Cultura Indiana A Rischio: Controlli Sull’Influenza Cinese

Il vero compito del CAFIU sarebbe di influenzare i gruppi di esperti stranieri, i partiti politici e gli accademici per promuovere gli interessi cinesi.
yen Mao Zedong
L'India sta seriamente valutando l'influenza cinese nel paese. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

In seguito agli scontri militari lungo il confine himalayano, il governo indiano ha aumentato i controlli sull’influenza cinese, anche per preservare la cultura indiana. Si dice che Nuova Delhi sia particolarmente concentrata su un’organizzazione chiamata Associazione Cinese per la Comprensione Internazionale (CAFIU). La avrebbe designata come «entità problematica».

Arginare l’influenza cinese

Il CAFIU afferma che il suo obiettivo è quello di far comprendere al mondo la cultura cinese, e di conseguenza, aprirsi alla cultura indiana. Tuttavia, si dice che l’entità sia un’organizzazione di facciata del Dipartimento di collegamento internazionale (ILD) del Partito comunista cinese (PCC). Il suo compito sarebbe di influenzare i gruppi di esperti stranieri, i partiti politici e gli accademici per promuovere gli interessi cinesi. Secondo i funzionari indiani, il CAFIU ha anche legami con il Dipartimento del Fronte Unito. In una nota, il governo elenca le attività dell’organizzazione come un potenziale rischio per gli interessi nazionali.

Essendo ora il CAFIU classificato come «entità problematica», i rappresentanti dell’organizzazione e i gruppi da essa sostenuti dovranno ora affrontare speciali controlli di sicurezza prima che il governo rilasci loro i visti per entrare in India. Il CAFIU è di solito guidato da un leader cinese di alto livello. Il suo consiglio di amministrazione è composto da membri di spicco del Dipartimento internazionale Liaison (ILD). Srikanth Kondapalli è un esperto di studi cinesi presso l’Università Jawaharlal Nehru di Nuova Delhi. Osserva che il CAFIU ha molte risorse a sua disposizione e intende costruire sostegni pro-Cina all’estero.

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L’India ha messo al bando TikTok. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Controllo degli Istituti Confucio e app vietate

Il governo sta anche pianificando di limitare i legami tra le università indiane e quelle cinesi. Questo, dopo che gli Istituti Confucio hanno attirato l’attenzione delle agenzie di sicurezza. In India, gli Istituti Confucio sono diffusi. Hanno programmi in sette università. Hanno firmato inoltre 54 accordi di cooperazione interscolastica. A luglio, il Ministero dell’istruzione indiano ha inviato lettere a queste università, chiedendo informazioni su tali concordati. Un funzionario del governo ha rivelato che l’amministrazione stava esaminando seriamente le filiali dell’Istituto Confucio in due università – la Scuola di lingua cinese di Calcutta e l’Università di Mumbai. 

Bibhu Prasad Routray è invece un analista strategico indiano. Ha osservato che l’accresciuto controllo degli Istituti Confucio è in linea con la recente decisione di vietare applicazioni cinesi come WeChat e TikTok. Sono considerate infatti una minaccia per la sicurezza nazionale. Egli sottolinea che la Cina non è aperta all’India come l’India è aperta alla Cina, cosa che ha suscitato molte preoccupazioni. In sostanza, la cultura indiana non ha ottenuto nulla dai programmi di scambio educativo. «Questa è una tattica che l’india sta attuando per comunicare che è pronta a tagliare qualsiasi tipo di legame con la Cina. Il motivo è che abbiamo investito molto, ma non abbiamo ottenuto nulla in cambio… Per contrastare la Cina, l’India sta provando a convergere la propria strategia con quella statunitense», ha detto a The Epoch Times.

Restrizione linguistica

Nella recente Normativa Nazionale dell’Istruzione (NEP) del 2020, il governo indiano ha rimosso il cinese mandarino dalla lista delle lingue straniere da insegnare nelle scuole. Nella bozza della NEP del maggio 2019 il cinese mandarino era ancora incluso nella lista. Il sinologo Bali Ram Deepak ha osservato che la decisione del governo è un indizio per la Cina. Dice che l’India non tollererà alcuna trasgressione sui propri territori e i cinesi non possono aspettarsi «la solita routine» in seguito a tali azioni.

documento cinese mandarino
L’India ha rimosso il mandarino dalle scuole. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Alcuni hanno messo in dubbio la mossa del governo di rimuovere il mandarino. Sarebbe infatti utile se si facessero affari in Cina, o anche se si creassero alleanze contro il PCC. Tuttavia i cittadini indiani possono facilmente imparare la lingua in altri modi. È solo che il mandarino non sarà riconosciuto come lingua da insegnare nelle scuole. La lista Nep 2020 ha incluso altre lingue oltre alle lingue indiane e all’inglese. Ovvero il tedesco, il coreano, il francese, il giapponese, il russo, il tailandese, lo spagnolo e il portoghese.

Tradotto da: Francesco Cifardi

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/09/22/india-ramps-up-scrutiny-of-chinese-influence-group.html