Conflitto per il Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaijan

Se il conflitto in corso non si attenuerà e la Russia e la Turchia non riusciranno a fermarlo, la palla passerà al gruppo di Minsk, tra cui l'Italia.
Conflitto gaborno karabakh
Rovshan-Rzayev membro del parlamento di Azerbaijan. (Immagine: YouTube / Screenshot )

Continuano ad oggi i combattimenti tra Armenia e Azerbaijan in conflitto per il Nagorno-Karabakh, nonostante il tentativo di « cessate il fuoco». Gli scontri infatti non sono mai terminati, dallo scorso settembre.

I due paesi durante la tregua concordata si sono accusati reciprocamente di aver commesso crimini contro i civili e di aver effettuato attacchi aerei.

L’Azerbaijan ha ammesso di aver bombardato un reggimento armeno e di aver causato pesanti perdite, anche se le agenzie di stampa internazionali non sono riuscite a confermare l’informazione.
La regione azera aveva accusato l’Armenia di aver bombardato una zona residenziale di Ganja, la seconda città più grande del paese, colpendo un condominio.

Al Jazeera ha scritto che nell’attacco probabilmente sono morte nove persone e 34 sarebbero state ferite.
Ai primi di ottobre inoltre, le forze separatiste del Nagorno-Karabakh avevano detto di aver colpito l’aeroporto militare di Ganja dopo che le forze azere avevano bombardato la capitale della regione, Stepanakert.

Non si possono verificare ancora il numero effettivo e totale delle vittime tra gli scontri, ma si presume che siano oltre 300.

Il Nagorno-Karabakh è un territorio di circa 11 mila chilometri quadrati, che si trova all’interno dell’Azerbaijan attualmente ma si dichiara stato indipendente. In sostanza però non è riconosciuto da nessun paese al mondo, nemmeno dall’Armenia che al contrario ha assunto il controllo della regione. Per la comunità internazionale farebbe ancora parte dell’Azerbaijan.


La Russia é un partner commerciale di entrambi i paesi, sin dall’inizio degli scontri nel 1994. Essa ha assunto il ruolo più importante, ovvero quello di convincere i due paesi a cessare il fuoco e di riappacificarsi, al momento senza successo.