Cina Tradizionale: Case da tè, storia ed evoluzione

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Le case da tè hanno attraversato numerose trasformazioni durante la storia della Cina e sono state parte integrante della vita della società. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

Le case da tè cinesi hanno una lunga storia. Esse affondano infatti le loro antiche radici ai tempi della letteratura e della poesia della dinastia Tang (618-907 d.C).

Evoluzione storica e «cerimonia del tè»

Riservate ai ceti sociali più colti ed elevati, nascono come luogo dove andare a socializzare, a bere, a parlare di affari, a risolvere questioni commerciali o familiari e ricevere visite formali ed informali: tutto ciò davanti ad una tazza di tè preparato a regola d’arte.

Solo a partire dalla dinastia Qing, le sale da tè diventarono di dominio pubblico ed aperte a tutti. Dai toni semplici e frugali ispirati dal giovane monaco Lu Yu, si passa alle lacche sgargianti, ai giardini ricchi di acque ed alle luminose e coloratissime lanterne.

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La cerimonia del tè ha assunto nel tempo un significato estetico e filosofico. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

Le case da tè si trasformarono così in luoghi di divertimento dove si esibivano orchestre e danzatrici; buffoni e cortigiane offrivano svariati servizi oltre al tè. Tra le attività di intrattenimento, si poteva assistere a spettacoli di arte folcloristica cinese come canti, balli e racconti di storie, come pure alle «gare di tè».

Una delle loro caratteristiche principali era la raffinatezza e l’eleganza e la qualità delle loro decorazioni interne, considerate opere d’arte di alto livello e molto raffinate sotto molti profili.

Ed è così che si sviluppa il «Gong Fu Cha», prima di un’arte, un rito conviviale, il modo migliore per servire il tè agli ospiti.

Si tratta di un rituale composto da una serie di movimenti e regole per trasformare il tè in un momento sublime. Inoltre, il rito del tè entrò anche alla corte Imperiale dove i cuochi inventarono una serie di piatti prelibati di semplice degustazione da abbinarvi.

Nelle sale da tè di epoca Qing si usavano piccole teiere che venivano riempite quasi completamente di foglie e si facevano numerosissime infusioni usando sempre lo stesso impacco. Si discuteva e si mangiava davanti alla stessa teiera per delle ore intere.

Successivamente con l’arrivo del tè in foglie, si sviluppa la produzione del sencha e dei tè in foglie cresciuti in pieno sole (a differenza delle foglie destinate a diventare matcha). Venivano serviti usando teiere di terracotta o ceramica in un rito semplice e per molti versi simile al gong fu cha cinese e veniva usato nelle sale da tè pubbliche.

Architettura e allestimenti

L’architettura della casa da tè è semplice e povera ma si usano materiali ricercati che si dispongono secondo i canoni dei grandi maestri ed architetti (può costare quindi molto più di una casa intera).

Non c’è arredamento, tranne che per il piccolo altare dove è allestita una composizione floreale per il tè, la Chabana, l’Ikebana per il tè o delle scritture sacre e poesie che vengono appese, il Kakemono.

Il pavimento è composto di tatami (una casa da tè tradizionale parte dai due tatami, ma spesso non supera i quattro o sei tatami) ossia l’unita di misura delle case giapponesi, delle stuoie in paglia pressata e rifinite con nastri di stoffa.

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Sebbene semplice, l’architettura delle case da tè poteva risultare immersivo e rilassante. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

L’arredamento è dato dai riflessi della luce che penetrano nella casa attraverso le sottili pareti di carta di riso. Sui tatami gli ospiti dovrebbero «scivolare» in modo sottile evitando di camminare in modo pesante e rimanere in silenzio durante tutta la cerimonia.


All’ingresso si trova la panchina: la koshikake machiai, è la panchina dove gli ospiti aspettano di entrare. Spesso è coperta da una tettoia di legno, gli ospiti arrivano con almeno mezz’ora di anticipo e rimangono seduti sulla panchina ad ammirare il giardino e a preparare lo spirito per la cerimonia.


Anche il giardino è importante e rappresenta il preambolo alla casa. Spesso è composto da sole pietre e ghiaia sistemate in modo da ricordare una figura animale o vegetale, in modo da poterlo osservare dall’interno dell’ambiente.


Il sentiero: il «roji» (letteralmente la terra coperta di rugiada) è un tracciato di pietre che collega la panchina alla casa da tè. È composto da pietre di varia grandezza e ciuffetti di erba o piante spuntano da esse in modo naturale. Una lanterna grande viene posta all’esterno, altre piccole lanterne vengono poste lungo il percorso che porta alla casa.


Percorrere il «roji» è il primo passo meditativo della cerimonia: camminando è necessario spogliarsi del superfluo e del quotidiano entrando quindi in una atmosfera mistica e meditativa.


Hong Kong e tutta la regione del Guandong sono la culla di questa tradizione, che si svolge nei week end in grandi ristoranti o sale da tè, dove a partire dalle undici del mattino si iniziano a degustare tè e mangiare dim sum.

Se non si è mai avuto occasione di recarsi ad Hangzhou, la città del famoso tè Longjing è consigliato non perdersi queste particolari case da tè: Qingteng Teahouse e Hupanju Teahouse.