Comunismo: come si manifesta oggi secondo Paul Kengor

«Cos'è il comunismo se non una specie di danza della morte? In nessuna ideologia del passato si possono trovare in tutta la storia i responsabili di tante morti quanto il comunismo. Almeno cento milioni solo nell'ultimo secolo» dichiara Kengor.

Il 31 dicembre Crossroads, canale di The Epoch Times, ha intervistato Paul Kengor, Direttore dell’Istituto per la Fede e la Libertà e professore di Grove City College.

Nel suo libro Il diavolo e Karl Marx, l’autore sostiene che Marx ed Engels hanno gravemente frainteso la natura umana quando hanno lanciato la loro guerra alla fede e alla tradizione con Il manifesto Comunista.

Ha proseguito: «Se doveste chiedere a qualcuno, «Ok definisci il comunismo in una frase». È facile. Marx ed Engels l’hanno fatto per te. Ok, eccola: l’intera teoria o programma comunista può essere riassunta in una singola frase. Quello che sto dicendo qui è letteralmente uscito dal Manifesto: «Abolizione della proprietà privata».

«Il diritto alla proprietà è fondamentale per la natura umana, per non parlare di qualsiasi economia operativa ovunque. Quindi, di nuovo, questi ragazzi, Engels, Marx, Marx in particolare… hanno sbagliato la loro antropologia. Hanno sbagliato la loro comprensione della natura umana». Kengor ha detto che il diritto alla proprietà privata è «una legge giudaico-cristiana di base… Voglio dire, dalla caverna al tribunale il diritto alla proprietà è fondamentale per la natura umana, per non parlare di qualsiasi economia operativa ovunque».

«Mia figlia di nove anni può dirti che dovranno uccidere cento milioni di persone per metterlo in atto… Per abolire la proprietà privata, avrai una guerra tra le mani. Avrai bisogno di pistole. Avrai bisogno di gulag».

Eppure a livello istituzionale sono state promosse idee tragicamente errate.

Il «nuovo mondo coraggioso» del World Economic Forum entro il 2030

Nel 2016, Ida Auken, un membro del Parlamento in Danimarca, ha scritto per il Forum economico mondiale globalista (WEF). Dice: «Benvenuti nell’anno 2030. Benvenuti nella mia città – o dovrei dire, «la nostra città». Non possiedo niente. Non possiedo una macchina. Non possiedo una casa. Non possiedo né elettrodomestici né vestiti». 

L’articolo di Auken descrive una divertente utopia in cui la comunicazione è completamente gratuita e digitalizzata. Invece il trasporto privato è stato completamente sostituito da un ecosistema pubblico composto da auto senza conducente e persino da auto volanti. «Ora non riesco a credere che abbiamo accettato la congestione e gli ingorghi, per non parlare dell’inquinamento atmosferico causato dai motori a combustione. Cosa stavamo pensando?»

La fantasia continua a descrivere una città dove non paga l’affitto. Questo perché «qualcun altro usa il nostro spazio libero ogni volta che non ne abbiamo bisogno. Il mio soggiorno viene utilizzato per riunioni di lavoro quando non ci sono». Non possiede nemmeno utensili da cucina perché «Da quando il trasporto è diventato gratuito, abbiamo smesso di avere tutte quelle cose infilate in casa nostra … Possiamo ordinarle quando ne abbiamo bisogno.»

«Molte delle persone che sostengono queste cose non sanno quanto sia incendiario, distruttivo e in alcuni casi diabolico [il comunismo]»

All’improvviso, il dolce sogno di Auken chiarisce la realtà da incubo del futuro globalista: «Di tanto in tanto [sic] mi infastidisce perché non ho una vera privacy. Non ho dove posso andare e non essere registrato. So che, da qualche parte, tutto ciò che faccio, penso e sogno è registrato. Spero solo che nessuno lo usi contro di me». Ma apparentemente, un sacrificio totale di libertà e indipendenza va bene perché «Tutto sommato, è una bella vita. Molto meglio del percorso che stavamo percorrendo, dove è diventato così chiaro che non potevamo continuare con lo stesso modello di crescita».

La Cina è più che felice di metterci su questa strada globalista.

