Cambiamenti climatici: Rapporto parla di «punto di non ritorno»

Secondo l'ecologista Merritt Turetsky, l'ipotesi dello studio di «sciogliere» il permafrost stesso è un problema, poiché esso non si scioglie, ma si scongela.
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Uno studio sui cambiamenti climatici che fa sorgere preoccupazione è stato sfatato. (Immagine: tramite pixabay / CC0 1.0)

Un recente rapporto sui cambiamenti climatici afferma che l’umanità è «oltre il punto di non ritorno». Tuttavia è stato sfatato da un gruppo di scienziati. Lo studio sostiene che il Permafrost artico, ricco di carbonio, si sta sciogliendo in modo irreversibile e che il processo continuerà, riscaldando il pianeta per molti secoli. La ricerca, condotta da Jørgen Randers & Ulrich Golüke, è stata pubblicata sulla rivista Nature.

Debunking

Secondo il rapporto, bruciare combustibili fossili come carbone, petrolio, gas, ecc., rilascia gas serra. Questi riscaldano le temperature globali e alla fine causano un aumento del livello del mare. I ricercatori dello studio hanno creato modelli dell’impatto dell’aumento delle temperature. Hanno concluso dunque che non saremo in grado di fermare lo scioglimento del permafrost se ci concentriamo esclusivamente sulla riduzione delle emissioni di gas serra.

Lo studio ipotizza che entro il 2500 la temperatura della Terra sarà di circa 18 gradi più alta di quella del 1850, mentre il livello del mare aumenterà di 2,5 metri. Per evitare una tale catastrofe, il mondo dovrebbe catturare 33 gigatoni di anidride carbonica dall’atmosfera ogni anno a partire dal 2020. Si tratta della stessa quantità di CO2 che rilasciò l’industria dei combustibili fossili nel 2018.

Il rapporto ha ricevuto critiche da molti scienziati che si interrogano sulla sua metodologia e analisi. «Ad essere sinceri, il documento è una vera e propria sciocchezza che non avrebbe dovuto superare alcuna revisione paritaria competente… È un interessante esperimento mentale, ma i suoi risultati dovrebbero essere presi con estremo scetticismo fino a quando modelli di sistemi terrestri più complessi non produrranno risultati simili», ha detto a  Gizmodo Zeke Hausfather, uno scienziato del clima e analista dei sistemi energetici.

Rapporto impreciso

Secondo l’ecologista Merritt Turetsky, l’ipotesi dello studio di «sciogliere» il permafrost stesso è un problema, poiché esso non si scioglie, ma si scongela. Il fatto che i ricercatori non siano riusciti a differenziare le due cose le fa credere che non sappiano cosa sia in realtà il cosiddetto permafrost. Inoltre, i modelli di cambiamenti climatici utilizzati nello studio sembrano troppo semplicistici. Modelli complessi possono mostrare più accuratamente cose come i modelli di circolazione degli oceani, il vapore acqueo nell’atmosfera, e così via, che contribuiranno al riscaldamento.

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Il movimento su larga scala dell’acqua e dell’aria negli oceani non è incluso nel modello. (Immagine: Pixabay / CC0.1)

Anche il movimento su larga scala di acqua e aria negli oceani e nell’atmosfera non è incluso nello studio dei ricercatori. Inoltre, lo studio sui cambiamenti climatici ha un altro enorme difetto: sopravvaluta il potenziale di riscaldamento delle emissioni di metano. Secondo i ricercatori, il metano sarà il principale fattore di aumento delle temperature in futuro. Tuttavia, questo finisce per far loro esagerare il potenziale aumento di temperatura prodotto dalle concentrazioni di metano del loro modello.

Cambiamenti climatici di Temperatura

L’aumento della temperatura è anche una minaccia per la salute umana. Ogni anno muoiono più persone per il caldo che per complicazioni sanitarie. Inoltre, il calore può peggiorare i sintomi di alcune malattie come le malattie renali, il diabete e l’asma. Negli Stati Uniti, le ondate di calore uccidono un gran numero di persone in luoghi come Seattle, Nebraska, New York City, Los Angeles e così via.

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Ogni anno muoiono più persone a causa del caldo che per complicazioni sanitarie. (Immagine: Pixabay/ CC0.1)

Le variazioni di temperatura possono anche favorire malattie infettive. Negli Stati Uniti, le infezioni come la malattia di Lyme stanno già diventando un’importante grattacapo in regioni dove non si vedevano in precedenza. Dal 1995, il numero di casi di Lyme in America è triplicato.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/12/05/climate-change-report-claiming-point-of-no-return-exposed.html