Belgio, stop agli Istituti Confucio: «sono spie cinesi»

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Il Palazzo Reale Belga. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

La mansione di questi istituti è quella di promuovere la lingua e la cultura della Cina nel mondo. Eppure, al di là dell’operazione culturale cui sono devoti, gli Istituti Confucio sembrano fungere da sistema avanzato di propaganda del Partito Comunista Cinese, ovvero «cercano di modificare» l’immagine di Pechino agli occhi del mondo.

La recente accusa mossa nei confronti del loro operato è quella di mitigare ed edulcorare la visione che diversi paesi del mondo hanno del regime cinese. Nel contempo operano per porre delle proibizioni più o meno palesi nei confronti di iniziative culturali sgradite al Partito Comunista Cinese, anche se effettuate fuori dalla Cina.

Nello specifico infatti si può notare che numerose istituzioni accademiche in Giappone, Canada e un certo numero di paesi europei, hanno recentemente chiuso a seguito di pesanti accuse. Il personale degli Istituti avrebbe svolto compiti di spionaggio o cercato di soffocare la ricerca accademica autonoma sulla Cina.

In Europa l’Università di Lione in Francia, l’Università di Stoccolma in Svezia e l’Università olandese di Leida hanno recentemente terminato la collaborazione con gli Istituti Confucio.

Il servizio di sicurezza dello stato belga (VSSE) ha stabilito che al direttore dell’Istituto Song Xinning, a causa delle attività di spionaggio per conto del governo cinese, sia negato il rinnovo del suo visto lavorativo. Song ha vissuto in Belgio per oltre un decennio.

Peraltro all’accademico cinese è stato negato di entrare nello spazio Schengen dell’Unione Europea, che comprende 26 paesi europei, per otto anni.