Elezioni 2020: agenzie di spionaggio USA ignorano interferenze cinesi per evitare di sostenere Trump, il rapporto

A dicembre, Ratcliffe, il direttore dell'Intelligence nazionale, ha rivelato che ci sono «ampie» informazioni di intelligence sul fatto che il regime cinese sia intervenuto nelle elezioni del 2020.
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L'Office of the Director of National Intelligence (ODNI) afferma che le agenzie di spionaggio americane stanno trattenendo informazioni relative alle interferenze cinesi nella corsa presidenziale del 2020. (Immagine: tramite pixabay / CC0 1.0 )

Il rapporto di 14 pagine è pubblicato da Barry Zulauf, difensore civico all’ODNI, (Office of the Director of National Intelligence). Afferma che le agenzie di spionaggio americane stanno trattenendo le informazioni relative alle interferenze cinesi nella corsa presidenziale del 2020. La causa riguarda i loro pregiudizi verso l’amministrazione Trump. Il rapporto è stato presentato alla commissione intelligence del Senato.

Trasmissione ritardata: le motivazioni

Zulauf ha detto di essere deluso dalla crescente polarizzazione politica che si fa strada nella comunità di intelligence. L’ODNI avrebbe dovuto presentare il suo rapporto sulle interferenze cinesi e, in generale, straniere a dicembre.

Tuttavia, la trasmissione del rapporto è stata ritardata perché il direttore dell’intelligence nazionale, John Ratcliffe, voleva che includesse più punti di vista. «Date le differenze analitiche nel modo in cui gli analisti della Russia e della Cina hanno esaminato i loro obiettivi, gli analisti cinesi sono apparsi riluttanti nel valutare le azioni cinesi come influenza indebita o interferenza. Gli analisti sono apparsi riluttanti a far avanzare la loro analisi sulla Cina perché tendono a non essere d’accordo con le politiche dell’amministrazione, dicendo in effetti, non voglio che la nostra intelligence sia usata per sostenere quelle politiche», ha detto Zulauf nel rapporto.

Altra ragione del ritardo

Secondo una fonte contattata dal Washington Examiner, c’è un altro importante motivo che ha ritardato l’emissione del rapporto. Ovvero che alcuni individui credevano che il rapporto potesse essere utilizzato dalla campagna Trump per rafforzare il caso di frode elettorale durante il processo di certificazione del voto del Collegio Elettorale il 6 gennaio.

I funzionari specializzati nell’analisi delle minacce russe alle elezioni hanno affermato di avere forti prove per dimostrare l’interferenza di Mosca. Tuttavia, sembra che la direzione della comunità dell’Intelligence non abbia voluto includere informazioni relative alla Cina nel rapporto finale. Secondo gli analisti questa è una soppressione dell’intelligence.

Il rapporto del difensore civico «include rivelazioni riguardanti la politicizzazione della segnalazione di influenza elettorale cinese», ha notato Ratcliffe in una lettera declassificata. Tuttavia, l’opinione maggioritaria espressa dalle agenzie di intelligence statunitensi non riflette la portata dei tentativi di Pechino di influenzare le elezioni presidenziali. Egli dice che alcuni gruppi stanno intenzionalmente minimizzando l’interferenza cinese. Lo fanno al punto da dare l’impressione che le operazioni di influenza di Pechino siano quasi inesistenti rispetto alla Russia.

Ampie informazioni delle interferenze cinesi nelle elezioni

A dicembre, Ratcliffe ha rivelato che ci sono «ampie» informazioni di intelligence sul fatto che il regime cinese sia intervenuto nelle elezioni del 2020. Alcune di queste operazioni miravano a lanciare messaggi online contro Trump. Comprese le accuse di essere un suprematista bianco. 

manifestazioni pro Trump
La propaganda cinese ha diffuso narrazioni che il presidente Trump è un suprematista bianco. (Immagine: Vision Times)

Un funzionario della sicurezza nazionale ha detto a Breitbart che è stato «bello vedere Ratcliffe fare un passo avanti e affrontare la questione della Cina all’interno dell’IC. Questo sembra essere un caso da manuale di intelligence politicizzata da una manciata di carrieristi nelle viscere della CIA. Non vogliono dare a Trump i punti di discussione secondo cui la Cina era impegnata in operazioni di influenza elettorale, ma sappiamo tutti che lo era»

In una recente manifestazione a sostegno di Trump, si è espresso anche il miliardario della tecnologia Patrick Byrne. Ha dichiarato che le interferenze cinesi della Cina comunista nelle elezioni americane equivalgono ad «un atto di guerra». Ha messo in guardia contro l’essere compiacenti e permettere che la frode passi inosservata. Poiché ignorare le presunte violazioni legali ora porterebbe a far si che tali crimini siano accettati e ripetuti.

Secondo Byrne, la manipolazione elettorale è finalizzata a una «presa di potere autoritaria» del paese. Le persone devono dunque unirsi per fermarla il più presto possibile.

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/10/16/the-healing-power-of-classical-music.html