Edison vs Tesla: i destini di due scienziati del ‘900

Due degli scenziati più famosi dei loro tempi, alle prese con la rivoluzionaria scoperta: l'energia elettrica. Ecco un confronto : Edison vs Telsa
edison vs tesla
Pagina del 'Sunday' del 1899 in cui si parla delle nuove scoperte sull'elettricità e la diatriba tra Edison e Tesla. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

I due grandi inventori sono vissuti nello stesso periodo ma hanno avuto caratteri, fortune e sfortune differenti. Vediamo le vicende di Edison e Telsa a confronto.

Due destini diversi

Il più noto per tutto il Novecento è stato sicuramente Thomas Edison, che oltre ad essere un’inventore, aveva anche grandi doti imprenditoriali e capacità di auto-promozione.

Proprio grazie a queste doti, una volta scoperto il modo di trasmettere la corrente elettrica, egli fondò la General Electric (che poi si chiamerà Edison Electric), con la quale porterà la corrente in tutta l’America settentrionale. Edison non aveva una conoscenza approfondita di matematica e fisica ma era uno sperimentatore caparbio e indefesso, che cercava le soluzioni migliori tramite un numero illimitato di tentativi; è nota la storia dei suoi mille esperimenti prima di trovare il filamento adatto alle lampadine ad incandescenza.

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Thomas Edison (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Il suo rivale era Nikola Tesla, che era il suo opposto per alcuni aspetti. Egli era un geniale ma introverso scienziato, un inventore dedito alla conoscenza scientifica nel tentativo di superare i limiti delle conoscenze umane, poco interessato agli affari e ai guadagni personali. Tesla aveva una mente in grado di fare complicatissimi calcoli ed esprimenti complessi nella sua testa senza scrivere o appuntare nulla e quando realizzava qualcosa di concreto, era quasi sempre a colpo sicuro, perché aveva risolto mentalmente molti calcoli e già valutato migliaia di opzioni.

Lacorrente giusta

I due si conobbero lavorando allo stesso progetto, e per un periodo Tesla lavorò alle dipendenze di Edison. Egli però non fu in grado di riconoscere la sua genialità e se lo lasciò scappare, pentendosene amaramente negli anni successivi.

La sfida tra i due non fu solo tra due inventori che avevano opinioni differenti, fu anche una sfida economico-tecnologia tra due grandi aziende, che sostenevano l’uno o l’altro in base alle loro teorie.

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Nikola Tesla (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Infatti la General Electric, il cui proprietario era lo stesso Edison, utilizzava la corrente continua in base alla convinzione dello stesso inventore. La Westinghouse Electric creata da George Westinghouse, che aveva comprato i diritti per i brevetti di Tesla, sosteneva la corrente alternata e investì un’ingente somma di denaro per creare il primo sistema di distribuzione di corrente alternata e di trasformatori. La scelta di quest’ultima, e quindi di Tesla, si dimostrò giusta, perché l’esperienza nel tempo dimostrò come la corrente continua aveva grossi problemi di dispersione della tensione e potenza nei lunghi percorsi.

Nonostante vari tentavi di Edison di screditare la teoria del suo rivale, nel tempo è stata la corrente alternata ad affermarsi, grazie al suo vantaggio di avere trasformatori che convertono la corrente da alta a bassa in prossimità dell’uso domestico, risolvendo il problema della dispersione. Alla fine Edison, seppur sconfitto, cominciò a comprare la quasi totalità degli impianti elettrici del nord America che usavano la corrente alternata, acquisendo il monopolio della produzione della corrente elettrica tramite la Edison Electric, che lo rese famosissimo.

Il suo rivale Tesla rimase perciò nell’ombra, e la paternità e la genialità delle sue intuizioni, come di molte altre invenzioni (la radio, il campo magnetico rotante, la bobina di Tesla), furono riscoperte e riconosciute quasi un secolo dopo. Tuttavia Tesla era poco competitivo, poco interessato alle glorie mondane e non se la prese molto a male e continuò la sua vita e i suoi esperimenti in molto altri campi; addirittura strappò il contratto con Westinghouse che lo avrebbe reso miliardario. Forse ebbe qualche ripensamento e rimpianto negli ultimi anni della sua vita, che lo videro quasi ridotto in povertà, nonostante fosse la mente più geniale del secolo insieme a Einstein. Nessuno ha potuto dire quello che davvero voleva. Il suo atteggiamento disinteressato lo aveva guidato per tutta la vita e non era mai sceso a compromessi con le sue convinzioni: per cui forse, egli fu felice.