Elezioni Presidenziali USA 2020: serve Verità

Richard Hopkins, dipendente delle Poste della Pennsylvania, ha riferito che un dirigente del servizio a Erie ha chiesto ai dipendenti di retrodatare le schede arrivate per posta dopo l’Election Day.
Elezioni Presidenziali USA 2020
Il 3 novembre gli americani hanno votato il loro prossimo presidente. Appena dopo l’esito parziale degli spogli giornali e tv USA hanno parlato di vittoria di Joe Biden. Tuttavia solo il 14 dicembre l'organo ufficiale preposto, il Collegio Elettorale, certificherà i risultati elettorali delle elezioni presidenziali. (Immagine: Wikimedia / CC0 2.0 )

Per le elezioni presidenziali USA 2020 il 3 novembre gli americani hanno votato il loro prossimo presidente.

Appena dopo l’esito parziale degli spogli giornali e tv USA hanno parlato di vittoria di Joe Biden. Tuttavia solo il 14 dicembre il vero organo ufficiale preposto, il Collegio Elettorale, certificherà i risultati elettorali delle elezioni presidenziali.

Nel frattempo sempre più chiarezza attorno ai brogli denunciati da Trump. Il Presidente procede con 800 legali e 19.000 ricorsi, annunciando su Twitter: «Vinceremo, i risultati arriveranno la prossima settimana».

Il miracolo delle 4 del mattino e software dubbi

La prima cosa strana è che fino a metà Election Day Trump era in testa. Stava prendendo più voti della precedente elezione dove aveva vinto con 67 milioni. Poi verso le 4 del mattino si è verificato uno strano fenomeno. Stati tra cui Pennsylvania, Michigan, Ohio e Nevada si sono improvvisamente tinti di blu in modo plebiscitario ottenendo il 200% dei voti.

In quel momento in Wisconsin, ad esempio, in un solo flusso di voti il 98,4% delle persone ha votato a favore di Biden. Dice la giornalista che si firma Correia: «[…] Gli americani sono andati a dormire con Trump che sembrava prevalere e si sono svegliati con Biden che lo surclassava».

Altre problematiche si sono riscontrate con il software per i conteggi.

La settimana scorsa nella contea di Antim in Michigan 6000 voti sono stati trasferiti erroneamente da repubblicani di Trump ai democratici di Biden. I voti sono stati ricontati a mano. Il software, della Dominion Voting System, è lo stesso utilizzato in diversi stati USA.

Ciò preoccupa e molto.

La settimana scorsa nella contea di Antim in Michigan 6000 voti sono stati trasferiti erroneamente da repubblicani di Trump ai democratici di Biden. I voti sono stati ricontati a mano. (Immagine: Qualenergia / CC0 2.0 )

I risultati non sono credibili

Dichiara infatti Giuliani, legale di Trump a Fox News: «La modalità fraudolenta di alterare i voti è stata sistemica, ovvero è avvenuta in dieci stati».

E a indagare è stato l’FBI. Nella contea di Whayne in Michigan ha rilevato che avrebbero votato 14.000 votanti defunti e in Texas il responsabile della campagna di Biden è stato indagato per aver raccolto voti in modo illegale.

Non solo: altri risultati delle elezioni presidenziali USA 2020 sconcertano.

Nel distretto di Washington DC Trump ha preso il 5,6% e Biden il 93%. Dunque secondo i risultati anche i repubblicani che ci abitano avrebbero votato democratico. In Nevada come riporta Epoch Times: «Il Partito Repubblicano del Nevada ha annunciato che i suoi avvocati hanno inviato al procuratore generale William Barr una denuncia penale per almeno 3.062 casi di brogli elettorali nello Stato».

In Pennsylvania invece il team di Trump ha intentato una causa in un tribunale federale per impedire allo Stato di certificare i risultati delle elezioni generali del 2020. Infatti il sistema di conteggio dei voti per posta sarebbe stato meno rigoroso di quello dei voti in persona. È stata contestata inoltre la decisione della Corte Suprema statale di far conteggiare anche le schede arrivate per posta fino a 3 giorni dopo l’Election Day del 3 novembre.

Le persone protestano

Non è solo Trump e i suoi legali che si stanno muovendo riguardo queste elezioni presidenziali USA 2020. Sono i cittadini che stanno protestando per difendere legalità e democrazia.

Un funzionario che ai seggi controlla le regolarità delle procedure, ha riportato che i software ogni 1.000 voti attribuiti a Trump, ne levavano 300. Pare inoltre che agli osservatori dei seggi repubblicani sia stato impedito di ispezionare i voti per posta.

Inoltre Richard Hopkins, dipendente delle Poste della Pennsylvania, ha riferito che un responsabile del servizio a Erie ha richiesto ai dipendenti di retrodatare le schede arrivate per posta dopo l’Election Day. La sua denuncia era stata citata dal senatore Lindsey Graham, in una lettera fatta pervenire al Dipartimento di Giustizia in cui si chiedeva l’apertura di un’inchiesta federale.

Il Washington Post aveva poi pubblicato un articolo in cui spiegava che l’uomo aveva ritrattato di fronte agli inquirenti intervenuti per conto delle Poste. Tuttavia non è vero, il dipendente non ha ritrattato. La sua testimonianza qui sotto: «Sono qui per dire che non sono tornato indietro su quanto affermato. Non è successo».

Il bene contro il male

Il padre di Angelina Jolie, l’attore Jon Voight, tra twitter e video si dice disgustato dalla «bugia» della vittoria di Joe Biden ed esorta ad impegnarsi nella «più grande lotta dai tempi della Civile, una battaglia tra la giustizia e Satana». Aggiunge anche «Noi tutti sappiamo la verità» sostenendo che «dobbiamo combattere contro questa corruzione e per il bene perduto».

L’attore parla di bene contro male e forse qualche base c’è.

Secondo la storia del laptop di Hunter Biden e di un suo ex socio in affari, erano emerse ampie prove che il candidato democratico e la sua famiglia avessero ricevuto milioni di dollari dal Partito Comunista Cinese per servizi non specificati. Il Partito Comunista Cinese è da dove giunge il virus di Wuhan ed è conosciuto per la sua corruzione.

Il PCC mette in atto la trappola del debito verso i paesi vicini, è una dittatura che viola abitualmente i diritti umani di cinesi e non solo, perseguitando le minoranze religiose. Chissà se il male a cui si riferiva non fosse proprio questo.

Scritto da: Massimiliano Volpato