Entra Nel Bosco, Calmati… e Respira

Il termine Navajo «Hózhó» vuol dire bellezza, benedizione, realizzazione, appagamento, felicità. Parlavano della natura come del «camminare nella bellezza».
«Un uomo veramente civile è un uomo che, seduto sul pavimento della sua capanna, si sente legato con tutte le creature e vede l'unità dell'universo. Quest'uomo, e non altri, è giunto alla vera essenza della civiltà.» Orso che sta in piedi. Indiani d'America. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )
Ci vuole calma e tempo per sentire i ritmi della natura. C’è un ritmo in ogni fenomeno, nel corso di un giorno o delle stagioni dell’anno. Come un tramonto che raggiunge un picco di splendore e poi, lentamente, inizia a svanire.

«O natura felice! io non so che sia di me, quando sollevo lo sguardo innanzi alla tua bellezza, ma tutta la gioia del cielo è nelle lagrime ch’io verso innanzi a te, come l’amante dinanzi all’amata»

Il poeta tedesco Friedrich Hölderlin, agli inizi dell’800, la descriveva in questo modo. Sì, perché la natura aumenta il nostro senso di appartenenza al mondo. Andiamo allora a scoprire ciò che questo significa.

In natura io mi rigenero

Il Prof. Richard Ryan, studioso degli effetti positivi della natura sulla mente ha detto: «La natura è il combustibile dell’anima. Spesso quando ci sentiamo affaticati o stanchi beviamo caffè, tuttavia la ricerca suggerisce che per ricaricare le batterie è molto più fruttuoso stare nella natura».

Gli studi dicono che rende le persone più in salute, felici ed energiche. I giapponesi passeggiano nelle foreste praticando lo Shinrin-yoku, ovvero «bagno nella foresta». Diminuisce la loro depressione e ansia. La presenza di giardini nelle cliniche permette ai pazienti di rilassarsi, trovare tranquillità in luoghi dove ricordare ciò che ha loro dato gioia in passato. La natura aumenta la funzione di ricordare le cose e gli studi dimostrano che anche solo 5 minuti giornalieri di esercizio in natura bastano per dare una spinta all’autostima.

Una ragazzina che aveva sofferto molto per la sua età, di nome Anna Frank, con semplicità infinita, scriveva nei suoi diari:

«Per chi ha paura, o si sente incompreso e infelice, il miglior rimedio è andar fuori all’aperto, in un luogo dove egli sia completamente solo, solo col cielo, la natura e Dio. Soltanto allora, infatti, soltanto allora si sente che tutto è come deve essere, e che Dio vuol vedere gli uomini felici nella semplice bellezza della natura. Finché ciò esiste, ed esisterà sempre, io so che in qualunque circostanza c’è un conforto per ogni dolore. E credo fermamente che ogni afflizione può essere molto lenita dalla natura.»

arcobaleno cascata natura
L’arcobaleno è un segno di Colui che è in tutte le cose. (Proverbio della tribù degli Hopi – Navajo). Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

Essenza ultima del mondo

Per Francesco Lamendola, scrittore udinese che collabora con la rivista ariannaeditrice, la natura è «…la manifestazione visibile della potenza luminosa dell’Essere […]» e «limitarsi al suo studio quantitativo e descrittivo, come se ciò esaurisse il campo del reale, significa escludere l’essenza ultima del mondo…».

Per Ralph Waldo Emerson questa essenza ultima del mondo è l’elemento divino che si riflette nella natura stessa. Nel suo saggio intitolato Nature, del 1836, lo descrive così:

«[…] La maggior parte delle persone non vede il sole. Oppure ne ha una visione molto superficiale. Il sole illumina solamente l’occhio dell’uomo, ma risplende dentro l’occhio e nel cuore del bambino. L’amante della natura è colui i cui sensi interni ed esterni sono ancora in pieno accordo tra di loro; chi ha saputo conservare lo spirito dell’infanzia perfino nell’età adulta [..].»

Ogni cosa è sacra. Ogni cosa vive. Ogni cosa ha una coscienza. Ogni cosa ha uno spirito. (Saupaquant Wampanoag) (Immagine: tramite pixabay / CC0 1.0 (Immagine: Piexels / CC0 1.0

«[…] Anche nei boschi un uomo elimina i suoi anni come il serpente la sua pelle, e in qualunque periodo della vita è sempre un bambino. Nei boschi è la perpetua giovinezza. In queste piantagioni di Dio regnano un decoro e una santità, una perenne festa viene allestita, e l’ospite non vede come potrebbe stancarsene in mille anni. Nei boschi ritorniamo alla ragione e alla fede.[…]».

«Stando sulla nuda terra, il capo immerso nell’aria serena e sollevato nell’infinito spazio, tutto l’egoismo meschino svanisce. Divento un trasparente bulbo oculare, non sono niente, vedo tutto; le correnti dell’Essere universale circolano attraverso me; sono una parte o una particella di Dio».

Camminare nella bellezza

Il termine che forse si avvicina di più a natura è incanto. Secondo Bellezza Naturale, da Wikibooks : «Godere delle bellezze della natura nella relativa solitudine ha un’attrattiva così appagante che le persone comunemente percepiscono l’universo lì come luogo amichevole. C’è la sensazione di essere abbracciati da qualcosa di meraviglioso, oltre misura, di far parte di qualcosa di grandioso, un senso di invito e di benvenuto. Il mescolarsi di affermazione interiore e di gioia in ciò che percepiamo sembrano in tali momenti rivelare una verità e una bontà più profonde di quanto non sentiamo normalmente. Il godimento lascia il posto alla gioia».

Cammina leggero in primavera; Madre Terra è incinta. (Proverbio della tribù degli Iowa) (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Il termine Navajo «Hózhó» vuol dire bellezza, benedizione, realizzazione, appagamento, felicità. La cultura delle popolazioni amerindie vede l’unione profonda dell’uomo con ogni cosa, con il tutto. Parlavano della natura come del «camminare nella bellezza».

Dalla preghiera Navajo Canto della Notte:

«Libero e leggero potrò muovere i miei passi.
Col cuore pieno di vita e passione camminerò.
Felice andrò per la mia strada.
Felice invocherò in gran quantità le nuvole nere.
Felice bramerò la pioggia che ristora.
Felice desidererò vedere le piante sbocciare.
Felice agognerò polline in abbondanza.
Felice bramerò l’abbondante rugiada.
Nella bellezza desidero vagare.
Sia la bellezza di fronte a me.
Sia la bellezza dietro di me.
Sia la bellezza sotto di me.
Sia la bellezza sopra di me.
Che la bellezza possa io vedere tutt’intorno, sul mio cammino.
Nella bellezza tutto si compie.
Nella bellezza tutto si compie.»

Scritto da: Massimiliano Volpato