Cittadini canadesi assistono al genocidio uiguro: la vita nello Xinjiang è come “un enorme penitenziario”

La coppia di cittadini canadesi conferma gli atti di genocidio uiguro, descrivendo la sorveglianza del semplice entrare in un negozio di alimentari come se si trattasse della sorveglianza di un aeroporto.
Sostenitori e membri del Movimento di risveglio nazionale del Turkistan orientale si radunano fuori dalla Casa Bianca per sollecitare gli Stati Uniti a porre fine agli accordi commerciali con la Cina e ad agire per fermare l'oppressione degli uiguri e di altri popoli turchi il 14 agosto 2020 a Washington DC. Una coppia canadese che ha vissuto nello Xinjiang per più di un decennio ha descritto le condizioni come un

Due cittadini canadesi vissuti per quasi un decennio nella zona autonoma cinese dello Xinjiang si sono fatti avanti. Hanno detto di aver assistito alla trasformazione della regione in uno stato di sicurezza mentre il genocidio uiguro del Partito Comunista Cinese (PCC) aumentava.

I cittadini canadesi confermano la pressione del PCC che ha portato al genocidio uiguro nello Xinjiang

Gary e Andrea Dyck sono cittadini canadesi che hanno vissuto nello Xinjiang per quasi un decennio. In un’intervista con AFP , Andrea, che si è stabilita nello Xinjiang insieme a suo marito Gary nel 2007, ha affermato che col passare del tempo sono state imposte sempre più restrizioni ai musulmani uiguri. Quasi ogni settimana una nuova regola era imposta alla comunità.

Nel 2009, il PCC ha iniziato a smantellare i quartieri uiguri. Le persone sono state allontanate dalle tradizionali strutture di vita comunitaria e trasferite in condomini. Il partito ha avviato una campagna di eliminazione delle tradizioni e della fede uigura, ponendo restrizioni sull’abbigliamento, la lingua, il cibo e la religione. Andrea racconta di aver letto un cartello in un importante mercato che vietava di parlare nella lingua madre turca degli uiguri.

Nel 2016 il regime comunista ha intensificato notevolmente la persecuzione. La coppia di cittadini canadesi riferisce che c’erano molte più pattuglie di polizia che presidiavano la regione, con sempre più telecamere a circuito chiuso ai posti di blocco e agli incroci principali. Hanno descritto la sorveglianza del semplice entrare in un negozio di alimentari come se si trattasse della sorveglianza di un aeroporto.

area rurale  Xinjiang
Una foto di un’area rurale nella zona autonoma dello Xinjiang nel 2014. (Immagine: 
Giggs Huang tramite 
Flickr CC BY ND 2.0)

Campi di internamento

Successivamente furono costruiti i famigerati campi di internamento. I membri della comunità uigura vennero mandati in questi campi, privi della possibilità di opporsi alla brutalità e alla tecnocrazia del regime. Vicino a dove risiedevano i Dyck venne costruito un centro di detenzione che, secondo Gary, era costantemente monitorato da telecamere di sicurezza. Inoltre era circondato da un muro di 4 metri con filo spinato.

Poiché gli uiguri erano terrorizzati, molti di loro hanno fatto ricorso a finti post sui social media nel tentativo di sfuggire alle autorità. I Dycks affermano che alcuni giovani uiguri hanno pubblicato video di loro stessi che bevono o fumano per apparire “meno musulmani”.

«Alcuni amici di nostro figlio di 15 anni avrebbero presto compiuto 18 anni, ma si sentivano impauriti dal fatto che sarebbero diventati maggiorenni e si chiedevano se fossero stati portati in questi campi, […]erano spaventati per questa ragione.», ha raccontato Gary all’AFP. In quale altro posto al mondo un diciassettenne ha il terrore di compiere 18 anni?

La coppia di cittadini canadesi ha lasciato lo Xinjiang nel 2018, unendosi a un enorme esodo di stranieri. Gary ha descritto l’intera regione come se fosse divenuta un «enorme penitenziario». La coppia temeva che se fossero rimasti più a lungo, gli uiguri che li conoscevano avrebbero potuto essere portati nei campi di concentramento solo per essersi associati con gli stranieri.

Solo i tribunali nazionali

L’ammissione di Gary e Andrea arriva mentre i deputati britannici alla Camera dei Comuni hanno approvato una mozione. Questa dichiara la persecuzione degli uiguri da parte di Pechino un genocidio. Invece il governo di Boris Johnson si è opposto alla mozione. Il ministro asiatico Nigel Adams ha affermato che, nonostante ci fossero forti prove a sostegno della dichiarazione di genocidio, solo i tribunali nazionali e internazionali lo avrebbero potuto stabilire.

