“È tempo di abbandonare la teoria del mercato umido”, dice un legislatore del GOP mentre la Cina rifiuta la seconda indagine dell’OMS

"Mentre continuiamo ad indagare sulle origini della pandemia di COVID-19, credo che sia il momento di scartare completamente il mercato umido quale fonte dell'epidemia. Invece, come si evince da questo rapporto, una preponderanza di prove dimostra che tutte le strade portano al WIV", ha detto McCaul in una nota.
McCaul vuole che venga esaminata la teoria delle fughe di laboratorio sull'origine del COVID-19. (Immagine: FrankundFrei tramite Pixabay)

I repubblicani della Camera hanno recentemente rilasciato un addendum al rapporto “Origins of COVID-19” pubblicato nel settembre 2020. L’addendum fornisce prove a sostegno dell’affermazione per cui il laboratorio cinese, il Wuhan Institute of Virology (WIV), sia la possibile fonte dell’epidemia di COVID-19. Cita anche documenti scritti dai ricercatori del WIV come prova che già nel 2016 avevano la capacità di modificare geneticamente i coronavirus senza lasciare alcuna traccia di tali modifiche.

Il rapporto aggiornato è stato rilasciato dal rappresentante repubblicano Michael McCaul, il massimo esponente della commissione affari esteri della Camera, e scritto dallo staff repubblicano della commissione.

“Mentre continuiamo ad indagare sulle origini della pandemia di COVID-19, credo che sia il momento di scartare completamente il mercato umido quale fonte dell’epidemia. Invece, come si evince da questo rapporto, una preponderanza di prove dimostra che tutte le strade portano al WIV”, ha detto McCaul in una nota.

Secondo McCaul il capo del CDC cinese e il direttore del laboratorio BSL-4 del WIV avevano espresso preoccupazioni sulla sicurezza dei laboratori nel paese. Sostiene che il coronavirus è trapelato dal WIV “in un qualche momento tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2019” . Gli scienziati avrebbero dunque cercato freneticamente di coprire la questione mettendo offline il database dei virus e chiedendo più fondi per rafforzare la sicurezza.

McCaul ha chiesto al Congresso di sanzionare gli scienziati del WIV e i funzionari del Partito comunista cinese coinvolti nell’insabbiamento dell’incidente. Vuole anche che Peter Dzask, presidente della no-profit EcoHealth Alliance che ha incanalato fondi dal governo americano ai progetti di ricerca del WIV, sia citato in giudizio per apparire davanti alla Commissione Affari Esteri della Camera.

“Questo è stato il più grande insabbiamento di tutti i tempi e ha causato la morte di più di quattro milioni di persone in tutto il mondo, e le persone devono essere ritenute responsabili”, ha aggiunto.

L’addendum menziona che il WIV aveva presentato richieste di manutenzione di una nuova struttura che era in funzione da meno di due anni. Alcune delle richieste di manutenzione riguardavano il “sistema di trattamento dei rifiuti pericolosi” e il “sistema di disinfezione ambientale dell’aria”. Ciò indica che i sistemi volti a prevenire le perdite di laboratorio non funzionavano come previsto.

In una conferenza stampa del 3 agosto, un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha respinto le affermazioni di McCaul come “menzogne inventate e fatti distorti”. Ha accusato il deputato americano di portare avanti “calunnie e diffamazioni” contro la Cina per perseguire “guadagni politici”.

“Se questi membri del Congresso degli Stati Uniti hanno un senso di responsabilità, anche solo una sfumatura di essa, verso il proprio popolo, dovrebbero sollecitare il governo degli Stati Uniti a rilasciare al più presto le cartelle cliniche delle persone infettate nei focolai inspiegabili e su larga scala di malattie respiratorie in Virginia e l’EVALI, in Wisconsin e Maryland nel 2019, e del personale militare statunitense che si è ammalato durante i Giochi mondiali militari a Wuhan“, ha detto il portavoce.

Indagine sul COVID-19

Il rapporto aggiornato arriva mentre Pechino continua a respingere le richieste dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di condurre ulteriori indagini sull’origine del coronavirus. La prima fase dell’indagine dell’OMS si era conclusa nel febbraio di quest’anno. Aveva respinto la teoria dell’origine in laboratorio del virus COVID-19 e che fosse la fonte dell’epidemia. Tuttavia, il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus aveva ammesso che “tutte le ipotesi rimangono sul tavolo” e che la teoria della fuga dal laboratorio “richiede ulteriori indagini”.

Ghebreyesus chiede più accesso e trasparenza, esortando la Cina a cooperare per la seconda fase dell’indagine. L’OMS sta cercando i dati grezzi dei pazienti appena prima e dopo l’inizio della pandemia. L’ultima volta Pechino non aveva condiviso tali dati.

A luglio, Zeng Yixin, vice ministro della Commissione Nazionale della Sanità (NHC), ha detto ai giornalisti che il suo paese “non accetterà un tale piano di tracciamento delle origini” e ha insistito sul fatto che la condivisione di alcuni dati era impossibile a causa di problemi di privacy.

“Speriamo che l’OMS riveda seriamente le considerazioni e i suggerimenti fatti dagli esperti cinesi e tratti veramente il rintracciamento delle origini del virus COVID-19 come una questione scientifica, e si liberi delle interferenze politiche”, ha detto Zeng.

In una conferenza stampa, l’addetto stampa della Casa Bianca, Jen Psaki, ha dichiarato che Washington appoggia pienamente il piano di indagine dell’OMS per la fase due e che l’amministrazione è “profondamente delusa” dal rifiuto da parte della Repubblica Popolare Cinese (RPC) dell’indagine.

“La loro posizione è irresponsabile e, francamente, pericolosa. Insieme ad altri stati membri in tutto il mondo, continuiamo a chiedere alla Cina di fornire il necessario accesso ai dati e ai campioni. E questo è fondamentale per poter capire per prevenire la prossima pandemia. Si tratta di salvare vite umane in futuro. E non è il momento di fare ostruzionismo”, ha detto Psaki.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/08/06/time-to-dismiss-the-wet-market-theory-says-gop-lawmaker-as-china-refuses-second-who-investigation.html