Crollo petrolio: cosa vuol dire per gli investitori?

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Le società energetiche verranno duramente colpite dall'attuale crollo dei prezzi del petrolio. ((Immagine: Wikimedia / GNU FDL )

Nelle ultime settimane i prezzi del petrolio sono scesi andando in negativo e facendo venire forti mal di testa alle compagnie petrolifere e ad alcuni investitori. Se fino a poco tempo fa stavano aumentando, ora continuano a librarsi a livelli pericolosi. Ecco allora un semplice corso accelerato sul perché siano scesi così in basso e cosa ciò significhi per migliaia di investitori petroliferi in tutto il mondo.

Prezzi negativi

Quando i prezzi petroliferi tendono al negativo, significa che gli investitori con contratti lunghi stanno pagando acquirenti perché acquistino le loro azioni. Ora, perché qualcuno dovrebbe pagare qualcun’altro perché compri le sue cose? Ciò a che fare in gran parte con il modo in cui vengono stabiliti i contratti petroliferi. Accade che quando giunge la data di scadenza del contratto i prezzi continuino ad essere bassi. Gli investitori dovrebbero a questo punto trovare un posto dove conservare il loro petrolio.

Tuttavia, la maggior parte dello spazio di archiviazione disponibile è già riempito con forniture di petrolio. Pertanto, l’investitore deve pagare un premio per il poco spazio di archiviazione disponibile o sostenere spese ancora maggiori per il trasporto e la conservazione in un altro luogo. Ciò lo costringerebbe a versare ogni giorno maggior denaro. Quindi, l’opzione migliore è quella di sbarazzarsi delle scorte di petrolio a basso prezzo. In questo modo si subisce una perdita ragionevole piuttosto che aspettare di subirne una ancora maggiore. Ora, le ragioni per cui il petrolio viene scambiato a prezzi così bassi da andare in negativo, sono due: il COVID-19 e la debole domanda.

L’investitore deve pagare un premio per il poco spazio di archiviazione disponibile o sostenere spese di trasporto e conservazione ancora maggiori in un altro luogo. (Immagine: H.KoPP tramite Compfightcc)

La situazione prima del coronavirus del PCC era simile: i prezzi del petrolio erano già deboli in gran parte a causa delle incertezze relative alla guerra commerciale USA-Cina e quella petrolifera tra Arabia Saudita e Russia. Infatti, se la Russia voleva aumentare la produzione e l’offerta di petrolio, l’Arabia Saudita era contraria e chiedeva una riduzione. Quando fu chiaro che la prima non aveva intenzione di accettare, l’Arabia Saudita aumentò la produzione per creare un eccesso di offerta, smorzando così i prezzi del petrolio e, infine, costringendo la Russia a concordare una riduzione. Fu proprio allora che iniziò la pandemia di COVID-19. Quando gli uffici sono stati chiusi, i trasporti diminuiti e l’attività economica è scesa a nuovi minimi, i prezzi del petrolio hanno iniziato a scendere ancora di più, finendo in negativo e costringendo gli investitori con lunghi contratti a liquidare in perdita.

Investire in petrolio

In un momento così incerto gli investitori devono andare cauti nello scommettere sul petrolio. Infatti, sebbene il prezzo sembri basso, se dopo il blocco l’epidemia di virus inizia rapidamente a diffondersi, potrebbe scendere ancora di più. Tuttavia, la maggior parte degli esperti ritiene che il peggio sia effettivamente passato.

Morgan Stanley prevede che entro l’ultimo trimestre del 2021 la domanda di petrolio tornerà ai livelli del 2019. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

«Probabilmente la produzione globale di petrolio ha raggiunto il picco in aprile, poiché la domanda di petrolio si è contratta di quasi 25 milioni di bbl/g (barili al giorno) di anno in anno… Ora, i paesi stanno emergendo dal blocco, aumentando la domanda proprio quando iniziano i tagli dell’OPEC + e altrove i produttori stanno diminuendo la produzione», ha dichiarato un rapporto della Bofa Global Research, come riportato dalla CNBC.

Secondo Morgan Stanley, almeno fino all’ultimo trimestre del 2021 la domanda di petrolio non tornerà ai livelli del 2019. A quel punto, il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 45 dollari al barile. L’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte che, durante la prima metà del 2020, la pandemia di COVID-19 potrebbe finire per creare scorte in eccesso pari a 12 milioni di barili al giorno. Attualmente, il petrolio oscilla tra i 25 e i 30 dollari al barile.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/05/10/oil-price-went-into-negative-what-this-means-for-investors.html

Tradotto da: Massimiliano Volpato