Falun Gong: memorie di un uomo perseguitato dal PCC

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La moglie di Huang fu condannata a morte perché praticante del Falun Gong. (Immagine: YouTube / Screenshot )

David Huang è un praticante del Falun Gong dalla Cina che attraverso il cortometraggio di 6 minuti «Memorie di uno schiavo del comunismo» narra la sua storia. I fatti riguardano soprattutto sua moglie, che viene uccisa e lui incarcerato in un campo di «rieducazione», costantemente obbligato dal regime comunista a rinunciare alla sua fede.

Perseguitato in Cina

«Il Partito Comunista Cinese (PCC) ci ha educato in modo tale da credere che esso sia «fantastico, glorioso e corretto». Non avrei mai pensato che avrebbero perseguitato a morte mia moglie incinta di 3 mesi, solo perché lei e il resto della nostra famiglia pratica il Falun Gong», dice Huang all’inizio del filmato.

Il Falun Gong è una pratica spirituale, diventata così popolare negli anni ’90 che circa 70-100 milioni di cinesi, in pochi anni, iniziarono a praticare. Ciò allarmò l’allora segretario generale del PCC Jiang Zemin. Non gli piaceva affatto che un numero crescente di cittadini seguisse i principi del Falun Gong quando invece avrebbero dovuto essere fedeli all’ideologia comunista.

Presto Zemin lanciò una massiccia campagna di persecuzione contro i praticanti del Falun Gong! Molti dicono che lo fece per dispetto e gelosia. Questo inoltre contribuì a consolidare il suo potere politico. Huang infatti fu catturato e mandato in un campo di «rieducazione» per due anni. In quel posto subì diverse torture mentali e fisiche. Nonostante tutte le difficoltà, però, Huang ha mantenuto la sua fede.

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Huang fu arrestato dalla polizia thailandese a seguito delle pressioni da parte della Cina. ( Immagine: YouTube/Screenshot)

Denuncia la persecuzione del Falun Gong

Una volta rilasciato il praticante venne a sapere che i funzionari stavano di nuovo pensando di catturarlo. Si rese conto che se fosse rimasto in Cina sarebbe morto. Tuttavia, anche se avesse provato a lasciare il paese, non avrebbe evitato il rischio di morte, anzi. Malgrado tutto, l’uomo affidò la figlia alle cure di sua madre e lasciò il paese.

Una volta raggiunta la Thailandia Huang ottenne lo status di rifugiato, conferitogli dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) a Bangkok. Riuscì a portare sua figlia in Thailandia tre mesi dopo, grazie agli sforzi dei praticanti del Falun Gong e dei membri della sua famiglia. Huang cominciò a denunciare il genocidio del PCC contro i praticanti del Falun Gong. Presto, le spie cinesi iniziarono a rintracciarlo. L’ambasciata cinese in Thailandia fece addirittura pressioni sulla polizia tailandese per arrestarlo e metterlo nel centro di detenzione per immigrati.

Fuga in Nuova Zelanda

Fortunatamente, il governo della Nuova Zelanda si mostrò solidale nei suoi confronti e rilasciò visti speciali per lui e sua figlia. Alla fine emigrarono in Nuova Zelanda. Dopo aver iniziato a parlare della persecuzione del Falun Gong anche lì, il governo cinese nuovamente iniziò a spiarlo. Questa volta attraverso l’ambasciata in Nuova Zelanda. Intercettarono il suo cellulare. Alcuni scagnozzi si spinsero fino a casa sua, rompendo finestre e la cassetta postale. Queste azioni furono un segno di avvertimento del PCC: rimani in silenzio, altrimenti tu e tua figlia non sarete al sicuro.

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Da oltre 15 anni, dopo aver perso la moglie, Huang, insieme alla figlia Luna, continuano a denunciare i crimini del malvagio regime cinese. (Immagine: YouTube / Screenshot)

I genitori di Huang ebbero visite da parte di alcuni funzionari del PCC. Gli fu comunicato che sarebbero stati arrestati se egli avesse continuato a sollevare l’argomento della persecuzione del Falun Gong. Huang si rese conto che il PCC esiste perché rende le persone impaurite dal Partito stesso. Quella paura viene sfruttata come mezzo per tenere le persone in ostaggio, come schiavi dell’ideologia comunista.

Da quel momento l’uomo decise che non sarebbe più rimasto schiavo. Egli ritiene che ogni cinese debba riflettere profondamente sul clima di violenza e corruzione che sta affliggendo la Cina, provocando tragedie come la persecuzione dei praticanti del Falun Gong. Da oltre 15 anni, dopo aver perso la moglie, Huang, insieme alla figlia Luna, continuano a denunciare i crimini del malvagio regime cinese.

Tradotto da: Ilona Golebiewska

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/04/14/memoir-of-a-communist-slave.html