Buon 26 Luglio A Tutte Le Anne Del Mondo!

Nella città di Kirchhain, Germania, esiste un parco ricco di statue stupende, frutto di un amore. Furono costruite nel 1914 dal proprietario del birrificio Heinrich Bopp di Marburg, che le dedicò alla moglie Anna. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

oggi, 26 luglio, è Sant’Anna, felice onomastico allora per tutte le Anne del mondo! Il vostro nome deriva dall’ebraico Channah, ovvero «grazia», quindi grazia divina, misericordia, pietà. Questo nome ha un’ antica e nobile storia.

Quando nasci due persone pensano ad un nome per te e forse quel nome, in realtà, non è casuale. Ovvero in base al tuo percorso in questa vita dovevi ricevere proprio quel nome lì, legato ad una particolare vibrazione, suono, una particolare energia che vibra tutte le volte che ti presenti al mondo.

Secondo l’onomastica, in esso sono impressi il carattere, la personalità di colui al quale il nome appartiene. Chiunque abbia quel nome ha significati in comune e chiamarsi oggi Anna vuol dire chiamarsi come le Anne di migliaia di anni fa, ricordate per le loro virtù e gesta. Riscoprendole, si ritorna a noi qui oggi, ma con nuovi significati. Più profondi.

Secondo Paginainizio.com «Coraggiosa e perseverante è consapevole che nella vita occorre lottare anche di fronte alle sconfitte. Il suo carattere tenace nasconde però anche un lato dolce, protettivo e tenero, che fa di lei una persona molto apprezzata.»

Sant’Anna, madre di Maria e l’angelo in sogno

Invocata per facilitare il parto, per trovare gli oggetti perduti e allontanare la miseria. È infatti la santa che protegge le gestanti, le vedove e le ricamatrici, i fabbricanti di calze e guanti, le sarte, gli scultori, gli straccivendoli, i moribondi, i minatori, i naviganti e i tornitori. Per proteggere persone così semplici e umili, lavori così dignitosi e logoranti, deve aver avuto davvero un gran cuore.

Nell’Antico Testamento è «Channah», ovvero la madre del profeta Samuele; mentre nel Nuovo è il nome della profetessa che riconosce Gesù come Messia. Tuttavia, secondo la tradizione, è colei che ha dato alla luce la Vergine Maria. Il cristianesimo antico dice che era moglie di Gioacchino, uomo virtuoso della tribù del Regno di Giuda e della stirpe di Davide.

Quando il marito si ritirò tra i pastori nel deserto, in seguito all’umiliazione pubblica subita a causa della sua sterilità, ad Anna sarebbe apparso un angelo, apparso nello stesso momento in sogno a Gioacchino, che le avrebbe annunciato l’arrivo di un figlio. Secondo gli artisti medievali, il loro successivo incontro a Gerusalemme, nei pressi della Porta Aurea e il loro casto bacio, sarebbero stati i momenti sacri del concepimento di Maria.

Sant'Anna carro Molise festa
Carro con grano e paglia lavorati che trasporta Sant’Anna ogni anno il 26 luglio, durante la Festa del Grano di Jelsi (Molise). (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Oggi a Gerusalemme, nella zona della Porta dei Leoni, a nord est della città vecchia, sorge una chiesa costruita dai crociati nel XII secolo, dedicata a sant’Anna e custodita dai Padri Bianchi. Qui, secondo la tradizione, vissero Gioacchino e Anna e dove sarebbe nata e cresciuta Maria.

Anna Perenna, dea romana dell’anno

Nell’antica Roma ci si augurava «annare perannareque commode» (passare un buon anno dall’inizio alla fine). I romani la veneravano infatti come la dea dell’anno e del suo perpetuo ritorno, mentre secondo un’altra versione era un’anziana donna di nobile animo che diede da mangiare focaccine ai plebei romani, nutrendoli durante periodi difficili. Tuttavia, seguendo che la radice sanscrita «ann» (cibo) rappresentava all’origine la divinità dell’abbondanza e del nutrimento. Seguendone l’etimologia, un’altra versione la riconduce a amnis perennis, la divinità delle acque, o secondo un nome etrusco alla dea della terra. Le origini del mondo contadino la riconducono alla dea della natura festeggiata all’inizio della primavera.

oggetti Anna perenna fontana Roma
Oggetti antichi, utilizzati per rituali magici ritrovati presso la fontana di Anna Perenna a Roma. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

A voi dedicato il primo Parco Nazionale della Pace

L’antico borgo di Sant’Anna di Stazzema è adagiato sul versante marittimo delle Alpi Apuane, vicino al Monte Corchia (Lucca, Toscana). Già stupendo di suo, di ancor più stupendo c’è che ospita il primo Parco Nazionale della Pace in Italia ed in Europa. Tra le valli che circondano la piccola comunità e nei volti di chi la abita, vibra un forte messaggio di pace e di convivenza tra i popoli. Infatti durante la seconda guerra mondiale, precisamente il 12 agosto 1944, qui morirono oltre 500 persone, in gran parte donne, anziani e bambini, a causa della follia ideologica di uno dei regimi totalitari della storia, il nazifascismo. Il parco nasce quindi per diffondere importanti significati morali e civili.

Parco della Pace San'Anna di Stazzema
Tra le meraviglie paesaggistiche del Parco della Pace e i tradizionali piccoli borghi attorno al Monte Borchia, ecco il memoriale in ricordo dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Nel Museo Storico della Resistenza vengono presentati filmati, ambienti emozionali e software interattivi, letture e foto per «respirare» la storia di questi luoghi, conoscere le tradizioni locali, il patrimonio naturalistico del parco. La galleria fotografica, a cura di Oliviero Toscani consente di viaggiare con la fantasia ripercorrendo i tempi passati, attraverso i volti dei superstiti e la narrazione delle loro vicende.

La storia delle Anne del mondo, dai primordi, narra di donne forti e molto dedite, di animo dolce e compassionevole. Le tradizioni di tutto il mondo, di tutti i popoli, spesso portano con sé immensi valori che possono fungere da ispirazione per le donne e gli uomini di oggi.

Scritto da Massimiliano Volpato