Casi di covid-19 in Italia e nel mondo: uno sguardo ai vaccini

Si evidenzia un certo abbassamento del cosiddetto indice Rt e la graduale discesa del livello della curva dei contagi. Tuttavia, il numero dei decessi rimane altamente preoccupante in tutta Italia.
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Continua l'allerta a livello globale.(Immagine: Pixabay )

Dall’ultima conferenza stampa dell’Istituto Superiore della Sanità sull’analisi dei dati del Ministero della Salute, sono emersi segnali di miglioramento per ciò che riguarda la diffusione del covid-19, in riferimento all’ultimo periodo. Si evidenzia di fatto, un certo abbassamento del cosiddetto indice Rt e la graduale discesa del livello della curva dei contagi. Tuttavia, il numero dei decessi rimane altamente preoccupante in tutta Italia e nel mondo. Nel territorio italiano, i casi positivi attuali sono 757.702, le persone dimesse o guarite 872.385 e i morti 58.852.

«La curva è in decrescita anche se la situazione in Italia è un po’ a metà». Così il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. «Il Natale avrà una sua unicità» ma questo è il tempo di «abbassare la curva. Con questi numeri è molto difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa, aggregazioni e raduni in particolare di persone che provengono da quadri epidemiologici diversi». Sarà un Natale diverso, il primo e auspicabilmente l’ultimo.

Così continua la classificazione dell’Italia divisa a colori dai Dpcm sempre aggiornati. Quindi zona rossa, arancione e gialla per le varie città italiane che si apprestano a celebrare un «Natale particolare».

Casi di covid-19 nelle diverse aree del mondo

D’altro canto, i casi COVID-19 sono aumentati costantemente in tutta l’UE / SEE e nel Regno Unito dall’agosto 2020. Tuttavia l’impatto non è lo stesso in tutti i Paesi. In diverse aree infatti, l’aumento osservato è associato al maggior numero di tamponi-test effettuati e all’intensa trasmissione tra le persone tra i 15 ei 49 anni di età. Mentre la maggior parte dei rilevamenti riguarda casi lievi o asintomatici.

In sostanza, analizzando le informazioni disponibili, si è notato che i Paesi UE / SEE che continuano ad essere tendenzialmente stabili includono Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Liechtenstein e Norvegia.

Mentre i Paesi fonte di grave preoccupazione sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca, Danimarca, Francia, Ungheria. Oltre che Islanda, Irlanda, Italia, Germania, Lettonia , Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Oggettivamente, a livello globale al 3 dicembre 2020, l’OMS segnala 63.965.092 casi confermati di COVID-19, inclusi 1.488.120 decessi.

Detto ciò, la speranza nella ricerca scientifica, porta ad auspicare nella soluzione che la gente di tutto il mondo attende.

La speranza del vaccino

mappa vaccino casi covid-19
La tabella di marcia prevede una prima partita di dosi all’inizio del 2021. (Immagine: Pixabay / CC0 2.0 )

Occorre sottolineare che le prime dosi del vaccino saranno disponibili già dal prossimo gennaio. Saranno destinate a medici, infermieri, operatori sanitari e agli anziani nelle Rsa.

Poi, ha dichiarato il ministro della salute Roberto Speranza, «si inizieranno a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazione appartenenti ai servizi essenziali, tra cui gli insegnanti e il personale scolastico, le Forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità». Nell’illustrare il Piano strategico nazionale per la distribuzione del farmaco, il ministro Speranza ha annunciato che sarà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani ma non sarà obbligatorio (come riporta ilfattoquotidiano.it).

La tabella di marcia prevede una prima partita di dosi all’inizio del 2021. Invece «il cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l’estate».

Le dosi garantite all’Italia sono al momento 202 milioni, di cui inizialmente 8 da Pfizer e oltre 1 milione da Moderna. Ma «se tutti i processi autorizzativi» dovessero andare a buon fine, l’Italia potrebbe contare su milioni di dosi. Le aziende fornitrici sono Astrazeneca, Johnsson, Sanofi, Pfizer-Biontech e Moderna con oltre dieci milioni di dosi.

Il ministro ha però ricordato che «non sono i singoli Stati a trattare con le case farmaceutiche ma è la commissione Ue a negoziare per tutti gli stati europei. Le trattative avviate si sono concentrate su un gruppo di aziende con vaccini con diverse tecnologie e saranno distribuiti agli Stati secondo le popolazioni, con più dosi nel secondo e terzo trimestre 2021».