritti umani chiedono blocco di olimpiadi cinesi

Nel 1960, il COI proibì al Sudafrica di partecipare alle Olimpiadi a causa delle accuse di segregazione razziale. Perché il COI non può prendere la stessa posizione contro la Cina per la sua persecuzione di tibetani, uiguri, kazaki e così via?
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I gruppi di difesa hanno chiesto al CIO di spostare dalla Cina le Olimpiadi invernali del 2022. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Diversi gruppi per i diritti umani hanno scritto una lettera congiunta al Comitato Olimpico Internazionale (COI). Chiedono di bloccare la Cina dall’ospitare le Olimpiadi invernali, Beijing 2022 per via delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dal paese. Pechino non vede l’ora di ospitare l’evento per mostrare al mondo quanto il paese sia tecnologicamente avanzato e socialmente ordinato. 

Beijing 2022

La lettera è redatta da 160 Organizzazioni per i diritti umani dal Nord America, Australia, Europa, Africa e Asia. Sottolinea come il governo cinese si sia rinforzato dal prestigio acquisito tramite le Olimpiadi del 2008. Infatti ha istituito subito dopo uno «Stato di sorveglianza orwelliano» in Tibet. Al momento il Partito comunista cinese (PCC) sta detenendo oltre 1 milione di musulmani uiguri nello Xinjiang. Non solo. Sta anche cercando di cancellare la cultura mongola all’interno della Mongolia interna. Fa anche notare che Pechino continua a dare la caccia ad attivisti democratici, avvocati e fondamentalmente a chiunque sia visto come una minaccia dal PCC.

«Nel 2008, il COI ha assicurato alla comunità globale che la situazione dei diritti umani in Cina sarebbe migliorata grazie alla messa in scena dei Giochi; invece, abbiamo visto il contrario. La portata della crisi dei diritti umani in Tibet, nel Turkestan orientale e a Hong Kong richiede un ripensamento di dove si terranno le Olimpiadi invernali del 2022», ha detto Mandie McKeown dell’International Tibet Network. La lettera chiede al COI di mantenere l’impegno a rispettare i suoi principi fondamentali sulla «dignità umana». Ciò è stabilito nella Carta olimpica. Chiede altresì di spostare le olimpiadi invernali, Beijing 2022 dalla Cina. Fengsuo Zhou, un attivista per i diritti cinesi con sede negli Stati Uniti, ha avvertito che permettere alla Cina di ospitare le Olimpiadi equivarrebbe a dare maggior potere al regime comunista.

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Il COI ha sanzionato il Sudafrica nel 1960.  (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Sudafrica fuori nel ’60 per segregazione razziale

In agosto, anche il Congresso mondiale degli uiguri (WUC) ha esortato il COI di spostare le olimpiadi del 2022. Questo, visto il disgustoso trattamento riservato alla comunità. Tuttavia, il COI ha risposto che deve rimanere «neutrale su tutte le questioni politiche globali». Ha sostenuto anche di aver ricevuto «rassicurazioni» dal regime cinese che i principi sanciti dalla Carta olimpica saranno onorati «nel contesto dei Giochi». Questo suona come un argomento ipocrita.

Nel 1960, il COI proibì al Sudafrica di partecipare alle Olimpiadi a causa delle accuse di segregazione razziale. La partecipazione del Sudafrica si consentì solo nel 1992, dopo la rimozione del sistema di apartheid del paese. Perché il COI non può prendere la stessa posizione contro la Cina per la sua persecuzione di tibetani, uiguri, kazaki e così via? Il COI sembra trovare la Cina troppo grande e potente da scontentare. Sta convalidando in sostanza l’idea che le regole morali possono essere riadattate per chi detiene il potere.

La risposta degli Stati Uniti

L’amministrazione Trump sta diventando sempre più severa nei confronti di Pechino. Sta adottando varie misure nei confronti delle aziende, i singoli e le organizzazioni coinvolte nelle violazioni dei diritti umani in Cina. Di conseguenza, alcuni ritengono che gli Stati Uniti potrebbero ritirarsi dalle Olimpiadi invernali del 2022. Il fine è mostrare la loro solidarietà verso le comunità perseguitate dal regime cinese. Nel dicembre dello scorso anno, due senatori statunitensi hanno esortato la NBC Universal a non trasmettere Beijing 2022. Ovvero a mettere «i diritti umani al di sopra dei profitti».

L’amministrazione Trump potrebbe boicottare le Olimpiadi del 2022.  (Immagine: Screenshot / YouTube)

Il presidente Donald Trump non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale al riguardo. All’addetta stampa della Casa Bianca Kayleigh McEnany è stato chiesto della possibilità che Trump sostenesse un boicottaggio. Alla domanda ha semplicemente dichiarato che il presidente degli USA ha tenuto testa alla Cina «a differenza di qualsiasi altro presidente prima di lui nella storia moderna». Nel frattempo, anche il Regno Unito non è molto propenso a sostenere Beijing 2022. Un sondaggio condotto dal media Express ha mostrato che quasi il 90 per cento dei cittadini è d’accordo sul boicottaggio dei giochi da parte del proprio Paese.

Tradotto da: Francesco Cifardi

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/10/03/human-rights-groups-urge-ioc-to-block-china-from-hosting-olympics.html