DAFOH in Italia : «Siamo molto preoccupati per le falsità e la propaganda cinese che stanno entrando nel nostro Paese»

medici contro il prelievo forzato di organi

Il logo della ONG «Doctors Against Forced Organ Harvesting» (DAFOH). (Immagine: concessione del detentore del copyright)

Il 9 aprile 2020 si è tenuta sul web una conferenza stampa organizzata dalla Organizzazione Non Governativa internazionale «DAFOH» (Medici contro il prelievo forzato di organi). DAFOH è composta di medici da tutto il mondo ed è stata nominata per il Premio Nobel per la pace nel 2016 e nel 2017; nel 2019 ha ricevuto il «Memorial Award di Madre Teresa per la Social Justice».

La missione di DAFOH è investigare e denunciare i casi di prelievi di organi su prigionieri di coscienza non consenzienti, una orribile pratica che è purtroppo ancora in corso in diversi paesi del mondo tra cui la Repubblica Popolare Cinese.

Ha fatto molto discutere l’avvicinamento della RPC all’Italia durante l’ultimo periodo in cui il mondo intero è stato scosso dal Virus del PCC. Dalla firma degli accordi della «BRI» (ovvero Belt and Road Initiative, il colossale progetto geo-politico di Pechino) avvenuta l’anno scorso, i due paesi sembrano avvicinarsi sia in senso economico e commerciale ma anche politico.

L’Independent Tribunal into Forced Organ Harvesting from Prisoners of Conscience in China, ha dichiarato nella sua ultima sentenza di 586 pagine che la Cina è uno «Stato criminale», a causa dei tremendi abusi sui prelievi forzati di organi e sulle sistematiche violazioni dei diritti umani nei confronti di Uiguri, Cristiani, Tibetani e Falun Gong ancora oggi in corso.

Durante la conferenza stampa online, DAFOH ha voluto mettere in guardia giornalisti ed esponenti politici italiani presenti riguardo ai rischi per chi collabora con il PCC e hanno voluto sottolineare la grave responsabilità del Partito stesso nell’insabbiamento del Virus del PCC, che ha portato ad una disastrosa pandemia mondiale.

Alla conferenza oltre agli esponenti di DAFOH erano presenti Antonio Stango, Presidente della Fondazione Italiana per i Diritti Umani e il giornalista Marco Respinti, direttore di Bitter Winter. Entrambi hanno esposto le loro considerazioni e risposto alle domande dei partecipanti. Essi hanno messo in evidenza da una parte la costante censura di qualunque informazione libera in Cina e dall’altra la sua (della Cina, ndr) campagna di disinformazione globale, che contribuisce a generare confusione su cause e colpevoli di questa epidemia.

Antonio Stango : «Io ho frequentato molto quel luogo a Ginevra (consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite) , rappresentando diverse ONG con un profilo internazionale e ho potuto constatare come normalmente i rappresentati ufficiali della RPC (Repubblica Popolare Cinese, ndr) tentavano, e a volte riuscivano anche a farlo, di intimidire qualsiasi relatore di ONG con statuto consultivo alle nazioni unite, nel momento in cui sollevavano problemi di rispetto dei diritti umani in Cina.»

Marco Respinti : «Diceva appunto Locatelli, almeno 30 mila persone sono state salvate dalle misure di contenimento. Quante sarebbero state salvate se la Cina avesse avvisato per tempo, in novembre, di quanto stava succedendo? Se l’Organizzazione Mondiale della Sanità avesse agito per tempo, se la propaganda del regime cinese non fosse stata quella che è stata, se molti giornali, molti colleghi non avessero preso per buono quanto la Cina andava propagandando. E anche se i governi, non ultimo il governo italiano, avessero posto qualche domanda al governo cinese?»

Anche la Dott.ssa Angelakopolou, responsabile Italiana di DAFOH, ha dichiarato: «Siamo molto preoccupati per le falsità e la propaganda cinese che sta entrando nel nostro Paese. […] Voglio esprimere, da parte mia ma anche da parte di tutta la nostra organizzazione, il nostro grande dolore, sia per i nostri pazienti persi, ma anche per i nostri colleghi che sono caduti in questa epidemia. […]

[…] Questa mancanza di trasparenza e questa falsificazione di dati è lo stesso schema della mancanza di trasparenza dei trapianti di organi. Il China Tribunal ha considerato la Cina uno Stato criminale e la vittima principale sono i praticanti del Falun Gong, che fanno una pratica pacifica basata sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza. […]

[…] Conoscendo i crimini del Partito Comunista Cinese e di fronte a questo crimine della pandemia e con l’occultamento di dati molto importanti, pensiamo che non denunciare queste cose ci renda complici di questi crimini.»

La DAFOH ha auspicato che il governo Italiano prenda le distanze dal Partito Comunista Cinese e che i politici italiani mettano in campo delle azioni per chiedere che venga ritenuto responsabile delle sue azioni.