Cosa sta succedendo davvero negli USA?

L'omicidio di George Floyd, le proteste, gli infiltrati, le immagini della paura
(Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Le proteste negli Stati Uniti proseguono ininterrottamente dopo l’uccisione di George Floyd per mano di un’agente di polizia a Minneapolis. Mentre molte persone protestano pacificamente nelle diverse città, numerose contestazioni sono degenerate in disordini caotici e saccheggi. La complessità di ciò che sta accadendo tra le forze dell’ordine e i dimostranti, accresce le già numerose voci che attribuiscono atti vandalici e violenza spregiudicata a infiltrati estremisti presenti tra i manifestanti pacifici.

In numerose città è stata persino attivata l’imposizione del coprifuoco e in molti stati si è arrivati all’intervento della Guardia Nazionale. Secondo diversi governatori americani, i cittadini hanno tutto il diritto di manifestare in piena libertà, ma la violenza e il saccheggio non possono essere tollerati.

Esistono difatti alcuni gruppi che fomentano gli scontri tra la polizia e i manifestanti, i saccheggi e i danni a proprietà private. Non tutti sanno che uno di questi è il gruppo estremista Antifa. Nonostante l’organizzazione lasci intendere che tra i suoi obiettivi vi siano gruppi neonazisti o fascisti, e nonostante la stessa sia spesso sostenuta dalla stampa, nella realtà l’Antifa sfrutta le proteste popolari per raggiungere altri scopi.

Si tratta di un movimento internazionale presente in molti Paesi. L’Antifa è presente infatti negli Stati Uniti, in Germania, in Italia, solo per citarne alcuni. Sono gruppi che non si riconoscono in un’unica sigla o partito politico e non possiedono dei capi o delle sedi ufficiali. Sono unità locali autonome, cellule indipendenti. Negli ultimi anni, in diverse occasioni hanno destato la preoccupazione delle istituzioni.

Bernd Langer, autore di 80 Years of Anti-Fascist Action, è un ex membro dell’’Autonome Antifa’, una delle più grandi organizzazioni antifasciste tedesche, scioltasi nel 2004. Egli ha dichiarato che i capi del Partito Comunista della Germania (Kpd) usavano il gruppo Antifa «come specchietto per le allodole per esercitare la violenza in prima linea e come strumento di intimidazione per i partiti politici rivali». Per Langer «L’antifascismo è una strategia, piuttosto che un’ideologia. È stato messo in moto in Germania negli anni ’20 dal Kpd», aggiunge, ma non come un movimento contro il fascismo, ma «come una concezione anticapitalistica, di lotta».