Falun Gong sotto nuove pressioni a Hong Kong mentre i legislatori dell’establishment ne chiedono il divieto

I praticanti del Falun Gong, compresi quelli che risiedono a Hong Kong, si sono impegnati a far conoscere la persecuzione della loro fede che dura da 22 anni da parte del Partito comunista cinese.
Striscioni che recitano
Striscioni che recitano "Il paradiso distruggerà il PCC" e "Il paradiso proteggerà la Cina" sono stati vandalizzati lungo le strade di Hong Kong. (Immagine: Minghui.org)

Il nuovo capo della sicurezza rifiuta di commentare la legalità del gruppo spirituale perseguitato nella Cina continentale, ma afferma che le indagini sono in corso

Analisi delle notizie

Il Falun Gong, la pratica spirituale bandita e perseguitata nella Cina continentale dal 1999, sta subendo pressioni a Hong Kong. Qui figure filo-comuniste chiedono a gran voce un’azione legale contro la disciplina di qigong.

Il 7 luglio, durante una sessione del Consiglio Legislativo della città (LegCo), i legislatori pro-Pechino hanno chiesto alle autorità di Hong Kong di intraprendere un’azione maggiore contro il Falun Gong, indicando la Legge sulla Sicurezza Nazionale (NSL) imposta lo scorso anno, così come l’Articolo 23 della Legge fondamentale. 

Elizabeth Quat, Junius Ho, Paul Tse e altri legislatori pro-Pechino hanno chiesto all’associazione locale della Falun Dafa di indagare sui suoi finanziamenti, mentre si chiedevano perché la pratica spirituale non fosse ancora stata vietata in città. Falun Dafa è un altro nome della disciplina. 

Usando una retorica simile a quella trovata nelle pubblicazioni di stato della Cina continentale, Quat e gli altri hanno definito il Falun Gong una “organizzazione” che “mira a sovvertire il potere statale”. Hanno affermato inoltre che forze straniere stavano “utilizzando gruppi religiosi e organizzazioni mediatiche e altri, come scusa per estendere le forze anti-cinesi in città”.

Elizabeth Quat, una legislatrice di Hong Kong
Elizabeth Quat, una legislatrice di Hong Kong appartenente ad un partito pro-Pechino, parla a LegCo il 7 luglio 2021. (Immagine: The Epoch Times)

Fondato nel 1992 da Li Hongzhi, il Falun Gong è costituito da esercizi di meditazione e insegnamenti morali tradizionali. Nonostante l’atteggiamento inizialmente amichevole delle autorità cinesi verso la pratica, essa è stata vietata il 20 luglio 1999 per ordine dell’allora capo del Partito Comunista Jiang Zemin, il quale sosteneva che la popolarità del Falun Gong lo rendeva una minaccia al dominio del Partito.

Gli aderenti al Falun Gong nella Cina continentale sono soggetti a diffuse ed estreme violazioni dei diritti umani. Tra di esse il carcere, l’ostracismo sociale e il lavoro forzato, la tortura e la morte per prelievo forzato di organi. 

I praticanti del Falun Gong, compresi quelli che risiedono a Hong Kong, si sono impegnati a far conoscere la persecuzione della loro fede che dura da 22 anni da parte del Partito comunista cinese. The Epoch Times, un giornale d’oltremare fondato da aderenti al Falun Gong, critica frequentemente il PCC e il comunismo. 

Tuttavia, The Epoch Times non ha mai subito ripercussioni legali, in netto contrasto con il destino di Apple Daily, tabloid indipendente pro-democrazia, che è stato costretto a chiudere a fine giugno dopo che i suoi beni sono stati congelati e diversi collaboratori processati.

E sebbene i praticanti del Falun Gong che distribuivano materiali per le strade di Hong Kong, abbiano ricevuto molestie sia dalla polizia che da presunti malviventi, sono riusciti a continuare per lo più le loro attività. 

Nessun commento sui piani per il Falun Gong

Junius Ho, un controverso legislatore pro-establishment il quale ha stretto la mano a un membro della triade coinvolto negli attacchi del luglio 2019 contro i manifestanti pro-democrazia, ha chiesto come il governo di Hong Kong avesse intenzione di affrontare il Falun Gong e altri gruppi “sovversivi”.

