Europa: verso la riapertura delle frontiere

La commissaria europea degli affari interni Ylva Yohansson
La commissaria europea degli affari interni, Ylva Yohansson.(Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Secondo quanto comunicato dalla commissaria europea degli Affari interni, Ylva Johansson, l’area Schengen tornerà ad essere attiva già da lunedì 15 giugno. Il commissario ha difatti raccomandato a tutti i Paesi interni all’Ue che aderiscono all’area Schengen la riapertura dei confini interni, ripristinando la libera circolazione.

Per quanto riguarda le frontiere esterne, l’Unione Europea potrebbe revocare gradualmente le restrizioni per i viaggiatori provenienti da paesi terzi già dal 1 luglio, valutando l’evoluzione delle condizioni sanitarie ed epidemiologiche dei singoli stati. Dopo le misure restrittive per contenere l’epidemia, la Commissione Europea spinge difatti alla riapertura dei confini esterni per agevolare il rilancio dell’economia, soprattutto del settore turistico.

I Paesi membri dovranno quindi preparare una lista degli Stati extra-Ue con i quali riaprire le frontiere. Tra questi, la Commissione sta dando la priorità ad alcuni paesi vicini: Albania, Kosovo, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. La scelta dei restanti paesi terzi rimane da accordare, tenendo presente che la situazione sanitaria in alcuni stati, come il Brasile o gli Stati Uniti, è ancora allarmante.

La Grecia ad esempio, la cui economia si poggia quasi totalmente sul turismo, sta già provvedendo ad inserire paesi non europei come Australia, Corea del Sud e Cina, nella lista di quelli ai quali riaprirà dal 15 giugno.

«A seguito della revoca di tutti i controlli alle frontiere interne dell’Unione stiamo proponendo un approccio chiaro e flessibile per rimuovere anche le restrizioni ai viaggi verso l’Unione a partire dal 1 luglio. I viaggi sono fondamentali per il turismo e gli affari. È giunto il momento di preparare in modo concreto l’eliminazione delle restrizioni con Paesi la cui situazione sanitaria è simile a quella dell’Unione», aggiunge la Johansson, come riportato dal Il Sole 24 ore.