Esiste Il Destino? O è Tutto Frutto Del Caso?

Il famoso Albert Einstein dimostrò con la teoria della relatività che il tempo non è uguale per tutti, ma che cambia secondo la velocità con cui ci muoviamo.
pietra destino
Lia Fáil (irlandese, Pietra del Destino) è un megalite sito sulla Collina dell'Inaugurazione (in irlandese: an Forrad) presso Tara, nel County Meath in Irlanda. La Pietra serviva nella cerimonia di incoronazione degli Alti Re (o re Supremi) d'Irlanda,fin dall'anno 500. (Immagine: Verdasuno tramite Wikipedia CC BY-SA 3.0, )

Esiste il destino? O e tutto casuale? Nell’antichità il concetto era profondamente connesso al divino.

In Irlanda esiste un luogo misterioso chiamato Hill of Tara o «colle dei re», residenza dei Cavalieri del Destino, protettori d’Irlanda. L’antico popolo di Tara sosteneva che gli dei erano entrati nel nostro mondo proprio da qui.

I Re d’Irlanda, per diventare tali, dovevano simbolicamente sposare la dea Medb ed erano scelti da un oggetto: la «Lia Fail», ovvero la pietra del destino. Secondo la leggenda, questo magico menhir in granito urlava se una serie di sfide fossero state soddisfatte dall’aspirante re. Si dice che questa specie di stridio era udibile in tutta l’Irlanda. Poteva anche ringiovanire il re e assicurargli un lungo regno.

In antichità dunque, la connessione spirituale con le divinità era molto forte, la missione del re era spesso incaricata dagli dei e il destino era forgiato proprio da loro. Oggi, per capire il destino, dobbiamo partire da ciò che ci rende così lontani dal loro mondo, ovvero il tempo.

Il tempo come percezione

Il tempo non esiste come lo intendiamo noi, ma è solo una percezione che abbiamo in questo mondo a 3 dimensioni. Il tempo esiste solo perché esiste lo spazio. Per percorrere un chilometro mi serve un determinato tempo, mentre se tutto fosse fermo, il tempo non esisterebbe e quindi nemmeno l’essere percepito. Il famoso Albert Einstein dimostrò con la teoria della relatività che il tempo non è uguale per tutti, ma che cambia secondo la velocità con cui ci muoviamo.

Albert Einstein
«Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo». Albert Einstein (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

Il destino esiste

Con questo esperimento è stato matematicamente provato che il tempo dipende dalla velocità con cui ci si muove nello spazio (relatività di Einstein). Due fratelli gemelli di 30 anni vengono separati, uno sale su una navicella spaziale che viaggia alla velocità della luce, girando intorno alla Terra per un anno intero. L’altro fratello rimane sulla Terra. Per quello sulla navicella sarà effettivamente passato un anno, mentre per il fratello sulla Terra saranno passati 40 anni. Al ritorno sulla Terra il gemello che era sulla navicella avrà 31 anni, mentre l’altro restato sulla Terra avrà 71 anni.

Secondo spaziosacro.it: «Se io mi metto al posto del fratello gemello che ha viaggiato alla velocità della luce per un anno, ho percorso 40 anni senza invecchiare, come invece è successo a mio fratello, significa che nel mio presente, scorreva velocemente il futuro di mio fratello. Se per me il tempo scorreva così lentamente, significa che nel mio presente stava già accadendo il futuro di mio fratello. Questo fa assolutamente supporre che il destino di mio fratello fosse già scritto in un certo senso, visto che per lui i fatti accadevano nonostante io restassi fermo nel tempo». Con questo si potrebbe tranquillamente affermare che il destino esiste.

Il destino non esiste

Ma non tutti confidano nei conti matematici e nelle scoperte di Einstein. Ora vediamo perché il destino non esiste.

Un pallone viene sparato da un cannone ad una determinata velocità e viene ripreso da una telecamera. Segue una certa traiettoria, sempre identica. Segue leggi fisse, misurabili. Non verrà influenzato dall’osservatore, ne dalla telecamera. Ma entriamo nel mondo della meccanica quantistica, ovvero quello microscopico. Dice che noi stessi siamo materia non solida, ma composta da onde di energia e probabilità, atte a mutare con la coscienza umana questo movimento energetico costante.

Se immaginiamo una mini telecamera che riprende un mini pallone, ad esempio un fotone, le cose cambiano. La misurazione dipenderà sia dall’oggetto osservato che dall’osservatore. L’osservatore (noi stessi) è determinante per rendere in materia le onde di energia in possibilità. Ognuno di noi quindi può modellare la realtà che andiamo a vivere e può vivere una realtà individuale modificata proprio da noi stessi. Quindi il destino non esiste ma noi stessi modifichiamo la nostra realtà.

In meccanica quantistica l’osservatore è determinante per rendere in materia le onde di energia in possibilità. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0

Heisenberg e gli infiniti universi

A questo punto se, esperimenti scientifici provano che il destino esiste, ed altri esperimenti provano che il destino non esiste, quale sarà la giusta risposta? Torniamo a parlare di meccanica quantistica, e precisamente di principio di indeterminazione di Heisenberg.

Il principio, semplificando, prova che l’universo in cui viviamo non è l’unico, ma è solo uno di infiniti universi possibili esistenti in una sorta di multiversi. Ovvero da qualche parte, in dimensioni che non vediamo ne percepiamo, esistono infinite copie di noi stessi, con vite simili alle nostre, leggermente o completamente diverse. Un universo fatto di onde probabilistiche, in cui la nostra coscienza va a creare istante dopo istante un nuovo universo per noi stessi, con scelte e destini completamente diversi.

In uno di questi infiniti universi, possiamo essere sposati con figli, in un altro separati, in un altro ancora non siamo mai stati sposati. Il destino esiste e non solo uno, ne esistono un numero infinito in base a come noi stessi poi andiamo a crearli o sceglierli. Esistono tutti allo stesso tempo, nello stesso unico istante, per poi essere collassati da funzioni d’onda che noi stessi facciamo collassare, dove il tutto diviene realtà fisica.

C’è chi dice «Sono convinto che anche nell’ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.» (Giacomo Leopardi) e chi sostiene «Puoi anche alzarti molto presto, ma il tuo destino s’è alzato un’ora prima.» Ma se vogliamo, con le nostre credenze e i nostri pensieri, vivremo quel destino in cui crediamo di esistere, ma che di fatto abbiamo creato noi stessi.

Scritto da: Massimo Rumore