Biden annuncia un ordine esecutivo che vieta gli investimenti in 59 aziende cinesi

Rispetto al precedente ordine di Trump, Biden esclude le filiali dal divieto, tranne quando sono elencate dall'Ufficio per il controllo delle attività estere (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Una panoramica generale dello stand China Mobile in mostra durante la 19a Shanghai International Automobile Industry Exhibition, conosciuta anche come Auto Shanghai 2021, al National Exhibition and Convention Center (Shanghai) il 20 aprile 2021. China Mobile è una delle aziende cinesi aggiunte alla lista nera. (Immagine: Zhe Ji/Getty Images
Una panoramica generale dello stand China Mobile in mostra durante la 19a Shanghai International Automobile Industry Exhibition, conosciuta anche come Auto Shanghai 2021, al National Exhibition and Convention Center (Shanghai) il 20 aprile 2021. China Mobile è una delle aziende cinesi aggiunte alla lista nera. (Immagine: Zhe Ji/Getty Images

Il 3 giugno, il presidente Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo che limita il flusso dei capitali americani verso 59 aziende cinesi legate ad attività militari e di sorveglianza. L’ordine è una versione modificata della politica adottata durante l’amministrazione Trump.

“Questo EO impedisce agli investimenti statunitensi di sostenere il settore della difesa cinese, mentre espande al tempo stesso la capacità del governo degli Stati Uniti di affrontare la minaccia delle aziende cinesi di tecnologia di sorveglianza che contribuiscono – sia all’interno che all’esterno della Cina – al controllo delle minoranze religiose o etniche o in altro modo agevolano la repressione e gravi abusi dei diritti umani”, afferma l’ordine esecutivo.

Le aziende nella lista nera includono Huawei Technologies, Fujian Torch Electron Technology, Aero Engine Corp. of China, Hikvision, China Telecom, China Mobile, e Aviation Industry Corp. of China. Il divieto entra in vigore il 2 agosto.

In precedenza, l’ordine esecutivo di Trump del novembre 2020 prevedeva divieti che sono entrati in vigore l’11 gennaio 2021. Agli americani era stato proibito investire in aziende cinesi legate all’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). Inoltre avevano tempo fino a novembre 2021 per cedere le loro partecipazioni in titoli di aziende della lista nera.

Le filiali legate all’esercito ora sono escluse dal divieto

Ci sono due grandi differenze tra l’ordine esecutivo di Trump e quello di Biden:

  • Trump ha incaricato il Pentagono di selezionare l’elenco delle aziende cinesi da inserire nella lista nera. Sotto Biden, questa responsabilità ora appartiene al Dipartimento del Tesoro. In particolare, il Segretario del Tesoro selezionerà le società, sentito il Segretario di Stato, e il Segretario della Difesa sarà consultato solo se necessario.
  • I divieti di Trump si applicavano ampiamente a tutte le filiali che erano “determinate per essere controllate” o che erano “al 50 percento o più di proprietà” delle società cinesi sanzionate. Al contrario, Biden esclude le filiali dal divieto, tranne quando sono elencate dall’Ufficio per il controllo delle attività estere (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Inoltre, per le società cinesi i cui nomi coincidono strettamente a quelli delle società nella lista nera, i divieti non si applicheranno.

In una dichiarazione, Chris Lacovella, CEO di American Securities Association (ASA), ha sostenuto l’ordine di Biden in quanto “continua la repressione della precedente amministrazione sull’infiltrazione della Cina comunista” nei mercati dei capitali americani.

“Per troppo tempo, il PCC ha approfittato delle scappatoie normative per finanziare la sua ascesa militare, un esercito cibernetico che ci attacca, i “campi di rieducazione” utilizzati per perpetrare crimini contro l’umanità sui suoi stessi cittadini, l’uso del lavoro forzato in violazione del diritto internazionale, e la sua nuova posizione la sua nuova posizione di primo inquinatore mondiale”, ha dichiarato Lacovella.

L’ordine di Biden è stato annunciato dopo che due aziende cinesi nella lista nera hanno sfidato con successo il divieto di Trump nei tribunali statunitensi. A marzo, un giudice di Washington ha impedito al Dipartimento della Difesa di vietare gli investimenti americani nella società cinese Xiaomi Corp. A maggio, Lukong Technology ha vinto una causa simile. In seguito alle decisioni dei tribunali, entrambe le società sono state reinserite nelle borse americane.

La National Review riferisce che l’amministrazione Biden ha giustificato i cambiamenti, dicendo che la repressione contro le aziende militari cinesi legate al PLA sarà più efficace. Tuttavia, il senatore repubblicano Marco Rubio e altri critici non sono convinti. In una dichiarazione, Rubio ha affermato che Wall Street sta “aiutando il partito comunista cinese” a indebolire ed eventualmente sostituire la leadership statunitense.

Ha affermato inoltre: “Mentre l’amministrazione ha aggiornato la politica dell’era Trump in modi importanti, sono molto preoccupato che il Dipartimento del Tesoro del presidente Biden sia troppo allineato con Wall Street per intraprendere con quest’ordine esecutivo le azioni necessarie per impedire che i risparmi americani vengano utilizzati per finanziare il partito comunista cinese”.

La Coalition for a Prosperous America (CPA), un’organizzazione no-profit che rappresenta 4,1 milioni di famiglie, ha fatto eco alle preoccupazioni di Rubio. L’amministratore delegato Michael Stumo ha affermato in una dichiarazione che la “forte relazione storica” tra il Dipartimento del Tesoro e Wall Street deve essere seriamente esaminata. “Resta da vedere se [il] Tesoro prenderà azioni decisive per aggiungere nomi a questa lista in futuro”.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/06/09/biden-announces-executive-order-banning-investment-in-59-chinese-companies.html