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    Blogger Cinese: 4 Anni Di Prigione per Aver Criticato Il PCC

    L'avvocato ha sostenuto che le sue dichiarazioni dovrebbero essere protette dalle leggi sulla libertà di parola, ma quasi tutti i giudici del paese emettono sentenze in accordo con gli interessi del Partito.

    Liu Yanli, una famosa blogger in Cina, è stata condannata di recente a 4 anni di prigione da un tribunale locale. La 45enne è stata accusata di «fomentare litigi e provocare problemi» quando tutto ciò che ha fatto è stato criticare alcuni azioni del Partito Comunista Cinese (PPC) e dei suoi leader.

    Imprigionata

    Il tribunale ha ritenuto colpevole Liu per aver fabbricato informazioni false su personalità quali Xi Jinping, il Presidente Mao Zedong, il primo ministro Zhu Enlai e altri. I suoi 28 post sono stati decritti quali insulti e attacchi al Partito Comunista. Il tribunale l’ha accusata di speculare maliziosamente su temi caldi legati all’attualità in un modo che «danneggia l’ordine pubblico». Alcuni post suoi erano critici verso la polizia e la stessa Liu ha affermato di aver subito molestie da parte dei funzionari di polizia a causa di essi.

    Secondo il suo avvocato, il trattamento riservatole è simile a quello che subivano i dissidenti durante la Rivoluzione culturale. A quei tempi, per far soffrire qualcuno bastava dire che era anti-Partito. L’avvocato ha citato i casi di Zhang Zhixin e Lin Zhao, entrambi uccisi a colpi di pistola durante la Rivoluzione culturale, poiché avevano fatto commenti «controrivoluzionari». In modo simile, Liu è andata in carcere per i suoi commenti on line. In realtà, tutte le 29 accuse mosse contro di lei non riguardano nient’altro che questi commenti.

    L’avvocato ha sostenuto che le sue dichiarazioni dovrebbero essere protette dalle leggi sulla libertà di parola, come menzionato nell’articolo 35 della costituzione cinese. Tuttavia, dato che il Partito raramente si attiene a questa legge e che quasi tutti i giudici del paese emettono sentenze in accordo con gli interessi del Partito stesso, non sorprende che Liu sia stata giudicata colpevole e mandata in prigione.

    libri martello giudice
    Quasi tutti i giudici in Cina emettono sentenze in accordo con gli interessi del Partito. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

    «Non ci hanno permesso di farle visita dopo l’isolamento di gennaio… Credo nella sua innocenza. Finché non sarà torturata tanto da diventare pazza, continueremo ad appellarci», ha detto sua sorella Liu Yuehua alla VOA. Liu era un’impiegata di banca prima di diventare una famosa blogger. È stata insignita di due premi legati alla libertà di espressione: lo Zhao Memorial Award nel 2018 e lo Yu Zhijian Memorial Award nel 2019. Ha subito diversi arresti dal 2016.

    Arresti di attivisti

    Negli ultimi mesi diversi attivisti sono stati presi di mira dal regime cinese perché le loro attività non si allineano a quelle del Partito. Il 29 aprile Xie Wenfei, una attivista veterana per i diritti umani, è stata arrestata dalla polizia con l’accusa di «aver fomentato litigi e aver causato problemi». Durante i primi giorni dell’epidemia di COVID-19, il regime cinese ha arrestato tre giovani che avevano archiviato offline contenuti censurati sul virus. Wenfei non solo ha messo in discussione questi arresti, ma ha anche firmato una petizione online per onorare il Dottor Li Wenliang, l’informatore del COVID-19 che è stato messo a tacere da Pechino e che alla fine è morto a causa dell’infezione.

    mascherina guanti Covid -19
    Durante i primi giorni dell’epidemia di COVID-19, il regime cinese ha arrestato tre giovani che avevano archiviato offline contenuti censurati sul virus. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

    A febbraio, i funzionari cinesi hanno arrestato Xu Zhiyong, fondatore del Movimento dei Nuovi Cittadini ed ex professore di diritto. Xu ha pubblicato un saggio in cui ha fortemente criticato Xi Jinping per aver gestito male la crisi del COVID-19 e la situazione di Hong Kong e ha chiesto le dimissioni dal suo incarico presidenziale. È stato arrestato mentre cercava rifugio a casa di un amico. I funzionari non hanno risparmiato quest’ultimo, arrestandolo insieme alla moglie e al figlio con l’accusa di «nascondere i criminali». Fortunatamente, questi sono stati rilasciati più tardi. PEN America ha annunciato che conferirà a Xu il premio PEN/Barbey Freedom to Write Award 2020.

    Tradotto da: Massimiliano Volpato

    Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/06/11/chinese-blogger-sentenced-to-4-years-in-prison-for-criticizing-ccp.html

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