Paul Tse, un altro legislatore pro-Pechino, ha messo in dubbio il motivo per cui il governo stava diventando “fragile” riguardo al Falun Gong. Sosteneva che nella gestione del gruppo, la NSL avrebbe potuto essere “applicata” molto tempo fa. Come prova che il governo è stato “negligente” per anni riguardo alla disciplina spirituale, ha indicato le postazioni di informazione del Falun Gong.

Chris Tang Ping-keung, il segretario per la sicurezza promosso recentemente dal capo della polizia di Hong Kong, ha affermato che è in corso un’indagine sul Falun Gong, ma non ha dichiarato la posizione del governo riguardo al gruppo. 

Egli ha osservato che, mentre “ci sono state numerose accuse riguardanti la violazione della legge sulla sicurezza nazionale da parte del Falun Gong” in corso di esame, ha precisato che ci sarebbero state “ulteriori azioni” se ci fossero state prove a sostegno.

Tang ha sottolineato che l’opposizione al Partito e al sistema socialista era una violazione della NSL. Ha citato inoltre l’articolo 4 della NSL secondo cui “i diritti umani devono essere rispettati e protetti nella salvaguardia della sicurezza nazionale” a Hong Kong, comprese le libertà di espressione, stampa e associazione. 

Leggendo dai suoi appunti, Tang ha affermato che “nessuno è al di sopra della legge” e che le autorità di Hong Kong agiranno in conformità con la legge. In risposta all’inchiesta di Tse, ha affermato che la NSL ha reso le forze dell’ordine “più efficaci” e che il governo ha sempre rimosso le pubblicazioni “non autorizzate”, comprese quelle del Falun Gong, dagli edifici del governo. 

Il segretario alla sicurezza di Hong Kong Chris Tang
Il segretario alla sicurezza di Hong Kong Chris Tang, allora capo della polizia, parla nell’aprile 2020. (Immagine: The Epoch Times)

Tang, ha anche affermato che un’indagine sull’episodio di accoltellamento del 1 luglio non ha prodotto alcun collegamento con altri individui o gruppi. Nell’episodio un uomo di 50 anni contrariato aveva accoltellato un agente di polizia prima di uccidersi.

In risposta all’inchiesta di Quat su un possibile collegamento tra l’incidente e il Falun Gong, ha dichiarato: “Le prove attuali mostrano chiaramente la presenza di un solo colpevole“.

Sarah Liang, presidente dell’Associazione Falun Dafa di Hong Kong, ha affermato che l’insinuazione di Quat è “completamente ingiusta“. Ha notato che l’Associazione ha evitato tutte le proteste e raduni in modo da conformarsi alle restrizioni pandemiche, ed è un’organizzazione legalmente registrata.

Siamo cittadini legittimi e credenti, e speriamo di non assistere all’estendersi della soppressione del nostro gruppo dalla terraferma alla città”, ha affermato.

Ombra su Hong Kong 

Nell’ultimo decennio, gruppi affiliati o che prestano servizio come facciata per il PCC, hanno molestato o attaccato i praticanti del Falun Gong a Hong Kong. 

Liang è stata inseguita lo scorso maggio da un uomo non identificato, il quale alla fine l’ha aggredita con una mazza da baseball vicino a casa sua. Nello scontro, le sue gambe sono state gravemente ferite.

Inoltre, all’inizio di quest’anno, dei teppisti hanno danneggiato le aree di stand del Falun Gong, causando migliaia di danni. Sono inoltre apparsi sulle strade manifesti incustoditi che diffamano il Falun Gong. Secondo The Epoch Times, i manifesti sono scritti in cinese semplificato (la scrittura usata nella Cina continentale) e nello stile degli attacchi dei media statali cinesi al Falun Gong. 

Sarah Liang a Hong Kong.
Sarah Liang a Hong Kong. il 10 ottobre 2019. (Immagine: The Epoch Times)

Liang è presidente dell’Associazione Falun Dafa di Hong Kong dal 2019. Ha riferito che ci sono diverse centinaia di praticanti del Falun Gong a Hong Kong, sebbene il numero potrebbe essere più alto perché l’Associazione non richiede iscrizioni o tasse. Molti di loro erano fuggiti dalla terraferma e ora temono per il loro futuro in città.

Feng Chongyi, professore associato di China Studies all’Università di Tecnologia di Sydney, ha detto a The Epoch Times che le inchieste dei legislatori pro-Pechino rappresentano le mosse iniziali di una campagna di pressione del PCC per colpire il Falun Gong a Hong Kong.

