Frammenti del nobile Impero Celeste

FRAMMENTI DEL NOBILE IMPERO CELESTE

Letteralmente “costruzione di terra”. Il Tulou è un’abitazione contadina collettiva costruita a fortezza e residenza tradizionale del popolo degli Hakka nella Cina meridionale. Nel 2008 è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco. (Immagine: Foto di bigwore02 da Pixabay)

Nel 2019 la RPC ha compiuto 70 anni. Oggi l’Antico Impero celeste è un abile commerciante. Offre prezzi imbattibili, produce a ritmi incredibili, è all’avanguardia in certi settori produttivi. Oggi tuttavia il pianeta grida rispetto, le persone ricercano valori, la terra chiede armonia. La mancanza di veri valori e la trappola del debito sembrano portare verso altre rotte.

Trappola del debito

La Cina di oggi offre spesso esempi di uno sviluppo in cui manca etica. Al deputato Andrea Delmastro, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri, è stata chiesta da ET un’ opinione a riguardo. Delmastro ha detto: “Abbiamo visto che con la trappola del debito la Via della seta non è una affare per il Paese ma è un affare per la Cina. Non fa fare affari ai Paesi che ospitano le strutture ma solo alla Cina, con la trappola del debito”. 

La Cina infatti Induce i paesi in difficoltà a fare affidamento su prestiti che in molti casi non possono restituire. Così rifinanzia il debito con investimenti diretti o acquistando i buoni del tesoro locali. Occupa porti, aeroporti facendone basi militari, alimentando la dipendenza dei piccoli paesi in via di sviluppo.

La Nuova Via della Seta

La Nuova Via della Seta coinvolge infatti fino a 68 nazioni, attraversa tutta l’Asia Centrale e arriva fino in Spagna. Tuttavia, secondo uno studio del Center for Global Development, 23 nazioni si sono già fortemente indebitate con Pechino, otto delle quali dovranno affrontare presto una crisi del debito pubblico, tra cui Pakistan, Mongolia e Maldive.

Questi casi non sembrano parlare all’Italia, che però rimane il paese con il terzo debito pubblico al mondo. Piuttosto attenzione alla tendenza della Cina ad acquisire il know-how di altre aziende mediante legami commerciali. Una volta acquisito, non avrà infatti più interesse ad importare merci italiane perché capace di riprodurle a prezzi e costi inferiori.

trappola del debito

La Nuova Via della Seta coinvolge fino a 68 nazioni, attraversa tutta l’Asia Centrale e arriva fino in Spagna. (Immagine it.wikipedia.org)

Cambiamento nei valori

Questo comportamento commerciale ed economico può essere motivato da alcuni aspetti storici. Era il 1949 e il PCC di Mao Zedong fondava la Repubblica Popolare Cinese. A ciò seguiva una forte campagna di chiusura col passato, si distruggevano le statue, i testi sacri antichi e cancellati gli antichi valori. Il laicismo, assieme ai motti ” Lottare contro il Cielo, lottare contro la Terra, lottare gli uni contro gli altri» sono i nuovi principi, basati su quei «conflitti di classe» di cui parlava Marx. Spesso però, chi non si adeguava subiva oltraggi e spesso la morte. Intanto però l’economia cresceva.

Nel 1978 partono le riforme economiche, il motto è che “essere ricchi è glorioso” e in pochi decenni la Cina vanta la crescita più rapida al mondo. Dal 2013, diventa quindi la seconda superpotenza, partecipa a numerose organizzazioni internazionali e commercia in tutto il mondo.

La forte spinta alla ricchezza e all’espansione, i valori laici e di lotta e odio possono aver allontanato il paese da quell’antica e profonda saggezza che permeava la Cina antica, il Celeste Impero. Quell’equilibrio tra cielo e terra, tra divino e umano che enfatizzava il rispetto, la gentilezza e la rettitudine e derivato dalle grandi filosofie dei saggi come buddismo, confucianesimo e taoismo. Per 5000 anni e sorretta da valori la Cina ha vissuto epoche di splendore artistico, umano e culturale ma rischia in soli 70 anni di perdere frammenti della sua antica nobiltà.