Di cosa si occupava il movimento «Save the internet»

La neutralità della rete è un principio per cui i fornitori di accesso a internet sono tenuti a servire i propri clienti senza discriminazioni in base al tipo, all'origine o alla destinazione dei dati.
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Il progetto «Save the internet» voleva proteggere la neutralità della rete. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

Nel 2013, migliaia di utenti internet in tutta Europa si sono riuniti per il movimento «Save the internet», volto a mantenere la neutralità della rete. Circa quattro anni dopo, nel 2016, il movimento è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi grazie all’Ente dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC). Ha stabilito infatti rigorose linee guida per proteggere la libertà di internet.

Save the internet

Per capire cosa significasse il movimento Save the internet, bisogna prima sapere cos’è la neutralità della rete. Detto in modo semplice, è un principio secondo il quale i fornitori di accesso a internet sono tenuti a servire i propri clienti senza discriminazioni in base al tipo, all’origine o alla destinazione dei dati. In quanto tale, gli operatori di telecomunicazioni non sono autorizzati a bloccare o degradare applicazioni, servizi o contenuti. In questo modo si garantisce che tutte le persone abbiano pari accesso ad internet.

Senza la neutralità della rete, si pagherebbe una tariffa più alta per accedere ad internet, così come per un ISP (Internet Service Provider) che funge da intermediario tra voi e i servizi. Le startup avrebbero difficoltà a fornire un servizio di migliore qualità ai loro utenti. Questo poiché gli operatori di telecomunicazioni darebbero priorità alle grandi aziende che pagherebbero una tariffa per un trattamento speciale. Nel 2013 la Commissione europea ha proposto una legge per la neutralità della rete. In particolare, i fornitori di servizi internet hanno fatto pressione per tre esclusioni: servizi specializzati, gestione del traffico, e zero rating.

Senza la neutralità della rete, si dovrebbe pagare una tariffa più alta per internet, così come per un ISP (Internet Service Provider) che funge da intermediario tra noi e i servizi. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

A protezione dell’espressione creativa

Per servizio specializzato si intende qualsiasi servizio offerto attraverso internet che riceve un’ulteriore spinta qualitativa da parte dell’ISP. La gestione del traffico permette agli ISP di dare priorità al traffico verso alcuni siti web e applicazioni riducendo la velocità di altri. Lo zero rating consentirebbe all’ISP di avere un’influenza su quali applicazioni le persone utilizzano. Sconterebbe i dati che scaricano da determinati servizi e applicazioni, permettendo così di risparmiare denaro. Poiché è probabile che le persone utilizzino tali app scontate per risparmiare, gli ISP saranno essenzialmente in grado di promuovere le app di loro scelta. Messe insieme, queste tre scappatoie avrebbero reso impossibile la neutralità della rete in Europa. È stato allora che milioni di persone in tutta l’UE hanno aderito alla campagna «Save the internet», facendo sentire la loro voce.

Nel 2016 l’Unione europea ha eliminato queste tre scappatoie, garantendo così che le aziende fornitrici trattassero tutti allo stesso modo. Le disposizioni sono state pubblicate dal BEREC, che vietava agli ISP di rallentare il traffico internet. Le uniche eccezioni dipendevano da disposizioni speciali come il rispetto di un ordine legale, la gestione della congestione, la garanzia dell’integrità della rete e così via. L’importanza di questa iniziativa fu molto sentita. Persino il creatore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, scrisse una lettera congiunta con alcune altre personalità di spicco, chiedendo che le autorità di regolamentazione europee proteggessero la neutralità di internet.

«Linee guida forti proteggeranno il futuro della concorrenza, dell’innovazione e dell’espressione creativa in Europa, rafforzando la capacità dell’Europa di essere leader nell’economia digitale… Faranno in modo che ogni europeo, indipendentemente dal colore della sua pelle o dalle dimensioni del suo portafoglio, abbia le stesse possibilità di innovare, competere, parlare, organizzare e connettersi online», diceva la lettera, secondo The Verge.

Effetto COVID-19

Lo scoppio del COVID-19, essendo una circostanza eccezionale, permette agli ISP di implementare misure di gestione del traffico per evitare o ridurre al minimo la congestione. I dati raccolti dal BEREC mostrano che il traffico internet, sia sulle linee fisse che sui cellulari, è aumentato durante l’epidemia. Tuttavia, non si è verificata alcuna congestione di rilievo, ad eccezione di alcuni incidenti locali isolati.

L’epidemia di COVID-19 potrebbe causare una congestione del traffico, consentendo agli ISP di indulgere nella sua gestione. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Se si dovesse sviluppare una grave congestione, gli ISP dovrebbero seguire le linee guida stabilite dal BEREC nella gestione del traffico. Ciò garantisce che gli ISP non sfruttino l’opportunità di portare avanti un programma contrario ai principi di neutralità della rete. Gli ISP devono inoltre informare le rispettive autorità nazionali di regolamentazione (ANR) in merito alle misure adottate per la gestione del traffico.

Tradotto da: Francesco Cifardi

Versione inglese: https://www.visiontimes.com/2020/09/09/what-europes-save-the-internet-movement-was-all-about.html