Tutto potrebbe sembrare fatto in conformità con la legge“, ha detto Feng. “Ma sotto c’era un piano progressivo per far sparire il Falun Gong a Hong Kong. Questo è ovvio”.

La politica dietro le quinte 

SinoInsider, un gruppo di esperti con sede a New York, ha concluso che il Partito sta preparando la scena per estendere la repressione del Falun Gong all’ex colonia britannica.

Se il PCC si sta preparando a occuparsi del Falun Gong a Hong Kong, allora lo scambio del 7 luglio al LegCo tra i legislatori pro-establishment e il segretario alla sicurezza Chris Tang è solo un atto per fornire una parvenza di legittimità alle procedure future”, ha scritto SinoInsider in una newsletter dell’8 luglio. 

Allo stesso tempo, il gruppo di esperti ritiene che la lotta tra fazioni rivali nel PCC possa spiegare la mancanza di azione riguardo al Falun Gong a Hong Kong. Sarebbe un “dilemma” per il leader cinese Xi Jinping.

Secondo SinoInsider, la persecuzione del Falun Gong rientra nell’eredità politica negativa di Jiang Zemin, promotore della campagna. Molti funzionari che hanno partecipato attivamente alla repressione nazionale sono stati promossi da Jiang e dai suoi luogotenenti; la fazione di Jiang rimane influente anche oggi.

Xi, nel frattempo, si è opposto alla fazione di Jiang, lanciando una massiccia campagna anti-corruzione contro i suoi radicati rivali politici. Ma la questione dei diritti umani potrebbe essere più preoccupante per il 94enne Jiang e i suoi tuttora potenti alleati.

Sulla base della nostra ricerca, Xi e alcuni membri della sua cerchia ristretta prima di andare al potere nel 2012 non hanno espresso una posizione chiara … né si sono impegnati attivamente nella persecuzione del Falun Gong“, ha scritto SinoInsider. “Questo contrasta con molti membri della fazione di Jiang, compresi i luogotenenti di punta come Bo Xilai e Zhou Yongkang, che sono saliti rapidamente nei ranghi ufficiali grazie ai loro sforzi diligenti”.

La mancanza di una chiara presa di posizione, lascia aperta la strada alla possibilità che Xi possa sentire la minaccia sufficiente per il suo potere e la sua persona; potrebbe pertanto invertire la campagna anti-Falun Gong, mettendo all’angolo i suoi rivali, dando la colpa del disastro dei diritti umani alla fazione di Jiang. XI Jinping è infatti un leader che SinoInsider e altri osservatori della Cina vedono molto più debole di quanto la sua immagine di uomo forte lasci intendere.

Poiché il governo del PCC stesso dipende dalla percezione della sua legittimità, invertire la persecuzione del Falun Gong metterebbe direttamente in pericolo il regime. Ma gli analisti di SinoInsider vedono il regime in una tale crisi – economica, sociale, ambientale e diplomatica – che le fazioni in lotta, potrebbero preoccuparsi di più di preservare se stesse, piuttosto che il Partito. 

Abbiamo identificato ripetuti tentativi da parte della fazione di Jiang o dei suoi affiliati di forzare la mano di Xi sulla questione del Falun Gong, chiedendogli di chiarire la sua posizione o facendo in modo che gi attuali leader si facciano attivamente carico della persecuzione, che porta con sé il peso del lavoro forzato, della tortura e degli abusi psicologici, e del prelievo forzato di organi. Il fatto che la leadership di Xi “prenda le redini” dalla rete di fazioni di Jiang, sotto la copertura delle operazioni di routine del PCC e dell’ideologia, offrirebbe loro una misura di protezione, poiché i complici di un crimine sono meno propensi a tradirsi l’un l’altro”.

Per il momento, sembra che Pechino abbia deciso di lasciare in sospeso la questione del Falun Gong. 

La risposta prudente e non definitiva di Tang, così come la sua posizione di alto livello nel governo di Hong Kong e nell’apparato di sicurezza nazionale sovra-autorità, lasciano intendere che egli sta seguendo l’esplicita guida del Partito Centrale nel gestire la questione del Falun Gong a Hong Kong”, ha osservato SinoInsider.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/07/15/falun-gong-under-renewed-pressure-in-hong-kong-as-establishment-lawmakers-call-for-ban.html