Tim Loughton, un deputato conservatore, ha sottolineato in un discorso che solleverà la questione dell’erosione della libertà e della democrazia di Hong Kong e della persecuzione degli Uiguri insieme alle parti interessate.

«Per troppo tempo la Cina l’ha fatta franca per il fatto che la gente si rifiuta di denunciarli e di opporsi. Oggi, continueremo a resistere alla Cina, e ci uniremo a voi, ai parlamentari e ad altri in tutto il mondo per dire alla Cina: Non riuscirete più a sfuggire a tutto questo. Vi stiamo facendo uscire allo scoperto».

Schiavitù e tratta

Una recente denuncia di Sky News ha rivelato la tratta degli schiavi uiguri in corso sull’ Internet cinese. Secondo i media, la manodopera uigura viene venduta in lotti da 50 a 100 lavoratori sulla versione cinese di Google, Baidu. Quando Sky ha contattato Baidu per un commento sulla questione, l’azienda ha rifiutato di rispondere. Uno degli elenchi pubblicati su Baidu affermava che «la sicurezza dei lavoratori sarà garantita dal governo».

Non c’era alcuna indicazione che i lavoratori sarebbero stati in qualche modo risarciti. Un rapporto pubblicato a marzo dall’Australian Strategic Policy Institute (ASPI) stima che il numero di uiguri trasferiti dallo Xinjiang alle fabbriche in tutta la Cina è di circa 80.000.

In un’intervista al giornale giapponese Sankei Shimbun, una ginecologa uigura in esilio, chiamata Gulgine, ha rivelato che negli ultimi anni il territorio dello Xinjiang ha visto quasi 80 interventi di sterilizzazione forzata al giorno. Racconta come molte donne uigure venivano semplicemente caricate su dei camion e portate in un centro di sterilizzazione. Qui la procedura veniva effettuata su di loro in soli cinque minuti. Dice che molte delle donne piangevano, perché non sapevano cosa veniva fatto loro. La ginecologa ammette di aver condotto lei stessa tali operazioni, e di essere stata anche lei sterilizzata come membro dal progetto del governo.

Grande ipocrisia aziendale

Il rappresentante Drew Ferguson (R-GA) ha recentemente richiamato le società americane per l’ipocrisia delle loro critica alle leggi approvate da legislatori americani democraticamente eletti mentre firmavano accordi nella Cina comunista. All’indomani parlava delle mega aziende come Delta Airlines, ViacomCBS , e Coca-Cola. Queste hanno criticato la Georgia per aver approvato leggi di riforma dell’integrità elettorale, dal momento che le leggi presumibilmente limitano i diritti di voto.

Ferguson ha dichiarato in un intervista al Breitbart News Daily, che le aziende che conducono affari con il PCC mancano di credibilità sulla questione dei diritti umani, «Penso che tu debba denunciare l’ipocrisia delle aziende».

migranti lavorano in una fabbrica di cotone Xinjiang
I migranti lavorano in una fabbrica di cotone il 15 ottobre 2005 nella città di Shihezi della provincia dello Xinjiang. Gli uiguri sono stati venduti sulla versione cinese di Google, Baidu, in lotti da 50 a 100 per eseguire manodopera a basso costo e / o gratuita. (Immagine: Guang Niu / Getty Images)

«Se vuoi entrare e colpire la nostra legislatura georgiana, ma continui a pilotare aeroplani e vendere bevande zuccherate in Cina, dato il loro record di diritti umani, allora penso che tu abbia qualche risposta da dare».

Ha continuato: «Come potete continuare a perseguire una legge [elettorale] in Georgia che è effettivamente ampia e migliore, mentre state firmando accordi con aziende cinesi che fanno miliardi di dollari e stanno uccidendo un’intera generazione di Uiguri? Quanto è sbagliato

Varie aziende di abbigliamento cessano la produzione proveniente dalla regione dello Xinjiang

L’NBA ha affrontato sempre più critiche per aver firmato vari accordi con imprese cinesi che usano cotone prodotto da schiavi nello Xinjiang. La stella dei Golden State Warriors Klay Thompson ha recentemente firmato un accordo con il produttore cinese di abbigliamento Anta del valore di 80 milioni di dollari. Anta usa cotone proveniente dalla regione dello Xinjiang dove il PCC gestisce campi di lavoro per schiavi.

Anche marchi come H&M e Nike stanno affrontando un’enorme pressione perché stanno cessando le loro attività con le aziende cinesi che utilizzano tale manodopera.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/04/29/canadian-nationals-who-witnessed-uyghur-persecution-for-a-decade-describe-living-in-xinjiang-as-like-being-in-a-huge-penitentiary.html