La globalizzazione del Partito Comunista Cinese attraverso la Belt and Road Initiative

Nel luglio del 2019 il WEF ha tenuto la conferenza «New Champions 2019» a Dalian, in Cina. Il premier del PCC Li Keqiang ha tenuto un discorso all’evento. Ha promosso apertamente la visione della globalizzazione del Partito: «Una tendenza problematica che vediamo in questo momento è quella di fare semplicisticamente della globalizzazione economica un capro espiatorio, piuttosto che aiutare in qualche modo, ciò non farà altro che minare le fondamenta della crescita economica e commerciale mondiale».

«È fondamentale che i paesi rimangano impegnati nella direzione generale della globalizzazione economica e promuovano la liberalizzazione e la facilitazione del commercio e degli investimenti». 

Li ha continuato, rivelando che ciò che intende per «globalizzazione economica» è l’Iniziativa Belt and Road del PCC. «L’iniziativa Belt and Road proposta dalla Cina mira a promuovere uno sviluppo inclusivo incoraggiando l’integrazione di più paesi e regioni nella globalizzazione economica… Accogliamo con favore la partecipazione attiva di tutte le parti al fine di realizzare uno sviluppo interconnesso e vantaggioso per tutti attraverso una cooperazione reciprocamente vantaggiosa».

La realtà della cosiddetta «direzione generale della globalizzazione economica» e dello «sviluppo interconnesso e vantaggioso per tutti» è stata illustrata nelle e-mail rilasciate a dicembre dal governo canadese. In breve, «descrive il modello hub and spoke con cui la Cina negozia bilateralmente con una serie di partner sotto un’organizzazione ombrello in gran parte simbolica». Ciò significa che nel modello globalista del PCC, se gli Stati Uniti vogliono negoziare con l’Inghilterra, o Il Canada vuole negoziare con la Francia, tutto passa nientemeno che dal Partito Comunista Cinese, dando un nuovo significato al termine «regno di mezzo».

Lontano dalla felice utopia di Auken, il comunismo è una sanguinosa distopia

Kengor ha commentato di essere stato testimone dell’ignoranza delle radici del credo socialista nella mentalità dei giovani di oggi che sono stati pesantemente indottrinati con idee di sinistra: «Lo sento dire sempre più spesso alla gente… alcuni sondaggi in cui si chiede ai giovani: «Cosa ne pensi del comunismo? E un terzo o un quarto dirà cose favorevoli a riguardo». 

«Allora chiederanno loro: «Davvero? Ok, bene, allora definiscilo. «Oh beh, il comunismo riguarda la condivisione. Si tratta di aiutarsi a vicenda. Si tratta di essere gentili gli uni con gli altri»… La prossima domanda dovrebbe essere: «Davvero? Hai davvero letto il Manifesto? E la loro risposta onesta dovrebbe essere, ovviamente, «No. Non ho letto il Manifesto». Perché non c’è niente di positivo lì. È distruttivo dall’inizio alla fine».

Dagli ultimi due paragrafi del Manifesto comunista ha indicato due citazioni chiave di Marx e Engels, a testimonianza del suo punto di vista: «I comunisti disdegnano di nascondere le loro opinioni e obiettivi. Dichiarano apertamente che i loro fini possono essere raggiunti solo con il rovesciamento forzato di tutte le condizioni sociali esistenti» e «i comunisti sostengono ovunque ogni movimento rivoluzionario contro l’ordine sociale e politico esistente».

«Molte delle persone che sostengono queste cose non sanno quanto sia incendiario, distruttivo e in alcuni casi diabolico [il comunismo]».

Ogni volta che vedi gruppi comunisti in diverse proteste e movimenti, sia che si tratti delle rivolte di George Floyd che hanno bruciato centinaia di milioni di dollari nelle principali città all’inizio di quest’anno, del movimento che abbatte le statue dei padri fondatori sia in America che in Canada, o persino delle parate a sostegno di questioni sociali come l’identità transgender; la ragione per cui i gruppi di sinistra sono presenti nonostante gli eventi non abbiano un collegamento evidente con le ideologie socialiste o comuniste è perché «se si tratta di sostenere un movimento rivoluzionario contro l’ordine sociale e politico esistente, saranno lì per bruciare la casa», disse Kengor. «Si tratta solo di eliminare, di demolire le cose. Questa è un’ideologia molto radicale e distruttiva».

«Cos’è il comunismo se non una specie di danza della morte? In nessuna ideologia del passato si possono trovare in tutta la storia i responsabili di tante morti quanto il comunismo. Almeno cento milioni solo nell’ultimo secolo».

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2021/01/05/communism-can-be-summed-up-as-abolition-of-private-property-paul-kengor.html