Daily Telegraph: addio propaganda cinese dalle sue pagine

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Il Daily Telegraph ha smesso di pubblicare la propaganda cinese nella sua sezione China Watch. (Immagine: pixabay / CC0 1.0 )

La popolare testata inglese Daily Telegraph, dalla sua sezione oramai decennale China Watch, ha definitivamente interrotto di pubblicare propaganda cinese. Questa era finanziata dal China Daily e sostenuta da Pechino.

Ingraziarsi la Cina

Inoltre, assieme a China Watch sono stati cancellati quasi tutti gli articoli on line ad essa collegati. Riportavano titoli pro Pechino come «Perché alcuni definiscono disumani gli eroici sforzi della Cina per fermare il coronavirus?» o « L’epidemia di coronavirus non è un’opportunità per acquisire punti contro la Cina» e simili. La cifra stimata ricevuta dal Daily Telegraph perché pubblicasse tale sezione si aggira attorno agli 850.000 euro annuali.

In realtà l’azienda non ha esplicitamente dichiarato il perché abbia deciso di bloccarla. Tuttavia gli esperti credono che l’azione potrebbe essere guidata dal desiderio del Daily Telegraph di mantenere la reputazione agli occhi del pubblico occidentale, che prova sempre più rabbia verso il Partito Comunista Cinese. Nella situazione attuale, mentre si oppone anche alle critiche dell’Occidente per la cattiva gestione del virus da parte di Pechino, pubblicare articoli a favore della Cina vuol dire il suicidio per gli affari.

Nella scelta di eliminare contenuti sponsorizzati dalla Cina la testata inglese non è sola. In precedenza Washington Post e New York Times erano soliti pubblicarli, ma per ora hanno smesso. Il VOA (Voice of America), è stato recentemente criticato dalla Casa Bianca per l’estrema propensione verso il paese orientale e la promozione della propaganda comunista. Questo, sebbene sia finanziato dai dollari dei contribuenti americani.

Il VOA (Voice of America) recentemente ha subito critiche dalla Casa Bianca per l’estrema propensione verso la Cina. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

«Troppo spesso VOA parla degli avversari dell’America, non dei suoi cittadini… VOA definisce il blocco di Wuhan in Cina un «modello» di successo copiato da molti nel mondo, twittando infatti un video dello spettacolo di luci per la celebrazione del governo che segna la presunta fine della quarantena… E ancora più grave, mentre gran parte dei media USA prendono le distanze dalla Cina, VOA è andato oltre… creando grafici con statistiche redatte dal governo comunista per confrontare il bilancio delle vittime del coronavirus cinese con quello americano» ha detto la Casa Bianca, come riportato dal South China Morning Post.

Censura nelle università

Due università cinesi hanno pubblicato recentemente notizie sulle regole di censura applicabili per le ricerche sul Covid-19. Tuttavia qualcuno ha rimosso le comunicazioni non appena presentate. L’università di Geo Scienze di Wuhan ha affermato che un comitato accademico da essa istituito verificherà la ricerca in base alla sua idoneità alla pubblicazione. Il rapporto è quindi sottoposto al Ministero della Scienza e della Tecnologia (MOST) per un riesame. Al termine di questo, può o meno essere autorizzato a pubblicare.


Le università cinesi hanno regole di censura applicabili alla ricerca sul COVID-19. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

La Fudan University di Shanghai ha comunicato che tutti i documenti relativi al coronavirus devono essere «gestiti rigorosamente». Ha detto anche che tale politica è adottata da Pechino dal 25 marzo. Questo, dopo che il coronavirus aveva attraversato Stati Uniti e Europa occidentale, come se suggerisse una sorta di legame tra il virus e l’Occidente. Invece, un documento non verificato dall’ospedale Renmin dell’Università di Wuhan afferma che la ricerca sul coronavirus deve essere inviata a Pechino per l’approvazione prima della pubblicazione.

Human Rights Watch ha recentemente ammonito che le politiche repressive di censura di Pechino potrebbero innescare una rinascita del coronavirus nel paese. Il direttore esecutivo Kenneth Roth ha sottolineato che l’attenzione del governo per le buone notizie a discapito delle informazioni accurate non farà che aggravare il problema del virus.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/05/03/the-daily-telegraph-saying-goodbye-to-paid-chinese-propaganda.html

Tradotto da: Massimiliano Volpato